Aligi Deganello: "la squadra Aprilia è fatta, pronti per i test in Australia"


Aligi Deganello è il nuovo tecnico di Max Biaggi, e dopo i forfait di Sandi prima e Folegnani dopo, sarà lui a dover gestire le gare assieme al pilota romano. Per lui è un'avventura nuova da prendere con entusiasmo, e la decisione finale non è stata facile. Aligi è stato tecnico di Marco Simoncelli, da tempo nel giro dei piloti "di Valentino Rossi", ora invece si trova a gestire la squadra con il più grande rivale di quest'ultimo ma ha già la situazione sotto controllo, come commenta alla Gazzetta dello Sport:

"Ho parlato con Max e mi è sembrato soprattutto un ragazzo tradito da quello che riteneva quasi un padre. Ha una grandissima voglia di rivincita e la mia missione a questo punto sarà cercare di dargli gli strumenti per prendersi una rivincita: vincere le gare e magari anche il titolo. La squadra è fatta, con due ragazzi che erano quest’anno con Camier, uno interno del team sviluppo Aprilia, così come il telemetrista. Subito dopo le feste andremo a Noale a montare le moto e poi in Australia per gli ultimi test e per il via del Mondiale. Sicuramente perderò di vista qualche amico, mi dispiace però avevo bisogno di questo cambiamento radicale"

Un cambiamento radicale fin troppo necessario, consigliatogli dall'amico Paolo: "Prima ancora di andare a Noale per sentire cosa mi offrivano ho chiamato Paolo Simoncelli, il mio "manager". Praticamente ci sentiamo tutti i giorni. E lui mi ha subito detto di accettare. "Vedi, è un segnale che ti manda Marco. Si è creata una situazione che era impossibile immaginare, con Sandi che è andato via. Vai e... vedi se c’è un posto di lavoro anche per me". Questo non so se succederà. Per me Paolo dovrebbe lavorare con la Federazione, con i ragazzini delle minimoto o dei campionati promozionali: con la sua esperienza sarebbe la persona perfetta".

Scappare dalla MotoGP per mettere da parte il Sic e riprendere a lavorare? "Non è certo un modo per dimenticare Marco: quello è impossibile. Continuo a vedere cose che me lo riportano alla mente. Proprio per questo rimanere in MotoGP, come avevamo programmato, per essere accanto a Michele Pirro con la Crt di Gresini, stava iniziando a diventare pesante. Rimanere nello stesso ambiente, vedere le stesse persone,ma con un pilota diverso da Marco, quello sì che mi sembrava qualcosa di anormale. Sentivo davvero una situazione di disagio".

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