Chrono Alps 500 seconda edizione: ecco come è andata

Si è svolta l’11 e il 12 luglio la seconda edizione della Chrono Alps 500, ideata e organizzata dai team di H-D Brescia e Brescia HOG Chapter, una manifestazione di regolarità riservata esclusivamente a moto Harley-Davidson e derivate. L’abbiamo seguita chilometro dopo chilometro, ecco come è andata.

Abbiamo partecipato alla Chrono Alps 500 edizione 2014

Alla Chrono Alps 500 ci siamo stati per la seconda volta, quindi ve la raccontiamo in prima persona, tappa dopo tappa. La manifestazione è ormai conosciuta, ne abbiamo parlato più volte a motoblog e, come per la scorsa edizione vi proponiamo un reportage completo.

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128 iscritti per 101 equipaggi, quest’anno si è assistito a un aumento dei viaggiatori solitari anche se, è bene dirlo, la formula migliore per fare la Chrono Alps è quella di avere un “secondo” che funga da navigatore e, cronometro alla mano, tenga i tempi delle speciali. In realtà alla partenza di Brescia i numeri erano di poco inferiori, a causa di qualche rinuncia dell’ultimo momento, ma poco male, la manifestazione ha bissato il successo dello scorso anno.

Il primo giorno si parte dalla concessionaria H-D Brescia. Il primo concorrente esce dai cancelli alle 10.30 in punto, dopo il briefing delle 10, che tutti i partecipanti sono tenuti a seguire, a meno che non vogliano iniziare la gare con già 500 punti di penalità. Il regolamento è infatti quello delle gare di regolarità e, nonostante lo spirito “goliardico” dell’evento, la tensione pre-gara si percepisce in alcuni concorrenti.

Altri invece sono lì semplicemente per farsi un bel giro in compagnia e lo dimostra il fatto che non abbiano neppure portato l’indispensabile cronometro. A tutti viene consegnato un dettagliato road book, simile in tutto e per tutto a quelli professionali dei grandi raid e realizzato in maniera impeccabile.

Quest’anno poi la manifestazione si completa con i controlli orario (CO) e quelli a timbro (CT), da segnare sul road book alle tappe prestabilite. Quindi il tempo è da tenere sotto controllo non solo al centesimo di secondo durante le prove speciali, ma anche durante la normale navigazione, per evitare di giungere fuori tempo. Inoltre i controlli timbro (due) scongiurano eventuali tagli di percorso.

Le prove speciali (PS), altrimenti dette prove cronometrate (PC) sono invece dei tratti inseriti all’interno del percorso, lunghi poche decine di chilometri, da percorrere nell’esatto tempo prestabilito, che viene conteggiato al centesimo di secondo mediante il passaggio sopra a un pressostato. Per queste prove, come accennato, è indispensabile il cronometro.

Il percorso di 500 km è suddiviso in due tappe giornaliere, a loro volta suddivise in quattro “mini tappe” per la prima giornata e tre per la seconda. La prima tappa porta da Brescia a Drò (TN) lungo 102,600 km che sostanzialmente si snodano sulle rive del Lago di Garda.

Un percorso con tratti molto panoramici ma ancora un po’ trafficato, nonostante il week end debba ancora arrivare. Durante questa tappa, dopo nemmeno 30 km percorsi, si svolge anche la prima speciale di 10,4 km, da percorrere in 13 minuti alla media di 48 km/h, quindi la più veloce della manifestazione.

Da Drò, dove è previsto anche il primo controllo orario, il road book porta a Trento attraverso un percorso di soli 28,5 km senza PS, ma giunti nel capoluogo trentino il percorso di 112,9 km che porta a Telve (TN) inizia a farsi divertente, attraversando la Valsugana e da qui salendo per il passo Manghen. Prima una sosta pranzo a Calceranica al Lago, sulle rive del Lago di Caldonazzo, e la seconda speciale che in una quindicina di chilometri porta direttamente a Telve.

L’ultima tappa della giornata porta dopo 87,3 km a Bolzano, attraverso la Val di Fassa, il Lago di Carezza e il Passo Nigra, nei pressi del quale c’è la penultima PS della giornata, a cui fa seguito dopo una ventina di chilometri la quarta e ultima, che porta i concorrenti direttamente davanti al dealer H-D Bolzano.

Dopo un breve rinfresco si fa sosta per la notte al Four Points by Sheraton Bolzano e l’indomani si riparte da qui in direzione del passo del Tonale, lungo un percorso di 123 km con annesse due speciali. Questo è uno dei tratti alpini più affascinanti della Chrono Alps, che attraversa la Val di Non ma anche il passo della Mendola e quello delle Palade.

Al Tonale c’è giusto tempo per una sosta per il pranzo e si riparte lungo un altro entusiasmante itinerario che in poco più di 90 km porta a Bagolino (BS), non prima di aver valicato il passo Croce Domini, dove il sole inizia ad abbandonare i concorrenti e dove ha luogo la speciale più lenta della gara: 8,6 km da percorrere in 21 minuti alla media di poco più di 24 km/h, la speciale più lenta. D’altronde la visibilità è scarsa, il fondo scivoloso e la strada non è protetta ai lati.

L’ultima tappa da Bagolino a Brescia (92 km) viene percorsa da quasi tutti i concorrenti sotto l’acqua. Un ultimo sforzo, l’ultima speciale e si giunge all’arrivo, situato presso il Museo Mille Miglia, a pochi passi dalla concessionaria. Più o meno poco dopo le 17 quasi tutti i concorrenti sono giunti al traguardo. La classifica finale conterà solo 78 equipaggi dei 101 iscritti.

La Chrono Alps ovviamente non finisce qui, Nel puro stile HOG viene organizzata una grande cena all’interno del Museo, cui seguono le premiazioni. Primo classificato è l’equipaggio con il numero 90, composto da Giovanni Prandelli e Loredana Pasotti del Brescia Chapter, con una penalità totale di 113 centesimi. Si portano a casa un viaggio negli USA e l'orologio U-Boat collezione limitata Chrono Alps 500.

Dietro di loro un team ben noto, giunto secondo anche l’anno scorso dietro all’esperto regolarista Aldo Benardelli, quello con il numero 6, composto da Roberto Rosa e Ottorino Pellini, sempre del Brescia Chapter, con una penalità di 172 centesimi (59 dal primo). I due si aggiudicano l’orologio U-boat e un buono spesa di 1.000 euro da utilizzare presso la concessionaria Harley-Davidson Brescia.

In terza posizione il numero 58 Giorgio Balzarini, pure lui del Brescia Chapter, che vince l’orologio e un buono spesa di 500 euro. A loro tre, come ai primi dieci classificati, anche una targa della manifestazione.

Premi speciali sono andati invece a Elisa Carnovali come prima Lady classificata, a Ermete Mombelli per la moto più vecchia, un Dyna Evolution del ’95, a Rainer e Andrea Schwarz dal Lussemburgo, sia come equipaggio meglio classificato giunto da più lontano, sia come primo biker straniero, davanti allʼaustriaco Harry Rohda e al sanmarinese Leandro Morri. Il premio per il primo team in classifica invece non poteva che andare ancora al Chapter di casa.

Chrono Alps 500 si conferma ancora una volta un evento unico nel suo genere nel panorama HOG. Non un semplice run ma una vera e propria gara, da vivere come sempre con lo spirito di festa che anima tutti i chapter dell’Harley Owners Group.

Foto | Photò19 Brescia

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