Il mercato è in crollo costante, pochi giorni fa vi abbiamo comunicato la perdita del 22,1% nelle vendite del mese di gennaio, ma c’è qualcuno che risponde alla crisi con numeri positivi, come MV Agusta. La casa Varesina nel 2011 ha totalizzato un +12% nell’ultimo anno, e con l’arrivo dei modelli a tre cilindri ci sono ordini del 100% superiori rispetto al 2011.
La F3 e la Brutale 675 sono ora in catena di montaggio, comincia la produzione dei due modelli che segneranno il 2012 della produzione italiana che nasce sotti un’ottima stella. Ogni F3 è composta da circa 1.200 pezzi, controllati uno per uno prima, durante e dopo il montaggio. Durante l’assemblaggio è oggetto di continui test, che comprendono, ad esempio, la verifica elettronica di tutti gli accoppiamenti. Il serraggio di dadi, viti e bulloni è registrato da sistemi di gestione dati che archiviano e codificano le informazioni relative a ciascun esemplare, in modo da permettere la tracciabilità di ogni singola F3 prodotta.
Nel video allegato vengono mostrati tutti questi passaggi e la professionalità dei tecnici della catena che lavorano all’assemblaggio della F3. Le premesse di qualità e stile tipiche del prodotto italico sono la base del marketing dei nuovi modelli MV, che pur rimanendo in una fascia di prezzo allineata a quella dei concorrenti non rinuncia ai caratteri distintivi del marchio. MV chiude il 2011 in positivo in una situazione tragica per il mercato italiano, europeo e mondiale, e mette le basi per un 2012 ancora in crescita.

Gabriele Del Torchio è il fautore di una rinascita aziendale. Da 5 anni al comando della rossa di Borgo Panigale, il manager ha saputo interpretare le richieste del mercato abbracciando nuovi modi di fare moto, facendo cambiare rotta a tutta la Ducati per cavalcare l’onda della crisi senza sprofondare nei suoi abissi. C’è del merito in tutto questo, e i numeri lo dimostrano.
“Nonostante la crisi, il 2011 per noi è stato un anno da record, durante il quale siamo stati costantemente in crescita. Rispetto al 2010 abbiamo totolazzato un +21% nel nostro fatturato, immatricolato 42.200 moto (l’80% in più dell’anno precedente) e visto la nostra market share ampliarsi di due punti percentuali.” commenta Del Torchio con orgoglio a Panorama.it
Nella crescita stato per stato è impossibile tralasciare il valore degli Stati Uniti, che hanno superato l’Italia e sono diventati il mercato di riferimento per Ducati: “la penetrazione nei mercati stranieri è parte integrante della strategia Ducati da lungo tempo. Le Ducati posteggiate tra le strade degli Usa rispetto alle giapponesi? La differenza è schiacciante, 10 a 0 per noi. E’ un successo, quello che siamo riusciti a ottenere sul mercato americano, che ci rende orgogliosi e che si aggiunge al +30% in Germania e al raddoppio nel far east. In Italia, certo, le cose sono andate meno bene (-5% rispetto allo scorso anno) ma il calo è stato comunque di gran lunga inferiore a quello del mercato nel suo complesso (20% circa).”
Non c’era da aspettarsi il miracolo, dopo i disastrosi mesi di ottobre e novembre 2011, l’ultimo mese è ancora negativo, seppure in modo molto più limitato rispetto al trend dell’ultima metà dell’anno. L’immatricolato di dicembre è stato di 5.657 per i mezzi targati, equivalente ad un bel 16,8% in meno rispetto al 2010. Nello specifico 1.657 moto (-11,6%), 4.000 scooter (-18,8%) e 2.450 cinquantini (-13%).
A dicembre si sono tirate anche le somme dell’anno, con ancora dati negativi che rispecchiano molto fedelmente l’andamento del solo mese dell’ultimo mese di venduto: da gennaio a dicembre sono stati immatricolati 254.993 2 ruote a motore con un decremento del -17%. Il comparto dello scooter con 172.030 unità registra un -18,8%; meno sensibile la discesa delle moto con 82.963 pezzi pari al -11,4%.
Corrado Capelli, presidente di Confindustria Ancma: “Deludente la chiusura del 2011 con un totale di 66.800 veicoli in meno e un -17% rispetto all’anno precedente, nonostante nel 2010 ci fosse stata una flessione ancora più significativa del -22%. Tale andamento è il risultato da un lato della mancanza di campagne di incentivi che avevano sostenuto il mercato soprattutto nel 2009, e in parte in alcuni mesi del 2010, dall’altro di una situazione economica critica che ha penalizzato in particolare i mezzi di trasporto.”
Continua a leggere: Mercato: dicembre 2011 ancora negativo, -17%

Spagna, patria di enduro, trial e fuoristradisti mondiali. In questa nazione ci sono numerose fabbriche di piccole e medie dimensioni che producono moto specialistiche per queste categorie, oltre ad altri centri produttivi per mezzi al di sotto dei 150cc, quindi scooter e piccole moto. Il 2011 si è rivelato un anno nero per il mercato mondiale e questo si riflette nell’economia interna al paese con una produzione di 41.737 unità a novembre, in calo del 36,74% rispetto allo stesso periodo del 2010.
Tra gennaio e novembre la Spagna ha prodotto 16.056 motocicli di cilindrata superiore a 150 centimetri cubici, meno del 40% contabilizzati nello stesso periodo del 2010, un dato parziale davvero preoccupante. La produzione di motociclette. Per quanto riguarda il solo settore dei ciclomotori, 36.794 consegne sono state effettuate in Spagna fino a novembre, ovvero il 26,08% in meno rispetto allo scorso anno.
Il record storico di produzione di motociclette risale al 1998, quando si raggiunse una produzione di 332.491 Da allora, il volume si è ridotto progressivamente e inesorabilmente, fino ad oggi con un volume di affari diminuito a circa 1/10. A livello di vendite in Spagna non stanno messi tanto meglio rispetto all’Italia. La vendita di motociclette da gennaio a novembre ha registrato 114.648 unità, in diminuzione del 10,67% rispetto all’anno precedente, mentre i ciclomotori hanno registrato un calo del 31,79%, secondo i dati forniti dal Ministero delle Attività Produttive spagnolo.
via | Motofichas
Enertia, Empulse, Engage e Encite sono i modelli Brammo che arriveranno in Europa. Dopo una preventiva apparizione ad Eicma 2010 per tastare il terreno, il marchio americano di moto elettriche è pronto a debuttare nel vecchio continente con la gamma al completo, in seguito ad un finanziamento di 20 milioni ottenuto per agevolare la crescita internazionale dell’azienda.
Per riuscire in quest’impresa, Brammo ha deciso di affiancarsi ad aziende esperte in esportazioni nel vecchio continente come Polaris e Flextronics: “Brammo e i suoi partner stanno unendo le forze per dominare il mercato powersport dei veicoli elettrici - ha commentato Craig Bramscher, CEO e fondatore del brand, che ha aggiunto “Polaris è leader nei powersport e il nostro partner per la produzione, Flextronics, è il leader mondiale nella produzione di elettronica, i nostri prodotti sono la sintesi di questi due mondi”
Nel 2012, oltre che negli USA, la produzione avverrà negli impianti di Italia e Ungheria, mentre la polizia di Hong Kong ha già ordinato una serie di Engaged per sostituire le vetuste motorette a benzina. Eicma 2011 non porta quindi poche novità sulla produzione (avevamo già parlato del nuovo cambio IET a 6 rapporti), ma punta ad aggregare e prendere accordi con i dealer europei che hanno deciso di affrontare la sfida elettrica di Brammo.
In Italia, Brammo ha già rilasciato il primo listino, che vede il top di gamma Empulse a € 14.595, Engage SMR/SMS € 9.055, Engage MX € 8.565, Encite MMX € 5.135, mentre le cittadine Enertia e Enertia Plus costeranno rispettivamente € 6.855 e € 8.655.
Continua a leggere: Brammo presenta il piano per il mercato europeo ad Eicma 2011
Inaspettati, sorprendenti, forse segreti serpeggiano nei paddock di Portimao… I test che hanno visto Chaz Davies, Campione del Mondo Supersport insieme al suo ParkinGO World Superbike team, salire su una Aprilia piuttosto che su una Ducati (come previsto dagli accordi), hanno lasciato un po’ tutti di stucco.
Ieri sul tracciato portoghese dell’Algarve, il ventiquattrenne centauro britannico è stato tentato dalla quattro cilindri di Noale, in particolare dai responsabili della casa veneta che, secondo quanto trapela da Motosprint, sarebbero disposti ad offrire a Davies ed al suo staff, lo stesso supporto tecnico “factory” fornito al team PATA.
La scuderia ParkinGO, dopo i precedenti test con la Ducati 1198s ed il cambio di regolamento relative al peso delle bicilindriche, potrebbe aver cambiato idea in favore della RSV4. Dopo l’annuncio di Eugene Laverty come pilota ufficiale al fianco di Max Biaggi, anche il team PATA è a caccia di un pilota di primo piano che possa sostituire Noriyuki Haga: si parla con insistenza di Randy De Puniet, con il “Samurai Brianzolo” che si ritrova ad un passo dall’appendere il kimono al chiodo. Staremo a vedere, forse qualcuno nasconde ancora l’asso nella manica…
Le supersportive, pezzi ormai rari nel mercato ma sempre i più discussi, ammirati e desiderati… c’è qualcosa che non va in questo ragionamento. E’ possibile che nonostante il grande lavoro di promozione, le gare e gli investimenti R&D, le più veloci moto stradali siano in costante declino e ormai una piccola goccia nel lago già mezzo vuoto del mercato motociclistico?
Numeri alla mano, notiamo come la Superbike più venduta quest’anno è stata la BMW S1000RR, con 501 esemplari è al 41° posto della Top100. Seguendo troviamo la CBR1000RR con 384 pezzi (49° posto) e poi la ZX-10R di Kawasaki con sole 362 unità in 56a piazza. La ipertecnologica RSV4 soffre della divisione in numerose versioni conteggiate separatamente e per questo non figura nella classifica.
Per quanto riguarda le Supersport 600 il nuovo anno scaverà soltanto fosse. Il mercato delle 600 è ormai defunto e la CBR600F ha già superato tutte le concorrenti isperspecialistiche. Si attende l’attestato di morte di un settore agonizzante che verrà raggiunto dalle sorelle maggiori di 1000cc, ma queste al contrario, continueranno ad incrementare tecnologia e prezzo finale, seppure le vendite continueranno a scendere.
Continua a leggere: Mercato supersportive: una questione di marketing
Il 2011 volge al termine. Con il freddo di questi primi giorni di ottobre si chiude la stagione motociclistica e solo il salone dell’Eicma ci separa dal 2012, un ultimo balzo verso la fine di un anno tragico che non risolleva le sorti di un mercato in profonda crisi. I numeri parlano di un calo più moderato in questi ultimi mesi, ma rimangono punti negativi al di sopra del 10% in tutte le categorie rispetto allo scorso anno.
Il 2012 comincerà quindi con previsioni disastrose, ormai totalmente in balia della corrente borsistica, che si fa sentire sempre più anche fra i beni considerati “di lusso”. Le motociclette rientrano sempre più in questa finestra, meno gente può permettersi le due ruote tradizionali che hanno perso totalmente il ruolo di mezzo comodo e veloce per gli spostamenti, questo sporco lavoro di commuting è ora dominato dagli scooter.
L’anno che verrà vedrà una differenza fra mercato scooter e mercato moto ancora più marcata. Secondo gli ultimi dati di settembre, il mezzo a due ruote più venduto è l’Honda SH300i, con 11.402 unità immatricolate; la prima moto della classifica è posizionata al numero 14 ed è - tanto per cambiare - la R1200GS con 3.141 immatricolazioni. Viene venduta una GS standard ogni quattro SH300i e il divario è destinato a crescere.

In questa foto, scattata durante il Dealer Meeting in Nord America, vediamo riassunto il piano industriale di KTM per i prossimi 3 anni, dal 2012 al 2014. Sono poche le novità e nessuna è una vera e propria rivoluzione, ma fa decisamente gola vedere che fra il 2013 e il 2014 arriveranno i tanto vociferati nuovi bicilindrici di maggiore cilindrata, montati sulle rinnovate Super Duke e Adventure.
Andando per ordine, il 2012 vedrà soltanto qualche restyling superficiale per la gamma Enduro e Cross. Un anno che si può dire transitivo, con investimenti minimi in attesa del più sostanzioso impegno del 2013, quando arriveranno i modelli elettrici Freeride, una versione 1090 dell’Adventure R, la tanto discussa e attesa Duke 350 e una Super Duke 1290 tutta nuova, con un motore addirittura più grosso di quanto ci si aspettava.
Il 2014 è l’anno della Adventure, che passa anch’essa alla versione Adventure 1290 con una formula estetica tutta nuova. Interessante la distinzione fra la versione standard e la versione R, con quest’ultima che avrà 200cc in meno. Desta curiosità anche la “Moto3 350″ (ma la categoria non è di 250cc?) riportata per il 2014 accanto ad una non meglio specificata Enduro 350.
via | Motosblog

Honda risponde alla recessione del mercato occidentale, investendo sui paesi emergenti che portano grandi numeri nei report di vendita del marchio del Sol Levante. Con un comunicato stampa, Honda Vietnam Co. Ltd. annuncia l’ampliamento dei volumi produttivi di 500.000 unità all’anno, grazie alla costruzione di un terzo stabilimento per la produzione sia di moto che auto.
Honda ha cominciato la produzione in Vietnam dal 1997, e ad oggi sono stati raggiunti volumi di produzione annui di circa 2 milioni di mezzi. Con l’aggiunta della terza fabbrica si raggiungeranno in tempi brevi i 2,5 milioni di unità annue. L’investimento previsto è di 120 milioni di Dollari, e la nuova struttura dovrebbe essere operativa entro la seconda metà del 2012. La scelta sul luogo è ricaduta nella provincia di Ha nam, a circa 40km dalla capitale Hanoi.
Il mercato interno vietnamita delle due ruote ha riscontrato una crescita del 20% dal 2009, portandolo al quarto posto nella classifica dei paesi con più moto prodotte, dopo Cina, India e Indonesia. La vita nel Vietnam si è fortemente legata alla mobilità su due ruote e il mercato non sembra arrestare la sua ascesa. Dal 1997 sono state prodotte 9,7 milioni di moto, con una crescita costante che dura da 14 anni. Honda occupa il 64% del mercato in questo settore.
via | Marketwatch