
Ricordate il debutto della nuova GP12 con telaio perimetrale? Avvenne i primi giorni di novembre, subito dopo l’ultimo GP della stagione 2011, sul circuito di Valencia. Valentino Rossi e Nicky Hayden provarono per la prima volta una Ducati con telaio in alluminio a doppio trave e ne rimasero abbastanza soddisfatti, anche se i tempi si sono rivelati in linea con quelli della stagione precedente, con il monoscocca.
Filippo Preziosi ha recentemente illustrato la strategia Ducati per il 2012 ammettendo che le moto provate a Valencia a fine anno sarebbero state affidate ai piloti satellite, e che la GP12 definitiva vista a Sepang era un progetto parallelo già avviato: “Abbiamo sviluppato la moto di Valencia apposta per i piloti satellite, ci siamo basati sui risultati di questo test, e quindi abbiamo portato a Sepang una moto apposta per i team privati. Hector è molto contento della nuova moto ed è il più veloce dei privati
L’elettronica è la stessa delle ufficiali, ma tutti gli ingegneri sceglieranno quel che più gli piace, quello che pensano sia meglio per il loro pilota, ma il sistema rimane lo stesso. La nostra strategia è di sviluppare nuovi elementi per gli ufficiali e quando siamo sicuri della loro affidabilità li offriremo ai team satellite. Poi dipenderà dai soldi e dalle performance se decidono di montarli o meno. Penso che Hector sia felice e cosciente del potenziale della moto”
In sostanza Preziosi ammette che ci saranno due GP12 completamente diverse in pista. Il dubbio che ci poniamo è riferito allo schema del motore. Se quella vista a Valencia è una versione con motore L a 90°, e quella di Sepang ha un propulsore completamente diverso e con l’angolo di bancata più stretto, Ducati correrà quest’anno con due differenti architetture di motore per ufficiali e satelliti?
via | Crash.net
Sarà davvero la nuova Ducati Desmosedici GP12 di Valentino Rossi fotografata nel passock di Sepang? E’ apparsa ieri sul lockerz, uno dei numerosi service utilizzati per caricare foto e video tramite twitter (via @hardly_angel). A prima vista sembra simile alla GPZero che è scesa in pista nei test di Valencia dello scorso Novembre. Ad ogni modo manca pochissimo, domani iniziano i Test MotoGP a Sepang e la Ducati GP12 sarà finalmente svelata… Stay Tuned!

Casey Stoner scatenato, dopo aver conquistato il mondiale si prende la libertà di sfogarsi con chi l’ha criticato negli scorsi anni, soprattutto negli ultimi anni di Ducati in cui non è stato ripetuto il titolo del 2007 e sono arrivati i problemi fisici e quelli interni al team. Il mondiale conquistato con la Honda ha un sapore magnifico, e un retrogusto ancora più piacevole dato dalle performance deludenti di Valentino Rossi con quella che fu la sua moto.
“Valentino diceva che non spingevo abbastanza, una volta era la Ducati la moto più veloce, un’altra le gomme che aiutavano, poi nient’altro. Questa situazione mi ha fatto soffrire quando ero in Ducati, poi Rossi è finalmente andato in Ducati e ha avuto la stessa esperienza di Marco Melandri o di Nicky Hayden appena hanno messo mani sulla Desmosedici. A dire la verità ora trovo divertente pensare a quando Valentino diceva che non ero determinato e che dovevo trovare la mia determinazione”
Senza peli sulla lingue Casey, uno sfogo abbastanza duro ad MCN, ma condivisibile: “Sapevo che salendo su quella moto non sarebbe andato più forte di me, ne ero sicuro al 100%. Tirò fuori le scuse sulla spalla infortunata, ma alla fine quest’anno ha fatto i suoi migliori risultati proprio nel periodo di infortunio. Una volta guarita la spalla non hanno potuto fare altro che ammettere di non capire quale direzione prendere”
Ma non si ferma di certo qui: “Questo mondiale ha un gusto ancora migliore perchè Valentino e Jeremy Burgess erano quelli che criticavano il mio modo di fare, dicendo che non riuscivamo a sviluppare la moto e che non sapevamo cosa stavamo facendo. Hanno ottenuto la moto e il contratto che volevano ma alla fine non ha funzionato, non hanno migliorato niente. Non sono nemmeno migliorati da inizio stagione per capire quale direzione prendere. Noi sapevamo che come lavorare, ora hanno investito molti fondi ma continuano ad andare nella direzione sbagliata” conclude un Casey Stoner che se la ride sotto i baffi. Sarà pure violento nelle sue dichiaraizioni, ma è difficile dargli torto alla luce dei fatti.
Dopo mesi e mesi di gestazione, la RSD Desmo Tracker è finalmente ultimata, provata e testata (il video non mente!). Al costruttore Roland Sands Desing va tutto il merito di aver dato vita a un modello unico, difficile da realizzare, sotto tutti i punti di vista. Come si può rimanere indifferenti dinanzi a quel che è già un capolavoro di per sè, se non avvicinandosi in segno di rispetto e di riserva? Pubblicato con un blog a puntate sullo stesso sito ufficiale, l’approccio utilizzato rappresenta il tentativo di trattenere il meglio del design originale e di esplorare nuovi scenari.
Le parole MotoGP e Dirt-track hanno sempre fatto a cazzotti: non si potrebbe pensare a due categorie così eccelse eppur così distanti in termini di funzionalità ed estetica su due ruote. L’esperimento della RSD è via via confluito nel mescolare i due generi in qualcosa che potrebbe un domani (perchè no?) neanche troppo lontano vedere la luce ed esser presentato al grande pubblico. Chissà se a Borgo Panigale questo Desmo Tracker da 180cv risuonerà come una sirena?

“Dobbiamo capire cosa offre un telaio tradizionale in alluminio, Ducati ha le persone giuste per capire il problema e ci darà la possibilità di provare in pista vari prototipi che porteranno un sacco di esperienza, aiutando il reparto corse per gli anni che verranno. Negli ultimi 3 mesi la Ducati è cambiata molto e velocemente, segno che hanno voglia di portare il progetto avanti.”
Così racconta Jeremy Burgess ad MCN, ammettendo che ci sarà un telaio tradizionale per la Desmosedici nei prossimi test di Valencia, subito dopo il GP conclusivo del mondiale. Poi conclude: “Però non vogliamo cambiare radicalemente troppo in fretta perchè potrebbe essere dannoso, visto che i prossimi test poi saranno a gennaio. poi ci sarà ancora molto tempo fino alla prima gara per testare ed esplorare qual’è la soluzione migliore”
Saranno Valentino Rossi e Nicky Hayden a portare al debutto il tanto agognato doppio trave in alluminio sulla Desmosedici, lunedì prossimo. Sembra che Ducati abbia già testato queste soluzioni in due sessioni separate a Jerez, nella disperata ricerca dei tecnici di trovare quel feeling con l’anteriore che non c’è mai stato prima.
Un’altra conferma arriva dall’abbandono ormai certo della teoria del carbonio, uno dei punti cruciali del progetto di Filippo Preziosi che si è rivelato un flop soprattutto quest’anno, con i concorrenti ormai troppo avanti. Siamo arrivati al punto di svolta? Ducati si arrende e punta tutto sul doppio trave per tornare a vincere? Solo i test sapranno darci una risposta.

Qualche giorno fa Valentino Rossi ha rilasciato un’intervista alla Rai, nella quale rispondeva a domande mirate e per la prima volta si è trovato ad analizzare con calma la sua situazione: “La Ducati ha pregi e difetti che non collimano con i pregi e i difetti della mia guida. Nei punti dove sono stato forte non mi trovo con la Ducati e viceversa”
E’ chiaro che Valentino parla di concorso di colpa, un mix letale di inefficienze che lungo tutta la stagione hanno portato ai risultati disastrosi, con il pilota che non riusciva a guidare la moto in maniera reddizia, dando dati non completi allo sviluppo che a sua volta non è riuscito a creare una moto adatta allo stile di guida di Rossi, e via così con tentativi rivelatisi veri e propri fallimenti. E’ un nastro di Möbius, un serpente che si morde la cosa.
Qualcuno spara a zero sul pilota, altri sparano a zero sulla moto, ma quello che è successo a Phillip Island credo sia il più lampante degli esempi che danno la colpa ad entrambi gli elementi: al 14° giro Valentino Rossi cade dopo aver superato Bautista. L’asfalto era leggermente umido per le gocce di pioggia e tutti i piloti hanno rallentato il ritmo con una media di circa mezzo secondo. Gli unici due piloti in pista che hanno continuato a tirare senza rallentare dal giro precedente sono stati Dovizioso e Rossi, il primo però non è in cappato in cedimenti dell’anteriore ed è rimasto in piedi.
L’intervista continua: “L’incastro fra me e la moto non sta funzionando tanto bene, e non è nemmeno semplice da sistemare. Ci vuole tempo e pazienza. Io ho ancora voglia di correre, non ho nessun dubbio su questo, non siamo come i calciatori che a 32 anni sono nella parabola discendente, noi possiamo ancora dare tanto per altri anni” e chiude rispondendo ad una domanda sempre valida, ti senti il pilota più forte della storia? “difficile dirlo, di sicuro sono nei primi 3, con Hailwood e Agostini” Il resto potete vederlo qui.

Il nove volte campione del mondo, Valentino Rossi, sta per centrare un altro dei suoi record. Pare infatti che chiuderà la stagione in corso a secco di vittorie, con la magra consolazione dell’unico podio rimediato a Le Mans. “E’ una brutta sensazione. All’inizio della stagione ho pensato di poter vincere qualche gara, ma devo guardare la realtà negli occhi e penso che non possiamo farcela” ha dichiarato, con rassegnazione, il pesarese. E rialzando subito dopo il tono col suo ben noto humor: “Forse se nevica posso vincere!”
E sul futuro: “Ho ancora un anno di contratto con la Ducati” - ha ribattuto Valentino - “non sono uno di quelli che si arrende così presto e c’è ancora tempo per migliorare. Abbiamo ancora qualcosa da far vedere e poi se l’anno prossimo i risultati non dovessero arrivare, beh certo sarà il caso di prendere delle decisioni“. La situazione è ancor più pesante se pensiamo che la stessa Ducati, con le diverse Desmosedici avvicendatesi nel corso delle annate, è stata sempre capace, anche nella stagione d’esordio o in quelle più buie, di vincere almeno una gara.
via | MCN

“Guardando da fuori sembra che regni la confusione. Hanno un sacco di cose da testare e non abbastanza tempo, per questo vanno nel pallone. Ma per fortuna le situazioni nel mondo delle gare possono cambiare rapidamente” commenta Marco Simoncelli ad MCN, ovviamente in riferimento alla situazione che vede la Ducati MotoGP e il suo pilota di punta Valentino Rossi in profonda crisi.
Potremmo dire che Sic ha scoperto l’acqua calda con questa frase, ma analizzando meglio le parole nel contesto del campionato 2011 la sua considerazione non è così banale. I media e gli addetti ai lavori è da tempo che vedono questo scenario dentro il box Ducati, e l’apparente peggioramento della situazione sembra stia cominciando a far parlare tutti quanti anche al di fuori delle confidenze tra colleghi. La situazione è così palese, così evidente, che non sono più accettati i “secondo me”, ogni intervista rilasciata sulla scarsa competitività ed efficienza del reparto Corse Ducati evidenzia un dato di fatto.
“Ricordo che nel 2010 le Honda non erano così forti, ma hanno lavorato sodo e alla fine della stagione la moto è migliorata tanto. Quest’anno abbiamo fatto un altro importante passo avanti e Honda è la miglior moto. Non è una bella situazione e spero che risolvano i loro problemi in fretta, deve essere bello battagliare con Valentino per il podio o per la vittoria” conclude SuperSic. Come possiamo dargli torto?
Valentino Rossi e tutto il Team Ducati sono al Mugello per lavorare al futuro. Saranno tre giorni importantissimi, fondamentali per il futuro, che la squadra di Borgo Panigale ha deciso di svolgere sul circuito toscano ma a porte rigorosamente chiuse.
Il test team è già al lavoro sulla nuova moto in attesa che domani arrivi Valentino Rossi. Come al solito al collaudatore Franco Battaini spetterà il compito di provare le novità in anteprima in modo da consegnare a Valentino una Desmosedici pronta al test. Sarà difficile sapere che tipo di soluzione telaistica adotterà la nuova Desmosedici GP12, se adotterà o meno il tanto conclamato telaio perimetrale in stile jappo.
Se qualcuno, ben dotato (fotograficamente parlando), riuscisse a fare qualche scatto e volesse inviarcelo…

“L’ipotesi che ci siamo fatti è che il problema sia la flessibilità del telaio, ma non è colpa della scelta del carbonio. E comunque quella strada l’abbiamo presa dopo i commenti di Stoner e Melandri, sul fatto che il telaio in tubi di alluminio non fosse sufficientemente rigido. Casey quando aveva provato quello in carbonio era andato molto forte e credo sia umano adottare una soluzione quando il tuo pilota va forte”
L’ingegner Filippo Preziosi commenta così, alla Gazzetta dello Sport, e senza aggiungere troppe nozioni riguardo le soluzioni che verranno adottate nella moto 2012, ammette candidamente di aver fatto qualche errore di valutazione sulla rigidità strutturale, ma giustificato dal feedback che i piloti hanno dato in fase di test del nuovo monoscocca visto per la prima volta nella Desmosedici GP9.
“Mi piacerebbe per assurdo anche far provare a Casey la nuova moto per vedere che cosa mi direbbe. In ogni caso, non testeremo in gara la ciclistica 2012″. Con questa frase al limite fra l’uscita infelice e un semplice pensiero da prendere poco seriamente, il papà di tutte le D16 chiude il discorso. Valentino Rossi però sembra più assolutista e commenta con una frase degna di un film thriller: “Per i test di Valencia dovremo avere le idee chiare su cosa fare. Stiamo lavorando, ma io aspetto due anni, poi…”