La politica vuole forse il far west sulle strade?

Ritiro della patente a vitaNel nostro paese la credibilità della classe politica vacilla ormai da tempo da qualsiasi "lato" la si guardi.
Non passa giorno che non si senta parlare di proposte di legge quanto meno discutibili e spesso assurde.
Nello specifico, ultimamente sembra che si voglia fare di auto e moto il nuovo salvadanaio da dove attingere a man bassa quando le cose vanno male.
Che ci si appigli alle normative euro zero o alle patenti a punti, l'impressione è che si voglia trasformare la circolazione stradale in un far west.
Come se i velox-batti-cassa non fossero già una vergognosa realtà, ora è stato proposto "il ritiro della patente a vita", in modo da toglierci anche il benchè minimo pensiero di andare a farci un giro in moto per strada.
E non penso solo al moto-turista o al giro domenicale, ma anche a chi la moto/auto la usa tutti i giorni, ed ormai è criminalizzato da leggi che definire proibizionistiche è fargli un complimento.
Siamo arrivati forse al punto che conviene fare una rapina che "tanto c'è l'indulto...", piuttosto che infrangere un limite di velocità.
Non bastava il traffico e la benzina cara come il fuoco, ci voleva anche lo stress da multa, che ormai crea all'onesto cittadino una fobia che lo rende sempre più allergico alle istituzioni.
Si legge in questi giorni: "Il ritiro della patente a vita, in seguito a infrazioni particolarmente gravi, sarà oggetto di discussione".
Lo ha dichiarato il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi precisando che al momento la misura non è compresa nel pacchetto sulla sicurezza stradale.
Fortunatamente Bianchi ha poi smentito una delle notizie circolate in setttimana: ''Non possono essere previsti arresti nell'ambito del codice della strada. Non c'è scritto da nessuna parte. L'autovelox serve a poco, servono molto di più i pannelli elettronici che indicano il limite in vigore in quel tratto e la velocita' a cui si sta procedendo. O riusciamo a rivitalizzare l'autovelox oppure avra' sempre meno peso''.
Mi chiedo se qualcuno in politica le abbia viste le tariffe degli autovelox che arrivano a casa della gente che lavora e non guadagna come un ministro o un senatore.
Bastano 10km/h di troppo ed è un attimo vedersi sfilare dal portafoglio una cifra simile alla rata del mutuo.
Vi sembra che questo abbia poco peso?
Ok, siamo tutti daccordo che l'uso di questo odiato sistema da parte delle amministrazioni locali sia stato "un filino" inflazionato, ma per ora non è stato fatto nulla per arginare questa rappresaglia caldeggiata dai comuni.
Anzi, tra qualche mese i nuovissimi Tutor autostradali faranno più soldi dei videopoker e, quasi quasi, saremo fortunati se andando al mare troveremo la coda che ci rallenterà il "tempo sul giro" tra un sensore e l'altro.
Almeno questi soldi servissero a risolvere i problemi degli stessi utenti della strada: vedi asfalti in ordine, guard-rail sicuri, segnaletica efficace, viabilità ecc..., magari corredati da leggi che impongono limiti sensati, limitazioni delle potenze coerenti e corsi di guida sicura.
Un sogno!
Il compito della politica dovrebbe essere quello di rappresentare e tutelare il volere del cittadino, ma al momento i politi sembrano tutti sordi!
Basterebbe ascoltare di più le associazioni e gli addetti ai lavori che si battono ogni giorno per queste problematiche, per avviare un processo di sensibile miglioramento della drammatica situazione attuale.
Se si pensa solo a punire e reprimere, prima o poi la gente si stufa e delle regole se ne frega.
Per assurdo, cerchiamo di non arrivare al giorno in cui qualche TG titolerà: "Autovelox dati alle fiamme, si circola senza targa e senza patente. Sulle strade ormai è anarchia!"
Attenzione, perchè potrebbe non essere del tutto fantascienza...

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