Checa e la Ducati sugli altari. Ma per Biaggi e l'Aprilia la "partita" non è chiusa

Podio Gara2 a Miller

Quel po’ di sole uscito in gara due a illuminare le montagne innevate a ridosso del Miller hanno riportato il sorriso a Max Biaggi e all’Aprilia. Con i suoi due piloti sul podio la Casa di Noale evita la debacle ritrovando la fiducia dopo il “colpo” subito in gara uno. Comunque la si pensi, il bel gesto di Max di cercare la mano di Checa dopo la splendida doppietta dello spagnolo e di complimentarsi di nuovo sul podio, vale più di tante parole e di tante polemiche.

Come eravamo stati facili profeti alla vigilia a scrivere che non sarebbe stato il Miller “a rilanciare la corsa al titolo di Biaggi”, ci pare corretto oggi sottolineare che il pilota romano ha perso una nuova battaglia ma non la guerra. Dopo il ko di gara uno, Biaggi ha saputo ritrovare se stesso e, pur acciaccato per la gran botta subita, è stato protagonista di una prova di tutto rispetto. Sarebbe ingiusto, oltre che sbagliato, gettare la croce addosso a un pilota che commette (ancora) errori: ma la caduta nella concitazione di un primo giro “al gancio” ci sta e non intacca il giudizio di fondo sulle qualità del cinque volte campione del Mondo e non chiude la partita della corsa al titolo.

Tanto di cappello a Checa, straordinario protagonista al Miller e meritato capoclassifica in fuga, e tanto di cappello alla Ducati, il cui “equilibrio” fra velocità-guidabilità-trazione permette grandi performance e (spesso) vittorie. Dando a Cesare quel che è di Cesare e a Checa e alla Ducati il riconoscimento dovuto, va anche ricordato che le condizioni di pista (asciutto o bagnato) e del meteo incidono.

In particolare, quando la temperatura dell’asfalto cala notevolmente come al Miller (ma vedi anche Donington), le bicilindriche di Borgo Panigale mettono le ali anche perchè sono le sole in grado di usare e sfruttare le gomme morbide e senza degrado.

Questo non può che far onore alla Casa bolognese e alla guida da “finisseur” di Carlos, ma fa “comprendere” (non giustificare) anche gli errori di Biaggi, costretto per le terre, perché … “impiccato” nel tentativo di tenere il passo dei fuggitivi. Adesso, Biaggi e l’Aprilia devono continuare a crederci. L’occasione è già dietro l’angolo, con la tappa di Misano pronta per il riscatto.

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