Rischio radiazioni nucleari: la Dorna deve dire no al GP del Giappone!

Esplosione Centrale Nucleare di Fukushima

Tutto il mondo è scosso dalla tragedia giapponese ed è col fiato sospeso soprattutto per i danni alle centrali nucleari, le cui conseguenze nessuno, per ora, è in grado né di valutare e né, tanto meno di prevedere. Anche Motoblog e tutti i motociclisti e appassionati di motociclismo esprimono cordoglio per le vittime e le nostre reazioni non possono essere che di solidarietà e sostegno al popolo giapponese colpito da questa tragedia. La vicenda ci tocca in particolare anche perché in calendario, per il prossimo 24 aprile, c’è il GP di Motegi. Si può correre in queste condizioni? No!

Intanto perché una tragedia di tali proporzioni richiede il massimo sforzo nazionale e internazionale e una concentrazione per affrontare l’emergenza e iniziare le primissime fasi della ricostruzione. E, in tale situazione, un GP di moto, indubbiamente “distoglie” risorse ed è forse fuori luogo anche sul piano psicologico.

Ma c’è soprattutto il gravissimo problema della sicurezza per gli incidenti avvenuti nelle centrali atomiche distanti poche decine di chilometri dal circuito sede della corsa iridata. Il rischio radiazioni c'è. Ma nessuno sa oggi qual'è il livello di tali rischio e cosa può accadere da qui a quella data così vicina. Nessuno può garantire oggi la piena sicurezza del circus impegnato per quella trasferta del Sol Levante.

Opportuna e tempestiva, ma non priva di lacune, l’intervista a Losail di Carmelo Ezpeleta, Ceo Dorna, all’inviato del giornale sportivo iberico AS Mela Chercoles: "Ho parlato con il personale della pista di Motegi, stanno tutti bene e la pista ha avuto solo danni minori dal terremoto. Quello che ci interessa sulla gara del 24 aprile è la tenuta psicologica del Paese. Se dal Giappone arriverà il desiderio di fare la gara la faremo, se vorranno rimandarla la rimanderemo, se vorranno cancellarla, la cancelleremo. Il Giappone è un Paese importante per questo campionato e noi siamo con loro in questo momento doloroso."

In una situazione così particolare e ad alto rischio, la Dorna non può sfogliare la margherita del “si corre o non si corre”: deve semplicemente dire subito "no" alla corsa giapponese. Nessun motivo può essere superiore al potenziale rischio di radiazioni nucleari. Prima la sicurezza, tutto il resto viene dopo.

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