Autostrade: presto un sistema di pagamento unificato per l'Europa

E' in fase di finalizzazione il Servizio Europeo di Telepedaggio (EEST), che consentirà di viaggiare nel Vecchio Continente senza preoccuparsi dei diversi pedaggi.

E' ormai in dirittura d'arrivo il progetto European Electronic Tool Service (EETS), un servizio europeo di telepedaggio che consentirà di di viaggiare con il proprio veicolo da uno stato membro dell'Unione Europea all’altro senza doversi più preoccupare dei vari pedaggi autostradali. L'operazione si propone quindi di unificare in tutti i sistemi di telepedaggio stradale della UE in un singolo apparato, evitando nel contempo la proliferazione di sistemi incompatibili che possano minare gli obiettivi di una politica 'unitaria' dei trasporti.

L'EETS è regolamentato dalla direttiva 2004/52/CE e la connessa Decisione della Commissione 2009/750/CE, che stabilisce diritti e doveri dei gestori (che riscuotono i pedaggi), dei prestatori di servizi e degli utenti, che potranno sottoscrivere un abbonamento EETS con un prestatore di servizi a loro scelta. Secondo tale schema, i gestori dei pedaggi dovranno comunicare gli importi dovuti ai prestatori di servizi che li fattureranno agli utenti, ma gli importi non potranno comunque essere superiori ai corrispondenti pedaggi nazionali o locali.

Tuttavia, ad oltre tre anni dall’adozione della Decisione, il sistema EETS non è ancora riuscito a 'decollare' in quanto diversi stati membri della UE non hanno adempiuto a certi obblighi normativi da questa previsti. Oltre a ciò, nessun 'EETS Provider' ha provveduto a registrarsi presso uno stato membro per poter avviare il servizio, il che si traduce nella mancanza di uno degli attori principali per il funzionamento di tale meccanismo.

Per questo motivo, la Commissione Europea ha deciso di correre ai ripari promuovendo l’avvio di un 'progetto pilota', della durata indicativa di due anni, che coinvolgerà gli operatori di alcuni Stati dell’Europa centrale, caratterizzati dai maggiori flussi di traffico. Tale iniziativa prende il nome di REETS (Regional EETS) e vede l'adesione di Austria, Italia, Francia, Spagna, Germania, Danimarca e Polonia, con la Svizzera in qualità di 'osservatore interessato'. Lo scopo di questo 'progetto pilota' è quello di fungere sia da esempio che da esperimento in vista dell'estensione del servizio EETS a tutto il territorio della UE.

Per effetto di questa nuova istanza, l’austriaca Kapsch TrafficCom - produttrice di sistemi intelligenti per la gestione del traffico - ha effettuato in tempi record il primo test del sistema EETS su 2.200 km di autostrade polacche inaugurando il viaTOLL, basato sulla tecnologia DSRC (Dedicated Short Range Communication, simile a quella del nostro Telepass) che permette la comunicazione tra dispositivi installati sui veicoli e singoli portali dislocati lungo la rete autostradale. Tale sistema può essere facilmente integrato con le barriere esistenti, ma si distingue per la capacità di determinare il pedaggio in base alla classe del veicolo, alla classe di inquinamento e al peso massimo consentito.

Il Coordinamento Italiano Motociclisti (CIM) fa comunque notare che proprio su queste basi i gestori italiani potranno mantenere le loro classificazioni dei veicoli che equiparano le moto alle auto, mentre il Ministro dei Trasporti tedesco potrà introdurre tariffe di pagamento per le proprie autostrade per gli stranieri. Il CIM sottolinea come l'EETS, piuttosto che generare una "europeizzazione" delle tariffe, sembrerebbe voler tutelare le peculiarità e i privilegi dei gestori locali creando semplicemente un unico "modus pagandi", con tariffe ancora fortemente differenziate tra i singoli paesi.

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