Davide Giugliano, intervista esclusiva: "Riporteremo la Ducati ai livelli che merita"

Il pilota romano è soddisfatto della Panigale, anche se il lavoro da fare non manca: "E' una moto completamente diversa dalle altre, ma se la sai prendere può dare grandi sensazioni".

Il paragone è forzoso e lascia il tempo che trova, ma vuoi la romanità "verace", vuoi la Superbike, un accostamento tra Max Biaggi e Davide Giugliano può risultare spontaneo. Se il divino Max si guadagnò il soprannome di Corsaro Nero, a Davide si potrebbe affibbiare quello di Gladiatore, per rimanere in tema capitolino: fisico più da boxeur che da pilota, irruento e coraggioso in pista, il neo acquisto Ducati è un pacifico sempre pronto a gettarsi nella mischia.

Disponibile e loquace, ci ha concesso una lunga chiacchierata per parlare delle sensazioni che prova con la nuova moto, col team e con il peso di un blasone, quello di Borgo Panigale, non facile da sfoggiare. Finiti i test autunnali Superbike (particolarmente incoraggianti sia per lui che per Chaz Davies), il pilota guarda già al futuro, mordendo il freno per scendere nuovamente in pista e dimostrare quanto vale e quanto possa sfruttare quella "belva" difficile da domare che è la Panigale.

Davide per i tuoi 24 anni ti sei regalato la Ducati ufficiale. Come ti senti?

Molto bene ovviamente, sono molto contento ed è una soddisfazione enorme far parte di squadra così importante.


Senti il peso di un marchio storico come Ducati?

È una bella responsabilità e sarei ipocrita se ti dicessi che non la sento, ma so di avere i mezzi per fare bene. Non è cosi facile raggiungere un livello ottimale ma stiamo lavorando per farlo, abbiamo tutte le basi per riuscire.

Come sono andati i test?

Sono andati bene, abbiamo iniziato a conoscere la moto cautamente. E’ una moto molto differente e complicata rispetto alle altre. Abbiamo preso questi test in maniera tranquilla e non sono andato subito a cercare il tempo. Comunque sono arrivati anche quelli e questo ci rende sicuramente molto contenti.

Quali sono le differenze tra RSV4 e Panigale?

Non si possono fare paragoni, la Panigale è una moto differente, sia a livello telaistico e motoristico, da tutte quelle in gara in questo momento. E sottolineo che la differenza è soprattutto a livello di telaio: la Panigale ha questo motore portante che la fa essere diversa dalle altre e ha bisogno di una guida differente rispetto alle altre moto. Questo, se usato in maniera giusta e sfruttato a dovere può darti buone sensazioni.

E tu sei in grado di sfruttarla a dovere?

Vedendo i tempi c’è da essere contenti, a Jerez eravamo secondi assoluti e negli altri test abbiamo fatto bei passi in avanti sia io, che la squadra. Siamo abbastanza veloci quando siamo da soli, poi ci sarà da capire come sarà il comportamento in gara. Il nostro tallone d’Achille è la potenza della moto: abbiamo un motore che funziona bene ai bassi regimi ma ci manca un po’ di potenza sopra, che è fondamentale per battagliare in gara. Riusciamo a curvare veloci, sfruttando la ciclistica, ma ora ci serve più potenza da portare in bagarre.


Obiettivi 2014?

Non vorrei sviarti o sembrare banale, ma penso che l’obiettivo principale è migliorare di gara in gara; dobbiamo prendere i risultati della Panigale della scorsa stagione e migliorarli. Questo per rimanere coi piedi per terra, poi certo, sia io e la squadra vogliamo stare nella top 5 in tutte la gare. So che ho una grande opportunità e so che possiamo fare benissimo: in questo momento stiamo lavorando riportare Ducati ai livelli si merita. Non siamo ancora al top ma ci stiamo lavorando.

Come vedi l’inserimento di Dall’Igna in Ducati?

Non ci siamo ancora parlati perché conoscevo già Gigi: personalmente penso che tutti conoscano il suo valore sia come ingegnere e sia a livello gestionale. Questo secondo punto è un valore aggiunto e penso che venendo da un’azienda più piccola, ma magari più compatta, possa portare alla Squadra Corse un sistema nuovo e che possa giovare. Comunque la squadra già ora sta funzionando alla grande con le persone che c’erano già, a partire da Marinelli, fino ragazzi del test team, che stanno facendo un grande lavoro.

Con Davies in che rapporti sei?

Siamo abbastanza concreti e determinati, sappiamo di aver un gran lavoro da fare ma non ci infastidisce, ognuno fa il suo e, visti gli impegni, non abbiamo tanto tempo per conoscerci, ma siamo entrambi due ragazzi tranquilli. Poi certo, in pista ognuno farà il suo gioco.

Cosa pensi del nuovo calendario SBK?

Gli ho dato un’occhiata e devo dire che è un calendario variegato. Con Imola e Misano mi è andata di lusso perché sono i due circuiti italiani su cui mi trovo meglio.

Davide Giugliano nel 2014 sarà il pilota SBK più…

Grintoso, veloce e determinato. Speriamo in questo mix, che è un po’ come vivo la mia vita nel privato.

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: