
Ruby è considerabile come il “non plus ultra” della sicurezza individuale.
Se provate a fare un giro sul sito di questa factory, noterete quanto siano raffinati i caschi che compongono la collezione 2008. Decidete voi come definirli: snob, aristocratici, alla moda, di classe… i termini a riguardo si sprecano, fattostà che Ruby propone nel mercato qualcosa di realmente mai raggiunto in termini di qualità, materiali e dettagli.
Le pretese di quest’azienda non si possono dire modeste, diventare l’Armani dei caschi non è un compito facile, ma la potenzialità è grande, puntando anche su una linea molto cafe racer, decisamente 60’s, che aggiunge esclusività al prodotto. Bisognerà aspettare la risposta dell’utenza.
I prezzi ancora sono avvolti dal mistero, ma penso sinceramente che svuoteranno più di un portafoglio.
Vitnick
28 mar 2008 - 09:15 - #1Li ho già toccati con mano a Verona….. Stupendi!!!!
Il prezzo si aggira dai 500 euro i colori standard…ai 600 euro quello bianco con le righe rosse in stile giapponese.
Vit
steppenwolf
28 mar 2008 - 09:16 - #2bellissimi, fichissimi, elegantissimi, snobbissimi,…
Ma proteggono la testa bene come un Arai? (tanto per dirne uno). Non ricordo di avere sentito di qualche pilota che li usa.
magnum_73
28 mar 2008 - 09:25 - #3500-600 € per un coso del genere, dai è una presa per il c..o
Ma la vogliamo smettere di guardare all’apparenza delle cose e badare molto di più alla sostanza??? Non ha visiera, non prese d’aria non ha niente di niente. I profili in pelle umana non proteggono la testa e non te la fanno stare più comoda!!!!
E’ un insulto a chi costruisce caschi degni di questo nome!!!!
a.nd.re.a (vero)
28 mar 2008 - 10:00 - #4fantastici, specie quello con la fibra a vista e quello jap style.
per chi vuole stile svenandosi un po’ meno c’è pure borsalino, ma qualitativamente mi pare inferiore.
3: dio ci ha donato la liberta di scelta: non ti piacciono? non comprarli.
Nota però che se tutti badassero alla sostanza, come dici tu, vedremmo solo arai bianchi in giro, che talvolta costano 1/5 di meno.
Goyathlay
28 mar 2008 - 10:27 - #5Non plus ultra della sicurezza individuale??? Scusate ma i caschi tipo “jet” dovrebbero vietarli, altro che sicuri!!!
Xfilerc
28 mar 2008 - 11:12 - #6Cioè… 500/600 Euro?????????????
Ma ke siete tutti completamente usciti di testa????
ciccyo83
28 mar 2008 - 11:15 - #7L’abominevole mal di stomaco che mi porta questa notizia non ve lo posso nascondere, poiché per motivi di studio ho esaminato le normative europee ed americane in materia di collaudo dei caschi da moto. Oltre ad essere oggetti di puro marketing, non proteggono adeguatamente il pilota da un eventuale caduta in moto, anche banale. Le ferite più gravi al volto si riportano fuori dalla città a causa del cedimento della visiera del casco integrale, il più delle volte per colpa dei guardrail, ma in città il casco integrale o modulare sarebbe preferibile: l’uso dei jet, padelline e quant’altro di affine rende drammatico l’esito anche di cadute banali. Poi certo se uno il casco da moto lo compra perché è bellino o alla moda è un suo diritto, come è un suo diritto quello di farsi male da solo. Tanto il maranza della situazione che va a 120 km/h in città con lo scooterone di turno, magari dopo aver pippato un po’ che non guasta mai, farà la fila per comprarsi un chiccheria del genere…date retta che queste notizie fanno solo rabbia a chi lavora davvero per la sicurezza del motociclista/scooterista.
Le campagne di sensibilizzazione alla sicurezza stradale, oltre ad insegnare che la strada non è una pista e che i limiti di velocità soprattutto in città vanno rispettati, dovrebbe insegnare alle persone a preoccuparsi veramente della propria incolumità, e non permettere che questi prodotti di moda siano spacciati per sicuri.
sumit
28 mar 2008 - 11:32 - #8600 euro per un casco aperto mi fa venire da vomitare…
io a 620 ho preso un arai corsair rx7…
se fate un giro sul sito arai vedere le prove fuori omologazione che fa arai prima di mettere un casco in vendita…
che senso ha fare un casco aperto in fibra???
boh…
IlPrincipeBrutto
28 mar 2008 - 11:35 - #9Quoto ciccyo83 (#7)
>> Le campagne di sensibilizzazione …dovrebbero insegnare alle persone a preoccuparsi veramente della propria incolumità,
in materia di abbigliamento protettivo c’e’ ancora troppa ignoranza e disinformazione in giro.
sicuri si diventa, Ride Protected.
ciccyo83
28 mar 2008 - 11:56 - #10Arai è un’azienda che mantiene un ruolo di assoluto spessore nella ricerca dei materiali e delle soluzioni tecniche più aggiornate per cercare di adeguare il livello di sicurezza del casco al livello delle prestazioni raggiunte dalle moto. Le sue gamme di caschi prevedono cinque differenti calotte esterne (mentre ad esempio la NZI ne ha solo tre), che con il rivestimento interno variabile coprono la percentuale maggiore dei motociclisti.
Così come Shoei è un marchio di sicura affidabilità.
Con quella cifra (€500-600) mi compro il modulare della Shoei, che anche se è monocromatico mi protegge lo stesso, non è la bellezza il sinonimo di sicurezza. Poi se uno fa le gite fuori porta o viaggia in città sempre con il modulare aperto allora è inutile averlo comprato.
Ringrazio “il principe brutto” per la condivisione delle mie idee esplicitate nel precedente post in mezzo ad uno sfogo quasi offensivo (e credetemi che non mi frega niente della sensibilità del “potta” che vorrebbe maledirmi per il mio poco gusto), ma non sopporto che la questione della sicurezza del motociclista/scooterista al capitolo dei caschi venga tratta come una sfilata d’alta moda.
a.nd.re.a (vero)
28 mar 2008 - 12:16 - #11sopra scrivono che l’estetica non conta nulla, con il mio intervento volevo far notare che CHIUNQUE si fa un casco di un certo livello cura pure quella, e questo a discapito del prezzo che talvolta aumenta anche di centinaia di euro (rispetto al modello identico in tinta unita).
Poi se vi piace averlo in tinta con la moto, se vi piacciono stelline striscette e numeretti vari, sole, luna, canguri, visiere cromate, presette d’aria e appendici varie che insultano l’aerodinamica… de gustibus.
Quando vedo poi quelli con la jap di turno che si presentano al banco accessori e chiedono… “mi mostri qualche arai/shoei, basta che sia verde come la mia kawa”… certo, lì si che si bada alla sostanza.
Non prendiamoci in giro gente… io ho un integrale supersicuro come il vostro, ho un modulare che è comodo ma pesa un botto e un jettino del kazzo da 90euro.
Ora, dato che le 2 ruote non vanno solo in pista, voglio farmi un bel caschetto da usare in città, e questo mi piace parecchio, permettete che ognuno si compri quello che vuole.
Altrimenti andate in un concessionario lamborghini e dite che le loro auto non sono sicure (è vero) e che costano troppo.
O più semplicemente andate da un uomo in abito da sera e fategli presente che le sue stringate di armani sono scomode e costose, molto meglio un paio di nike air max…
8: “ho preso un arai corsair rx7… che senso ha fare un casco aperto in fibra???”
guarda un po’… il tuo caschetto ha un fratellino
http://www.araihelmet-europe.com/php/ita/page/index2.php?page=szram_tech
a.nd.re.a (vero)
28 mar 2008 - 12:24 - #12ciccyo83 io sono d’accordo con quanto scrivi, solo che nei prodotti di lusso non funziona il ragionamento “con quella cifra mi compro…”
dai un’occhiata al sito, non puoi non riconoscere che sono caschi jet di qualità, poi che siano cari è obbligo, altrimenti fan la fine dei momodesign…
http://www.ateliersruby.com/
Nell’uso cittadino l’integrale è un impedimento, e talvolta lo è anche il modulare (parlo per esperienza) quindi perchè segare le gambe all’unico marchio che propone jet un po’ decenti?
Edu
28 mar 2008 - 12:25 - #13la qualità andrebbe toccata con mano, quindi non la posso giudicare, ma se si vuole un casco aperto stiloso si può spendere molto meno andando a comprare uno della Project Helmets; io ce l’ho e posso dirvi che, avendo speso 150 euro, mi sono fatto un casco che non ho ancora visto a nessun altro in giro. Ha inoltre una buona qualità degli interni, che sono completamente sfoderabili e lavabili ed ha la possibilità di montare una visiera con una piccola spesa in più.
Stilisticamente questi sono davvero belli…
TitaniumGsx-R1
28 mar 2008 - 12:58 - #14Quoto #2, #3 e da #5 a #12! (+1)
Cmq personalmente comprerei un Arai o uno Shoei se potessi spendere tali cifre per un casco…
franco.franco
28 mar 2008 - 13:56 - #15Posso capire un pò di polemica per il prezzo, ma se non ricordo male anche arai o shoei producono caschi aperti, o sbaglio? Quindi che c’entra la sicurezza?
Bene, fossi io danaroso e possessore che ne so, magari di moto d’epoca comprerei questo bel casco abbinando un bel paio di occhiali da moto.
Cioè non è perchè costano lo stesso devono fare concorrenza all’arai corsair …
Ninja17
28 mar 2008 - 14:26 - #16Forse stiamo andando fuori tema: Arai e Shoei sono indiscutibilmente le marche che garantiscono un livello di sicurezza eccezionale (i criteri costruttivi di Arai sono addirittura più rigidi delle spietate normative statinutensi) ma per questo prodotto il brand è relativo: fosse per me i jet andrebbero assolutamente proibiti. Sono nati in un periodo in cui un pastore tedesco andava più veloce di una vespa, ora le cose sono LEGGERMENTE cambiate! Sono antiquati, pericolosi e - a mio modesto avviso - anche poco sensati: si beccano moscerini e insetti a manciate. Come non bastasse sono diventati anche cari.
ciccyo83
28 mar 2008 - 14:27 - #17@ andreavero #12
il ragionamento non è sul lusso ma sulla sicurezza: io preferisco sudare di più stare un po’ più scomodo, ma avere un po’ di protezione in più nel caso ne abbia bisogno. Nell’articolo c’è scritto :”Ruby è considerabile come il “non plus ultra” della sicurezza individuale.”, e questa secondo me non è una frase corretta. Si può scrivere che è meglio di un momo design, che è meglio di qualsiai altro casco completamente aperto in circolazione al di là della marca che lo produce. Allora va bene, ma il mio parere non cambia perché è la tipologia di casco ad essere inutile. La mia parola non è vangelo ma il mio giudizio non è fondato sulla base della moda. Pace s’hanno percezioni differenti di quelle che sono le priorità per un motociclista.
franco.franco
28 mar 2008 - 15:00 - #18Scusate se insisto: arai o shoei li producono caschi aperti, i JET? Si o no?
Ninja17
28 mar 2008 - 15:09 - #19Si…e sbagliano! Proprio una di queste aziende dovrebbe dare il buon esempio: non produrli più in assoluto. Magari a fronte di un accordo che stabilisse un comune intento. Sono certo che la perdita economica verrebbe compensata da un guadagno in immagine. Comunque il fatto che si stia parlando di questa o quella marca è relativo: nonostante abbia sempre acquistato caschi Arai, a partire dall’innovativo (per l’epoca) GIGA del 1988, preferirei di gran lunga un Nolan integrale piuttosto che un Jet Arai. Affermare che un jet è il “non plus ultra” della sicurezza individuale non è soltano azzardato…si sconfina nel vergognoso! Cosa ha a difesa del viso, un campo magnetico?
franco.franco
28 mar 2008 - 15:45 - #20Sono d’accordo che non si può scrivere il “non plus ultra” in sicurezza. Però non condivido che non si debbano costruire caschi aperti. Allora non dovrebbero nemmeno produrre moto con mille cavalli per dirne una.
Balbo
28 mar 2008 - 15:57 - #21proprio fatti bene…….
Ninja17
28 mar 2008 - 16:01 - #22Concordo anche su questo argomento: infatti fosse per me alla patente “A” normale andrebbe affiancata ad una A speciale, sulla falsa riga di quanto avviene in Giappone: con la prima si dovrebbero poter guidare solo moto fino ad una certa potenza (o se preferisci fino ad un dato rapporto peso(potenza), mentre solo con la seconda (conseguibile con degli esami ancor più severi, solo ad una certa età ed in ogni caso successivamente ad un dato periodo di gavetta con la prima) tutto il resto. In tema di sicurezza stradale siamo davvero indietro,e non parlo solo dell’Italia: la normativa euroopea presenta ancora tante lacune. In ogni caso i jet sono strapericolosi ed il loro uso andrebbe circoscritto alle bici. Scusate ma questa è la mia opinione.
a.nd.re.a (vero)
28 mar 2008 - 16:06 - #2317: Ad essere onesto non so quanto la sicurezza sia effettivamente al primo posto fra le priorità dei motociclisti.
Parlo in generale.
19: “Sono certo che la perdita economica verrebbe compensata da un guadagno in immagine.”
perchè? conosci qualcuno che non compra arai perchè fa anche jet?
In tutta questa discussione ci aggiungerei un bel casco-compromesso (che poi tanto bello non è, però è un inizio)
http://www.moto-station.com/ttesimages/produit/nouveautes2007/Casque_Schuberth_J1_Noir_stpz.jpg
Ninja17
28 mar 2008 - 16:17 - #24Ho letto dello Schuberth J1 su Motociclismo qualche tempo fa: sinceramente lo ritengo più sicuro di un jet tradizionale, ma anni luce da un integrale. In caso di impatto frontale con il suolo o, peggio ancora, con un guard rail/marciapiede la “finestra” (tra quello che viene chiamato “il particolare di protezione” e la fine della visiera) è ben più ampia rispetto ad un integrale normale. Senza nulla togliere a Schuberth che è una signora marca. Prezzi elevatissimi.
sfo
29 mar 2008 - 16:13 - #25diventare l’Armani dei caschi…?Se fanno caschi simili ci riusciranno presto!ma non si possono comprare se non si hanno jeans di gucci,maglione prada,il suv e lo scooterone nel baule
Hannibal
10 mag 2008 - 17:39 - #26Chiedo scusa , ogni parere ha il suo spessore e la sua rilevanza pero’, se vogliamo fare discorsi generali sulla sicurezza individuale,
COMINCIAMO A NON VENDERE/COMPRARE PIU’
R1-CBR-GSXR ETC ETC,
cioe’ tutti quei mezzi che di per se sono un istigazione all’imprudenza, al pericolo, alla sicurezza individuale.
Mezzi che per le loro caratteristiche sono un nonsenso puro, per girarci su strade libere.
Dopodiche’ parliamo dell’utilita’ e sicurezza o non dei caschi Ruby.