Suzuki Hayabusa da record: pilota paraplegico supera i 322 km/h
Una Suzuki Hayabusa Turbo, oltre 600 ore di preparazione e 11 anni di tentativi: Talan Skeels-Piggins ha raggiunto 322,27 km/h sul miglio da fermo.
Undici anni per superare una barriera inseguita dal 2015. Talan Skeels-Piggins ha raggiunto i 200,254 mph, equivalenti a 322,27 km/h, su una Suzuki Hayabusa Turbo profondamente modificata per adattarsi alle sue esigenze. Il risultato è arrivato sul miglio con partenza da fermo all’aerodromo di Elvington, vicino a York, nel Regno Unito.
Skeels-Piggins, paraplegico in seguito a un incidente motociclistico avvenuto nel 2003, controlla la moto principalmente attraverso le braccia e la parte superiore del corpo. Per permettergli di affrontare un’accelerazione fino a oltre 320 km/h, la Hayabusa è stata quindi trasformata ben oltre la semplice preparazione del motore.
Il progetto ha richiesto più di 600 ore di lavoro, modifiche a telaio e sospensioni e lo sviluppo di comandi specifici. Il risultato finale è arrivato sabato 19 settembre, durante una gara di velocità Straightliners.
Suzuki Hayabusa Turbo: 322,27 km/h sul miglio da fermo
La giornata del record non è stata delle più semplici. Pioggia e vento forte hanno condizionato il programma e lasciato al team una finestra di circa quattro ore nel pomeriggio per effettuare i tentativi.
Skeels-Piggins ha completato complessivamente cinque corse sul miglio con partenza da fermo. Proprio nell’ultima è riuscito a superare l’obiettivo inseguito da anni: 200,254 miglia orarie, poco più di 322 km/h.
Una velocità particolarmente significativa perché raggiunta partendo da fermo e non attraverso un lungo tratto lanciato. La moto deve quindi accelerare fino alla velocità massima nello spazio disponibile, mentre il pilota deve gestire cambiate, traiettoria e stabilità.
A complicare ulteriormente il tentativo è arrivato anche un problema tecnico che ha impedito alla Hayabusa di esprimere tutto il potenziale previsto dal team. Nonostante questo, l’ultima prova è stata sufficiente per superare le 200 mph.
Un mese prima, il sudafricano Sampie Erasmus aveva raggiunto 198,217 mph su una Suzuki GSX-R1000. Skeels-Piggins è riuscito invece ad andare oltre quella soglia simbolica delle 200 miglia orarie.
Oltre 600 ore per modificare la Suzuki Hayabusa
Per raggiungere 322 km/h con la Suzuki Hayabusa, aumentare semplicemente la potenza non sarebbe bastato. Il punto centrale del progetto era permettere a Skeels-Piggins di controllare la moto e mantenere la posizione durante una fase di accelerazione particolarmente intensa.
Il lavoro sulla Hayabusa è ripartito all’inizio del 2025, quando Talan è tornato in contatto con l’ingegnere e pilota Lee Baxendale. Insieme al figlio Jay e al team Mainline Motorsports, Baxendale ha dedicato oltre 600 ore allo sviluppo della moto.
Il telaio è stato allungato e abbassato. Anche le sospensioni sono state riviste: K-Tech si è occupata dell’avantreno, mentre posteriormente è stato installato un ammortizzatore Nitron.
Ancora più particolari sono gli adattamenti realizzati intorno al pilota. Specifici poggiapiedi e sistemi con cinghie in velcro mantengono le gambe nella posizione corretta durante la corsa.
Cambia completamente anche il modo di inserire le marce. La Hayabusa utilizza infatti un cambio pneumatico che Skeels-Piggins può azionare attraverso il comando normalmente destinato al clacson. In questo modo vengono ridotti i movimenti necessari durante l’accelerazione.
Il turbocompressore, curiosamente, non era previsto nelle prime fasi del progetto. Inizialmente era stata studiata una configurazione aspirata, intervenendo su aspirazione e scarico e valutando persino l’impiego del protossido d’azoto.
La svolta è arrivata con la possibilità di acquistare una moto completa da Sean Mills di Big CC Racing. Il team ha utilizzato il suo sistema di sovralimentazione e ha completato la nuova configurazione della Hayabusa.
Un record inseguito dal 2015
La storia di questo progetto comincia nel 2015, quando Skeels-Piggins ricevette una Suzuki Hayabusa da riparare. Da quella moto nacque il primo vero tentativo di raggiungere velocità elevate.
Con interventi relativamente semplici, tra cui uno scarico diretto e una messa a punto generale, Talan riuscì già allora a toccare 175,630 mph, circa 282,6 km/h.
Da quel momento l’obiettivo delle 200 mph è rimasto sul tavolo, ma il percorso è stato tutt’altro che lineare. Problemi economici, incidenti e le difficoltà nel reperire una moto adatta hanno rallentato il progetto, fino alla collaborazione con Lee e Jay Baxendale e alla ripartenza dei lavori.
Undici anni dopo il primo tentativo, la barriera è finalmente caduta.
La carriera sportiva di Skeels-Piggins, del resto, non si limita alle prove di velocità. Dopo l’incidente del 2003 ha partecipato alle Paralimpiadi invernali di Vancouver 2010 nello sci alpino e nel 2011 ha fondato The Bike Experience, organizzazione nata per aiutare persone con disabilità fisiche a tornare alla guida di una motocicletta in un ambiente controllato.
Nel 2012 è inoltre diventato il primo motociclista paraplegico a gareggiare contro piloti normodotati.
Il dato dei 322,27 km/h è quindi soltanto l’ultimo capitolo di un percorso iniziato molto prima della preparazione della Hayabusa Turbo. Questa volta, però, il numero conta parecchio: dopo oltre un decennio di tentativi e centinaia di ore dedicate alla moto, Skeels-Piggins ha finalmente visto comparire quel 200 mph che inseguiva dal 2015.