Solo 408 esemplari al mondo: la Bimota DB2 del '93 cerca casa

Una Bimota DB2 del 1993 in vendita in Virginia: motore derivato dalla Ducati 900SS, 904 cc, 23.000 km e prezzo ribassato a 9.500 dollari. Opportunità per collezionisti.

Solo 408 esemplari al mondo: la Bimota DB2 del '93 cerca casa
M V
Massimiliano Vetrone
Pubblicato il 18 feb 2026

Nel panorama delle moto italiane più ricercate dagli appassionati, spicca un vero gioiello: una Bimota DB2 del 1993, attualmente disponibile in Virginia a un prezzo di 9500 dollari (circa 8000 euro). Si tratta di un modello raro, prodotto in appena 408 esemplari tra il 1993 e il 1995, che rappresenta una delle massime espressioni di artigianalità e ingegneria motociclistica degli anni Novanta. Il cuore pulsante di questa sportiva è un motore bicilindrico Ducati da 904 cc, capace di erogare una potenza di 89 CV a 7.500 giri/min, una scelta tecnica che ne esalta le doti di agilità e reattività.

L’esemplare proposto ha percorso circa 23000 km e si presenta in condizioni eccellenti, sia dal punto di vista estetico che meccanico. La storia manutentiva è impeccabile: sono stati effettuati il cambio delle cinghie, la regolazione delle valvole, la sostituzione della catena e degli pneumatici, oltre a una revisione completa del filtro. Non mancano dotazioni di pregio come il manuale originale, la chiave di fabbrica, il kit attrezzi, la scatola filtro aria originale e una custodia in pelle per le chiavi, dettagli che aumentano ulteriormente il valore collezionistico della moto. Da segnalare anche la recente riduzione del prezzo, passato da 13.500 a 9500 dollari, segno di una reale volontà di concludere la vendita con un acquirente motivato.

La Bimota DB2 nasce dalla visione di Pierluigi Marconi, progettista capace di coniugare la robustezza e l’affidabilità della Ducati 900SS con una ciclistica di altissimo livello, ispirata a una filosofia costruttiva incentrata sulla leggerezza. Il telaio tubolare in acciaio, abbinato a una forcella telescopica Paioli e a un monoammortizzatore Ohlins, permette di contenere il peso complessivo in soli 168 kg. Questa combinazione di componenti e soluzioni tecniche garantisce una guida estremamente precisa, agile e coinvolgente, rendendo la DB2 una delle moto più apprezzate dagli intenditori.

Per chi fosse interessato all’acquisto, gli esperti del settore consigliano una valutazione tecnica approfondita. È fondamentale verificare la corrispondenza tra i numeri di telaio e motore e i documenti storici, controllare attentamente lo stato strutturale del telaio e l’originalità dei componenti, così come l’integrità delle parti meccaniche e delle sospensioni Paioli e Ohlins. La rarità di questa moto, unita alla sua collocazione negli Stati Uniti, la rende particolarmente interessante per i collezionisti americani. Tuttavia, anche gli appassionati europei potrebbero valutare l’investimento, tenendo conto però dei costi aggiuntivi di trasporto, dazi doganali e pratiche di immatricolazione.

Sul piano storico, la Bimota DB2 rappresenta un autentico simbolo del Made in Italy motociclistico: la combinazione tra il motore bicilindrico Ducati e le sospensioni di altissima gamma riflette la filosofia costruttiva della casa bolognese, da sempre sinonimo di eccellenza tecnica e cura artigianale. Per i collezionisti e gli amanti delle due ruote d’epoca, un esemplare così completo e ben conservato è destinato a mantenere e probabilmente accrescere il proprio valore nel tempo, diventando un vero e proprio investimento nel settore dei veicoli storici. L’acquisto di una DB2, soprattutto con una percorrenza di 23000 km e una documentazione manutentiva così dettagliata, offre la rara opportunità di possedere una delle moto più iconiche degli anni Novanta, in grado di coniugare prestazioni, storia e fascino senza tempo.

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