Nuovo brevetto Benda: il cambio DCT diventa più semplice ed economico

Il costruttore cinese Benda sviluppa un innovativo cambio DCT con tecnologia elettromeccanica. Scopri le caratteristiche del nuovo brevetto.

Nuovo brevetto Benda: il cambio DCT diventa più semplice ed economico
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Massimo Schimperla
Pubblicato il 8 lug 2026

La corsa all’innovazione nel mondo delle moto passa sempre più spesso dalla trasmissione. L’ultima novità arriva da Benda, che ha depositato un brevetto dedicato a un nuovo cambio a doppia frizione elettromeccanico (EM-DCT). L’obiettivo dichiarato è quello di semplificare un sistema tradizionalmente complesso, sostituendo parte dell’architettura idraulica con attuatori elettromeccanici più compatti ed economici.

Si tratta di una soluzione ancora in fase di sviluppo, ma che conferma la volontà del costruttore cinese di progettare internamente tecnologie destinate alle future generazioni di motociclette. Il brevetto rappresenta infatti un ulteriore passo avanti rispetto al primo prototipo mostrato durante EICMA 2025, lasciando intuire che il progetto stia entrando in una fase sempre più avanzata.

Un cambio a doppia frizione ripensato da zero

Il nuovo brevetto riprende il principio di funzionamento dei tradizionali cambi a doppia frizione (DCT), già utilizzati da diversi costruttori automobilistici e motociclistici.

Il sistema prevede un albero di ingresso suddiviso in due sezioni: una dedicata alle marce pari e l’altra a quelle dispari. Ognuna dispone della propria frizione, permettendo di preselezionare il rapporto successivo mentre quello in uso è ancora inserito.

Quando arriva il momento del cambio marcia, una frizione si disinnesta mentre l’altra entra in funzione. Il risultato è una transizione estremamente rapida e fluida, senza interrompere completamente la trasmissione della coppia alla ruota posteriore.

Questa tecnologia offre vantaggi in termini di comfort di guida, accelerazione e continuità dell’erogazione, caratteristiche che negli ultimi anni hanno favorito la diffusione dei cambi automatici anche nel settore motociclistico.

La vera novità sono gli attuatori elettromeccanici

L’aspetto più interessante del brevetto riguarda però il sistema di comando.

Invece di affidarsi a un tradizionale impianto idraulico, Benda punta su attuatori elettromeccanici, una soluzione che promette di ridurre il numero di componenti e semplificare l’intera architettura della trasmissione.

Secondo quanto emerge dalla documentazione tecnica, gli attuatori derivano da tecnologie già utilizzate dal marchio sui modelli equipaggiati con frizione elettronica. Questo consentirebbe di sfruttare componenti già sviluppati, con vantaggi sia sul piano industriale sia su quello economico.

Rispetto ai sistemi idraulici convenzionali, una configurazione elettromeccanica potrebbe offrire diversi benefici:

  • riduzione della complessità costruttiva;
  • minori costi di produzione;
  • peso complessivo inferiore;
  • manutenzione potenzialmente più semplice.

Un altro elemento distintivo riguarda la disposizione delle frizioni. Nel progetto Benda non sono montate concentricamente sullo stesso lato del cambio, ma vengono collocate alle estremità opposte dell’albero di ingresso sdoppiato e collegate direttamente all’albero motore. Una scelta progettuale che differenzia questa soluzione rispetto ad altri cambi DCT presenti sul mercato.

Il brevetto utilizza la LFS700 come base di sviluppo

Per illustrare il funzionamento della nuova trasmissione, il brevetto utilizza come riferimento tecnico il motore della Benda LFS700, una delle moto sportive della gamma del costruttore cinese.

In precedenza, il sistema EM-DCT era stato mostrato su un prototipo equipaggiato con un inedito motore sei cilindri in linea da 1.700 cc, destinato alle future moto da turismo del marchio.

La nuova documentazione lascia intendere che Benda stia lavorando a una soluzione più versatile, potenzialmente adattabile anche a propulsori di cilindrata inferiore.

Per il momento non esistono conferme ufficiali sui tempi di debutto della trasmissione, né sui modelli che potrebbero adottarla. Come sempre accade con i brevetti, infatti, non è scontato che la tecnologia arrivi rapidamente alla produzione di serie.

Tuttavia, il continuo investimento del costruttore nello sviluppo di trasmissioni automatiche conferma una direzione ormai evidente nel settore motociclistico. Sempre più utenti cercano infatti moto capaci di offrire maggiore comfort nella guida quotidiana, senza rinunciare alle prestazioni.

Se il progetto dovesse arrivare sul mercato mantenendo le promesse di semplicità, leggerezza e riduzione dei costi, il nuovo cambio a doppia frizione elettromeccanico potrebbe rappresentare uno degli elementi più interessanti delle future moto firmate Benda.

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