MotoGP, più sicurezza al via: nuova griglia e stop all’holeshot

La MotoGP introduce nuove regole: vietato l’holeshot anteriore già da Assen, griglia di partenza modificata e limiti per i costruttori dal 2028.

MotoGP, più sicurezza al via: nuova griglia e stop all’holeshot
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Marianna Bortevi
Pubblicato il 23 giu 2026

La MotoGP volta pagina e lo fa con una serie di modifiche destinate ad avere effetti immediati sul campionato. La Direzione del Motomondiale ha infatti deciso di intervenire su alcuni degli aspetti più discussi degli ultimi anni, introducendo nuove regole che riguardano sia la tecnologia delle moto sia l’organizzazione delle partenze.

La novità più importante entrerà in vigore già dal prossimo appuntamento di Assen, dove i piloti non potranno più utilizzare il sistema di abbassamento anteriore, comunemente conosciuto come holeshot device anteriore. Una decisione presa per motivi di sicurezza dopo alcuni episodi che hanno acceso il dibattito all’interno del paddock.

Ma non è l’unica novità. Nelle prossime settimane cambierà anche la configurazione della griglia di partenza, mentre dal 2028 arriveranno nuove limitazioni per i costruttori presenti nella classe regina.

Stop immediato all’holeshot anteriore

La modifica che farà maggiormente discutere riguarda il sistema di regolazione dell’altezza della sospensione anteriore. L’holeshot device è stato introdotto negli ultimi anni per migliorare le partenze. Il dispositivo permette di abbassare temporaneamente la moto durante l’accelerazione iniziale, riducendo la tendenza all’impennata e migliorando la trazione nei primi metri.

In origine era previsto che sia il sistema anteriore sia quello posteriore venissero eliminati al termine della stagione. Tuttavia gli episodi verificatisi recentemente in alcune gare hanno convinto gli organizzatori ad anticipare almeno una parte del provvedimento.

Secondo quanto emerso nel paddock, la preoccupazione principale riguarda la fase immediatamente successiva alla partenza. Per riportare la forcella nella posizione corretta, infatti, il pilota deve effettuare una frenata molto decisa. In situazioni di gruppo compatto, soprattutto nelle prime curve, questo comportamento può generare situazioni particolarmente rischiose. Per questo motivo il dispositivo anteriore sarà vietato già dal Gran Premio d’Olanda in programma ad Assen.

Una decisione che divide i piloti

Il tema era già stato affrontato durante i test e le prove disputate nei giorni scorsi. Molti piloti hanno avuto la possibilità di simulare partenze senza utilizzare il sistema e le opinioni non sono risultate unanimi.

Alcuni hanno accolto positivamente il cambiamento, sostenendo che l’eliminazione dell’holeshot anteriore possa rendere più sicure le prime fasi di gara. Altri, invece, ritengono che il vantaggio in termini di sicurezza non sia così evidente e che il dispositivo abbia ormai raggiunto un buon livello di affidabilità. Come spesso accade in MotoGP quando si interviene su aspetti tecnici consolidati, servirà probabilmente qualche gara per valutare concretamente gli effetti della nuova normativa.

Dal GP di Germania cambia anche la griglia di partenza

Le novità non riguardano soltanto le moto. A partire dal Gran Premio di Germania, previsto a luglio, verrà modificata anche la configurazione della griglia di partenza. Il formato con tre piloti per fila rimarrà invariato, ma aumenterà la distanza tra una fila e l’altra. Attualmente le file sono separate da tre metri. Con il nuovo regolamento la distanza salirà a quattro metri.

Può sembrare una differenza minima, ma nell’insieme cambia sensibilmente la disposizione della griglia. Lo spazio tra un gruppo di tre piloti e quello successivo passerà infatti da nove a dodici metri.

L’obiettivo è offrire più margine di manovra durante le partenze e ridurre il rischio di incidenti nel caso in cui un pilota abbia problemi allo spegnimento del semaforo o resti fermo sulla linea. Una misura che punta a migliorare la sicurezza senza stravolgere la struttura tradizionale delle partenze della MotoGP.

Dal 2028 nessun costruttore potrà avere più di sei moto

Guardando più avanti nel tempo, il Motomondiale ha introdotto anche una regola destinata a influenzare l’equilibrio del campionato. Dal 2028 nessun costruttore potrà schierare più di sei moto sulla griglia della MotoGP.

La norma è stata pensata per evitare situazioni di eccessiva concentrazione tecnica e per garantire una maggiore competitività tra le varie case presenti nel campionato. Attualmente il costruttore maggiormente interessato sarebbe Ducati, che già oggi raggiunge il limite delle sei moto tra squadra ufficiale e team satelliti.

Con la nuova regola ogni marchio potrà continuare a schierare il team ufficiale e al massimo due squadre satellite, mantenendo così un tetto massimo di sei motociclette in pista. L’applicazione della norma sarà comunque subordinata alla presenza di almeno cinque costruttori differenti nella classe regina.

Una MotoGP sempre più orientata alla sicurezza

Le modifiche approvate dimostrano come la sicurezza stia assumendo un ruolo sempre più centrale nelle decisioni regolamentari della MotoGP. L’eliminazione anticipata dell’holeshot anteriore, l’aumento degli spazi in griglia e il controllo della presenza dei costruttori rappresentano interventi differenti ma accomunati dallo stesso obiettivo: garantire gare più sicure e mantenere elevato il livello di competitività.

Le prime risposte arriveranno già ad Assen, dove piloti e squadre dovranno adattarsi immediatamente alla nuova realtà. Sarà il primo banco di prova per capire se la MotoGP del futuro sarà davvero più sicura senza rinunciare allo spettacolo che l’ha resa uno dei campionati più seguiti al mondo.

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