KTM copia l’idea di Aprilia: arriva l’aerodinamica ispirata alla F1
Nei test MotoGP di Misano KTM ha mostrato una soluzione aerodinamica simile a quella introdotta da Aprilia e ispirata alla Formula 1.
La rivoluzione tecnica della MotoGP prevista per il 2027 è già iniziata. Durante i recenti test andati in scena sul circuito di Misano, KTM ha portato in pista uno dei prototipi più interessanti tra quelli sviluppati per il futuro regolamento da 850 cc. A catturare l’attenzione degli addetti ai lavori non è stato però il motore, bensì una soluzione aerodinamica che richiama molto da vicino quella introdotta da Aprilia negli ultimi mesi.
L’obiettivo è chiaro: recuperare velocità massima e migliorare l’efficienza aerodinamica in un momento storico in cui la MotoGP si prepara a ridurre cilindrata, potenza e libertà di sviluppo sulle appendici aerodinamiche. In questo scenario ogni dettaglio può fare la differenza e KTM sembra aver deciso di seguire una strada già percorsa con successo dalla casa di Noale.
KTM sperimenta il sistema visto sulla Aprilia RS-GP
Le immagini emerse dai test di Misano mostrano una particolare configurazione aerodinamica installata sulle nuove KTM da 850 cc guidate dai collaudatori Dani Pedrosa e Pol Espargaró.
La soluzione ricorda da vicino quella utilizzata da Aprilia sulla RS-GP nel corso della stagione 2026, una delle innovazioni tecniche più discusse del paddock.
Pur presentando forme differenti, il principio di funzionamento appare molto simile. KTM ha infatti collocato una presa d’aria in una posizione che richiama chiaramente il sistema già adottato dal costruttore italiano.
Non si tratta di una semplice coincidenza. In MotoGP le idee più efficaci vengono spesso osservate, studiate e successivamente reinterpretate dalla concorrenza. E quando una soluzione permette di guadagnare anche pochi chilometri orari sul rettilineo, l’interesse diventa inevitabile.
Dalla Formula 1 alla MotoGP: cos’è il sistema F-Duct
Per comprendere l’importanza di questa novità bisogna fare un passo indietro fino alla Formula 1. Il concetto da cui deriva questa soluzione è il celebre F-Duct, introdotto da McLaren durante la stagione 2010 con la MP4-25.
Il sistema sfruttava particolari canali aerodinamici che permettevano al pilota di modificare il flusso d’aria diretto verso l’ala posteriore. Coprendo una specifica apertura con la mano, il pilota alterava il comportamento aerodinamico della monoposto riducendo la resistenza all’avanzamento e aumentando la velocità massima nei rettilinei.
L’idea si rivelò estremamente efficace e contribuì a una delle più interessanti innovazioni tecniche dell’epoca moderna della Formula 1. Aprilia ha successivamente adattato questo principio al mondo delle due ruote.
Come funziona sulla MotoGP di Aprilia
Sulla RS-GP il sistema è stato reinterpretato sfruttando il corpo del pilota come elemento attivo dell’aerodinamica. Aprilia ha introdotto piccole aperture nella parte anteriore della carenatura e ulteriori condotti collocati in prossimità delle braccia del pilota.
Quando il motociclista assume la posizione più raccolta sul rettilineo, gli avambracci coprono queste aperture modificando il flusso d’aria che scorre lungo la moto.
Il risultato è una separazione controllata dei flussi aerodinamici che riduce la resistenza e consente di ottenere una velocità massima superiore. Un vantaggio apparentemente minimo ma che, in una categoria dove i distacchi si misurano spesso in millesimi di secondo, può diventare determinante.
Le nuove MotoGP da 850 cc spingono la ricerca aerodinamica
L’interesse di KTM verso questa soluzione non arriva per caso. Dal 2027 la MotoGP introdurrà una nuova generazione di moto equipaggiate con motori da 850 cc, destinati a sostituire gli attuali propulsori da 1.000 cc.
Il nuovo regolamento punta a contenere prestazioni e velocità, riducendo contemporaneamente la libertà di sviluppo delle appendici aerodinamiche. Questo significa che i progettisti dovranno trovare nuove strade per recuperare efficienza senza violare i limiti imposti dalla federazione.
Sistemi come quello sperimentato da Aprilia rappresentano quindi una delle aree più interessanti su cui concentrare lo sviluppo. I test di Misano hanno dimostrato che KTM sta già lavorando in questa direzione e difficilmente sarà l’unica.
La battaglia tecnica è appena iniziata
Le immagini provenienti dal circuito romagnolo confermano ancora una volta come la MotoGP resti uno dei laboratori tecnologici più avanzati del motorsport. Quando una soluzione si dimostra efficace, il tempo necessario perché venga studiata e adattata dagli avversari è sempre più breve.
KTM non ha nascosto l’interesse verso il concetto introdotto da Aprilia e ha già iniziato a sviluppare una propria interpretazione del sistema. La configurazione vista a Misano appare diversa da quella italiana, ma il principio di base sembra identico.
Nei prossimi mesi, con l’avvicinarsi del debutto delle nuove moto da 850 cc, è probabile che vedremo ulteriori evoluzioni di questa tecnologia e forse anche l’arrivo di soluzioni ancora più sofisticate.
In MotoGP l’innovazione non si ferma mai. E quando il regolamento limita una strada, gli ingegneri ne trovano immediatamente un’altra. Proprio come sta accadendo oggi con l’aerodinamica ispirata alla Formula 1.