KTM svela le squadre MotoGP 2026: obiettivo? Colmare il gap con Ducati

KTM annuncia le line-up MotoGP 2026: Acosta e Binder in Factory, Viñales e Bastianini in Tech3 col supporto di Guenther Steiner e sponsor Bajaj.

KTM svela le squadre MotoGP 2026: obiettivo? Colmare il gap con Ducati
F C
Fabio Chiarani
Pubblicato il 29 gen 2026

La stagione MotoGP 2026 si preannuncia come un vero e proprio spartiacque per il progetto KTM, che si prepara a una rivoluzione tecnica e gestionale con un obiettivo chiaro: colmare definitivamente il gap con la dominatrice Ducati. L’approccio scelto dalla casa di Mattighofen punta tutto su una filosofia di coesione e uniformità, mai così marcata nel recente passato della categoria regina del motociclismo.

Al centro della strategia, la scelta di affidare a quattro piloti di altissimo profilo – Pedro Acosta, Brad Binder, Maverick Viñales e Enea Bastianini – quattro moto perfettamente identiche in ogni dettaglio tecnico. Il team ufficiale Factory Racing schiererà Acosta e Binder, mentre il team satellite Tech3, passato ora sotto la guida di Guenther Steiner dopo l’era Herve Poncharal, metterà in pista Viñales e Bastianini. Questa uniformità totale – dalla ciclistica all’aerodinamica, passando per le WP sospensioni e la gestione elettronica – rappresenta una vera dichiarazione d’intenti: raccogliere dati omogenei, accelerare lo sviluppo e ottimizzare il processo di crescita delle RC16.

“La pressione mi motiva”, ha dichiarato Viñales in conferenza stampa, sottolineando la carica emotiva e la responsabilità che accompagna il nuovo corso. Ed è proprio questa determinazione a fare da collante in un progetto che vede, per la prima volta, una collaborazione strettissima tra il team ufficiale e la struttura satellite, con la benedizione del colosso indiano Bajaj, ormai socio strategico di riferimento per la casa austriaca.

La scelta di abbandonare fornitori esterni come Öhlins e Showa, puntando tutto sulle componenti interne WP, segna un cambio di paradigma: KTM vuole il controllo totale dello sviluppo, senza intermediari. Questo consente confronti immediati tra i quattro piloti, test più efficaci e una capacità di reazione superiore alle rivali. La continuità tecnica è il perno attorno a cui ruota la stagione 2026: una scelta radicale, che secondo i vertici di Mattighofen dovrebbe tradursi in una curva di apprendimento più rapida e in una riduzione degli errori dovuti a variabili tecniche differenti.

Sul fronte dei piloti, il clima è di grande fiducia. Pedro Acosta arriva da una stagione 2025 in cui ha conquistato il quarto posto iridato, dimostrando una costanza crescente nella seconda metà del campionato. Brad Binder, rinvigorito fisicamente e mentalmente dalla pausa invernale, si prepara a giocare un ruolo da protagonista nella lotta al vertice. Maverick Viñales, motivato dall’esperienza e dal desiderio di rivalsa dopo un’annata segnata da problemi fisici, punta a ritrovare la via della vittoria. Enea Bastianini, infine, promette spettacolo e battaglie serrate per le posizioni di rilievo, portando in dote la sua grinta e la sua capacità di interpretare le gare più dure.

Il 2026 sarà quindi il vero banco di prova per la crescita della casa austriaca: la velocità pura e la gestione delle gare lunghe restano le sfide aperte per colmare il distacco dalla supremazia italiana rappresentata da Ducati. Tutto si giocherà sulla capacità di sfruttare al massimo la nuova filosofia tecnica e di adattarsi rapidamente alle evoluzioni di un campionato sempre più competitivo e imprevedibile.

L’attesa è alta e il paddock osserva con attenzione: il progetto KTM – che ora vede la sinergia totale tra team ufficiale e satellite, sotto la regia di Guenther Steiner e con il supporto di Bajaj – promette di scrivere una pagina importante nella storia della MotoGP. La stagione che sta per iniziare potrebbe essere quella della svolta definitiva per la RC16 e per tutto l’universo arancione.

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