Malta offre 25.000 euro ai giovani che rinunciano a guidare per 5 anni

Malta offre 25.000 euro ai giovani sotto i 30 anni che rinunciano a guidare per 5 anni. Un'iniziativa per ridurre il traffico e promuovere la mobilità sostenibile.

Malta offre 25.000 euro ai giovani che rinunciano a guidare per 5 anni
M B
Marianna Bortevi
Pubblicato il 11 mar 2026

Un’iniziativa senza precedenti sta per cambiare il volto della mobilità urbana in Malta, ponendo l’arcipelago mediterraneo sotto i riflettori dell’innovazione europea. Con un programma ambizioso che punta a rivoluzionare le abitudini di spostamento dei cittadini più giovani, il governo maltese ha deciso di puntare tutto sulla gratificazione economica per favorire una transizione verso il trasporto sostenibile.

I numeri che accompagnano questa proposta sono chiari e di grande impatto: 25.000 euro in cinque anni, 1.000 giovani selezionati ogni anno e un budget annuale di 5 milioni di euro. L’obiettivo è tanto semplice quanto rivoluzionario: convincere i residenti under 30 a rinunciare volontariamente alla guida per un periodo di cinque anni, offrendo in cambio un incentivo concreto e tangibile.

A partire dal 2026, chi vorrà aderire a questa sperimentazione dovrà rispettare criteri molto precisi. Il progetto si rivolge infatti a chi risiede sull’isola da almeno sette anni, è titolare di patente da almeno dodici mesi, non ha subito sospensioni o ritiri della licenza di guida e non ha ancora compiuto trent’anni. Gli aderenti dovranno consegnare fisicamente la patente per tutta la durata del programma, ricevendo in cambio un compenso annuale di 5.000 euro. Un meccanismo che non lascia spazio a dubbi sull’effettività del controllo e sulla sostenibilità finanziaria dell’iniziativa.

La scelta di puntare sui giovani non è casuale. Questa fascia di popolazione rappresenta il 17% degli abitanti di Malta, ovvero circa 91.000 persone su una popolazione totale di 540.000. Si tratta di una generazione che si trova nel pieno del percorso di ottenimento della patente e che, per tradizione e cultura, vede ancora nell’automobile un simbolo di indipendenza e libertà. L’intento del governo è proprio quello di orientare questi ragazzi verso forme di mobilità alternativa, come autobus, biciclette, ciclomotori e servizi di sharing, che ad oggi risultano ancora poco utilizzati dai più giovani.

Le dimensioni ridotte dell’arcipelago – soli 316 chilometri quadrati – rendono Malta il luogo ideale per testare una misura così audace. In contesti urbani più estesi e densamente popolati, la gestione e il monitoraggio di un programma simile risulterebbero molto più complessi. Qui, invece, la capillarità del controllo è assicurata anche da un sistema sanzionatorio particolarmente severo: chi dovesse essere sorpreso a guidare dopo aver aderito rischia una multa fino a 5.000 euro e la perdita immediata dei benefici economici.

A differenza di quanto avviene nella maggior parte dei paesi europei, dove la tendenza è quella di introdurre restrizioni e divieti per limitare traffico e inquinamento, il governo maltese sceglie la via della ricompensa. La strategia adottata punta a incentivare comportamenti virtuosi attraverso un premio economico, nella convinzione che la gratificazione possa risultare più efficace delle misure punitive tradizionali. In questo modo, la politica della mobilità si trasforma in un’opportunità per i cittadini, anziché in un insieme di obblighi e limitazioni.

L’esperimento di Malta ha già suscitato grande interesse a livello internazionale. Se da un lato c’è chi elogia la creatività e il coraggio della proposta, dall’altro non mancano gli scettici che ne mettono in dubbio la reale efficacia sul lungo periodo. Tuttavia, il valore di questa iniziativa risiede proprio nella sua capacità di proporre un modello alternativo, potenzialmente replicabile in altre realtà urbane di dimensioni contenute, dove il controllo e la gestione risultano più agevoli.

Il successo di questa politica dipenderà dalla risposta dei giovani maltesi e dalla loro disponibilità a cambiare abitudini radicate. Resta da vedere se il richiamo del premio economico riuscirà a superare l’attrattiva dell’automobile, da sempre percepita come sinonimo di autonomia personale. Nel frattempo, Malta si conferma laboratorio d’avanguardia per le politiche pubbliche europee, offrendo spunti di riflessione su come incentivare una mobilità più responsabile e sostenibile senza ricorrere esclusivamente a restrizioni e divieti.

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