HRD Model 90: l'enigma della moto rara che sfida i collezionisti

All'asta a Stafford una rara HRD Model 90 del 1926. Esemplare con legami TT, ricostruzione di Phil Heath, revisione Cameron Engineering.

HRD Model 90: l'enigma della moto rara che sfida i collezionisti
F C
Fabio Chiarani
Pubblicato il 13 apr 2026

Nel mondo delle aste motociclistiche, ci sono occasioni che non passano inosservate, soprattutto quando sul banco dei battitori arriva un esemplare raro e avvolto nel mistero. È il caso di una HRD Model 90 del 1926, pronta a essere protagonista alla Bonhams Spring Stafford Sale del 25–26 aprile. Un pezzo che non solo incarna la storia del motociclismo britannico, ma che solleva interrogativi sulla sua reale identità, complicando la valutazione e la ricostruzione del suo passato.

Questa moto, proveniente dalla celebre collezione di David Plant e registrata con la targa MN 4448 sull’Isle of Man, rappresenta una delle poche sopravvissute della casa fondata dal leggendario Howard Raymond Davies. La sua rarità, tuttavia, è oscurata da una discrepanza nei numeri identificativi: gli archivi ufficiali riportano dati diversi rispetto a quelli presenti fisicamente sul telaio e sul motore. Questo scarto alimenta dubbi legittimi sull’autenticità della corrispondenza tra i componenti e la documentazione storica, rendendo la moto oggetto di un acceso dibattito tra collezionisti, restauratori e storici.

La storia di questo esemplare affonda le sue radici nelle imprese sportive di Davies, celebre per la vittoria alla Senior TT del 1925 proprio in sella a una HRD. Tuttavia, la moto in questione ha vissuto un percorso ben più tortuoso: negli anni Sessanta e Settanta, il collezionista Phil Heath si è impegnato in una ricostruzione meticolosa, assemblando la moto a partire da componenti d’epoca e ispirandosi alle linee del modello racing originale. Nonostante l’attenzione ai dettagli, alcune scelte tecniche si sono rivelate dei compromessi: il motore JAP montato, ad esempio, presenta una testa a singola presa, invece della più fedele testa a doppia presa prevista dal progetto originale.

Nonostante queste variazioni, la moto ha avuto una seconda vita: ha partecipato a raduni storici, gare di regolarità e competizioni di club, raggiungendo una velocità massima di 78 mph prima di un ritiro tecnico a Mallory Park. Dal punto di vista meccanico, la moto ha beneficiato di una revisione completa nel luglio 2008 presso Cameron Engineering & Motorsport Ltd. L’intervento ha riguardato cilindro, pistone, valvole e sistema di lubrificazione, garantendo un’ottima base tecnica anche se, da allora, il motore non è stato più acceso. Oggi il blocco risulta ancora mobile manualmente, ma prima di ogni utilizzo sarebbe opportuno verificare lo stato dei materiali gommosi, che mostrano i segni del tempo.

Il vero nodo, però, resta quello documentale. Nel fascicolo di vendita, infatti, figura una fotocopia di un vecchio V5C che indica il telaio come ‘537’ e il motore come KOR/T58267, con prima immatricolazione datata 28 aprile 1926. Tuttavia, Bonhams ha comunicato di non aver trovato il numero ‘537’ stampato fisicamente sul telaio della moto, che invece riporta un altro progressivo. Questa incongruenza getta ombre sulla ricostruzione della storia autentica del veicolo e influisce in modo significativo sul suo valore collezionistico.

Nonostante le incertezze, l’interesse per l’asta rimane elevato. Le stime parlano chiaro: sono pochissime le HRD Model 90 ancora in circolazione, e il catalogo della vendita include prezioso materiale d’archivio, ricevute e una pubblicità d’epoca su The Motor Cycle del 7 aprile 1927, che presentava la Super 90 al prezzo di 98 guinee. Un dettaglio che aiuta a contestualizzare il posizionamento commerciale del modello negli anni Venti.

Per i collezionisti e gli appassionati di restauro, questa è un’opportunità tanto rara quanto controversa. Il fascino simbolico legato all’eredità di Howard Raymond Davies e alle imprese alla TT si intreccia con le incertezze legate ai documenti e alle modifiche subite dalla moto durante la sua lunga esistenza. Non è solo una questione di valore economico, ma anche di storia e autenticità: un equilibrio delicato che rende questa HRD Model 90 del 1926 un caso di studio unico nel panorama del collezionismo motociclistico. L’esito dell’asta sarà seguito con attenzione da storici e conservatori, consapevoli che questa vendita racchiude in sé un frammento di leggenda e un enigma ancora tutto da risolvere.

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