Gomme Pirelli Superbike 2026: cosa cambia davvero in pista
Pirelli inaugura la stagione WorldSBK 2026 a Phillip Island con nuove soluzioni di pneumatici per WorldSBK e WorldSSP.
Nel panorama delle competizioni motociclistiche, la stagione 2024 del mondiale delle derivate di serie si apre con una vera e propria rivoluzione tecnica, in cui Pirelli si conferma protagonista indiscussa. L’azienda italiana, infatti, celebra ben 23 anni consecutivi come fornitore unico di pneumatici per il campionato, portando sulla scena una serie di innovazioni destinate a riscrivere le strategie di gara e le dinamiche di qualifica, a partire dal round inaugurale di Phillip Island.
L’attesa per questa nuova era è stata alimentata dai test pre stagionali, che hanno fornito già i primi indizi sulle potenzialità dei nuovi prodotti. In particolare, Nicolò Bulega, in sella alla Ducati dell’Aruba.it Racing, ha imposto il proprio ritmo nella categoria regina, segnando un tempo di 1’28.630, mentre Jaume Masiá, alfiere Orelac Racing Verdnatura, ha primeggiato nella WorldSSP con un crono di 1’32.525. Prestazioni che lasciano intuire come la casa di Borgo Panigale sia pronta a giocare un ruolo da protagonista, ma che soprattutto testimoniano il livello di competitività raggiunto grazie alle nuove coperture sviluppate da Pirelli.
Le vere novità, però, risiedono nelle specifiche tecniche delle gomme messe a disposizione dei team e dei piloti. Nella classe regina della WorldSBK, la scelta all’anteriore prevede due opzioni slick: la soft SC1 e la medium SC2, pensate per garantire un perfetto equilibrio tra grip e durata su tracciati esigenti come quello australiano. Tuttavia, è al posteriore che si assiste a una svolta epocale: accanto alla già nota D0922 in mescola medium, fanno il loro debutto la E0829 e la E0125, entrambe caratterizzate da una mescola soft ma da destinazioni d’uso ben distinte.
La E0125, infatti, è stata progettata specificamente per essere utilizzata durante le prove libere e le sessioni di qualifica, offrendo un picco di prestazione ideale per la caccia al giro veloce. La vera rivoluzione, però, è rappresentata dalla E0829: pur condividendo la stessa mescola della D0922, questa gomma introduce una struttura completamente inedita, studiata per assicurare una stabilità superiore e una costanza di rendimento anche sulle lunghe distanze. Un vantaggio non da poco, soprattutto su piste tecnicamente impegnative come Phillip Island, dove la gestione del degrado e la tenuta nelle fasi finali di gara possono fare la differenza tra la vittoria e il podio mancato.
Non meno rilevanti sono le novità che coinvolgono la categoria WorldSSP. Qui, l’abbandono definitivo della storica misura 190/60 al posteriore segna un passaggio epocale: i piloti ora potranno contare sulla nuova 200/60, la stessa utilizzata nella classe superiore. Questa scelta tecnica nasce dall’esigenza di aumentare l’impronta a terra, migliorando al contempo la dissipazione termica e uniformando i riferimenti tecnici tra le due categorie. Anche all’anteriore si apre la possibilità di scegliere tra la classica 120/70 e la più ampia 125/70, un ulteriore passo verso la standardizzazione delle misure e l’ottimizzazione delle prestazioni.
Tutte queste innovazioni costringono i team a rivedere in profondità le strategie di assetto e la gestione delle gare. La presenza di più opzioni tra le gomme, con caratteristiche strutturali e di mescola differenti, impone un lavoro meticoloso di adattamento e sviluppo, sia dal punto di vista della ciclistica sia sotto il profilo elettronico. I piloti, dal canto loro, si trovano a disposizione strumenti sempre più sofisticati e performanti, in grado di esaltare le qualità di guida e offrire una maggiore affidabilità durante le fasi più critiche della corsa.