BSA Gold Star 650, due nuovi colori raccontano quasi 100 anni di storia

BSA Gold Star 650 introduce Birmingham Blue e Brooklands Black: due nuove livree ispirate alle origini del marchio e alla sua storia nelle corse.

BSA Gold Star 650, due nuovi colori raccontano quasi 100 anni di storia
F C
Fabio Chiarani
Pubblicato il 2 ott 2026

Normalmente una nuova verniciatura non basta per trasformare una moto già conosciuta in una vera novità. Nel caso della BSA Gold Star 650, però, le nuove Birmingham Blue e Brooklands Black hanno qualcosa in più: entrambe sono legate direttamente alla storia del marchio britannico.

Non cambiano motore, ciclistica o prestazioni. Sotto le nuove colorazioni resta la Gold Star che conosciamo, con il suo grande monocilindrico da 652 cc e un’impostazione dichiaratamente classica.

Questa volta BSA ha lavorato soprattutto sull’identità del modello. Birmingham Blue richiama infatti la città nella quale affondano le radici dell’azienda, mentre Brooklands Black riporta indietro fino al 1937 e all’impresa sportiva che contribuì alla nascita del nome Gold Star.

Due semplici colori, quindi, ma con quasi un secolo di storia da raccontare.

Birmingham Blue celebra le origini di BSA

La più vivace delle due nuove versioni è la Birmingham Blue.

La tonalità blu scuro interessa serbatoio, pannelli laterali e parafanghi ed è abbinata a filetti bianchi a contrasto. Il risultato mantiene l’aspetto rétro della Gold Star senza cercare di trasformarla in qualcosa di diverso.

Il nome scelto è un riferimento diretto alle origini della Casa.

BSA nasce infatti dalla Birmingham Small Arms Company, fondata a Birmingham nel 1861. La produzione motociclistica sarebbe arrivata successivamente, ma il legame con la città inglese è rimasto una parte fondamentale dell’identità del marchio.

Chiamare Birmingham Blue una delle nuove colorazioni della Gold Star diventa quindi un modo piuttosto semplice per collegare il modello attuale alle sue radici.

Del resto è proprio su questo terreno che gioca gran parte del fascino dell’attuale BSA. La Gold Star non vuole sembrare una naked moderna travestita da moto classica. Forme del serbatoio, faro tondo, sella, scarico e numerosi dettagli sono pensati per mantenere evidente il collegamento con le motociclette britanniche del passato.

Brooklands Black nasce da una gara del 1937

La storia della Brooklands Black è ancora più interessante.

La livrea combina carrozzeria nera, elementi cromati e filetti dorati. Il riferimento questa volta non è alla città natale di BSA, ma al celebre circuito britannico di Brooklands.

Ed è proprio qui che bisogna tornare al 1937 per capire perché questo nome sia così importante.

Nel giugno di quell’anno il pilota Wal Handley, già ritiratosi dalle competizioni, partecipò a una gara sul circuito di Brooklands guidando una BSA Empire Star appositamente preparata.

Handley vinse mantenendo una velocità media di 102,27 miglia orarie, pari a circa 164,6 km/h. Durante la corsa registrò inoltre un giro più veloce a 107,57 mph, circa 173 km/h.

Numeri notevoli considerando l’epoca.

Ma soprattutto sufficienti per permettere a Handley di ottenere un riconoscimento particolarmente ambito tra i piloti che correvano a Brooklands.

Da dove arriva il nome Gold Star

Sul circuito britannico veniva infatti assegnato il Brooklands Gold Star badge ai piloti capaci di superare le 100 miglia orarie durante una gara. L’impresa di Handley gli permise di conquistare proprio quella stella d’oro.

BSA decise quindi di trasformare quel risultato sportivo in qualcosa di destinato a durare molto più a lungo della singola gara. Il nome Gold Star venne utilizzato per una nuova moto di produzione, diventando successivamente una delle denominazioni più riconoscibili nella storia dell’azienda.

Ecco perché Brooklands Black non è semplicemente un nome dal sapore britannico scelto per rendere più elegante una verniciatura nera. Rimanda direttamente al luogo nel quale nacque la storia della Gold Star.

Anche i dettagli dorati acquistano quindi un significato diverso: richiamano quella Gold Star ottenuta da Handley dopo aver superato la soglia delle 100 mph.

Il motore della BSA Gold Star 650 non cambia

Sotto le nuove colorazioni non ci sono modifiche meccaniche.

La BSA Gold Star 650 continua a utilizzare il monocilindrico da 652 cc raffreddato a liquido, capace di sviluppare 45 CV a 6.500 giri/min.

La coppia massima dichiarata è di 40,6 lb-ft, equivalenti a circa 55 Nm, disponibile a 4.000 giri/min. Il propulsore è abbinato a un cambio a cinque rapporti.

Non ci sono quindi aumenti di potenza o interventi pensati per trasformare il carattere della moto.

E probabilmente non ce n’era bisogno, almeno considerando la filosofia della Gold Star.

Con 45 CV, il modello non entra nella corsa alle prestazioni delle moderne naked di media cilindrata. Il grande monocilindrico e l’impostazione classica puntano piuttosto a un’esperienza di guida differente, nella quale contano erogazione, semplicità e carattere.

Le due nuove livree seguono esattamente questa filosofia.

Una moto moderna che continua a guardare al passato

L’arrivo di nuove colorazioni su un modello già esistente può facilmente ridursi a un aggiornamento di metà carriera senza grandi contenuti.

Con Birmingham Blue e soprattutto Brooklands Black, BSA ha invece sfruttato l’occasione per riportare l’attenzione sulla storia della Gold Star.

La prima ricorda le origini della Birmingham Small Arms Company nel 1861. La seconda torna alla pista di Brooklands e a quel giugno del 1937 nel quale Wal Handley superò le 100 mph con una Empire Star, conquistando il riconoscimento che avrebbe successivamente ispirato il nome della moto.

Meccanicamente non cambia nulla: restano il monocilindrico da 652 cc, i 45 CV e il cambio a cinque marce.

Ma in questo caso è proprio l’assenza di modifiche tecniche a essere quasi secondaria. Chi sceglie una moto come la Gold Star difficilmente lo fa per inseguire la scheda tecnica più estrema della categoria.

Birmingham Blue e Brooklands Black lavorano invece su ciò che distingue maggiormente il modello: la sua identità britannica e il collegamento con una storia motociclistica iniziata molti decenni prima dell’attuale generazione. E tra le due, la livrea dedicata a Brooklands porta con sé una spiegazione decisamente più interessante di un semplice nuovo colore in catalogo.

Ti potrebbe interessare: