Moto3, Canet “brucia” gli italiani e si riprende la testa del Mondiale

Canet super, trionfa in gara e torna leader in classifica


Corsa-trenino sì, ma che trenino volante questa Moto3-show vietata ai deboli di cuore! Con i “vagoncini” che a turno diventano “locomotiva” in un continuo rimescolamento di posizioni e con il rischio di deragliamento, con una decina di indiavolati piloti in grado di giocarsi fino alla fine il podio e la vittoria. Ma sotto la bandiera a scacchi gli italiani, veri protagonisti dal primo all’ultimo metro con Dalla Porta, Arbolino, Antonelli e anche Fenati, vengono bruciati sul filo di lana da Canet, superbo accorto guizzante volpone che con questo trionfo di Brno si riprende di forza, per tre punti, la leadership della classifica iridata.

Qui non c’è bandiera che tenga: giù il cappello di fronte a un Canet capace di gestire come meglio non si può situazioni che a dire disperate è dire poco e nessuna tirata d’orecchie ai nostri “giovani leoni” che, ovviamente, badano ognuno ai propri interessi, non facendo certo un gioco di squadra… nazionalistico, anzi non risparmiandosi menando fendenti fra di loro. Ci sarà tempo per un ragionamento tecnico, “a freddo”, sul potenziale dei nostri e anche sui loro limiti. E’ vero che chi vince ha ragione e quindi qui a Brno è Canet, il “completo” vessillifero di Max Biaggi, a meritarsi la razione doppia di applausi per non aver commesso sbavature di sorta, capace di prendere con una fava due piccioni – come detto - vittoria di gara e ritorno in vetta al mondiale.

L’applauso va anche ai nostri: al 2° Dalla Porta a 1 decimo e mezzo da Canet dopo un inseguimento-monstre dalla 17esima posizione per le qualifiche rovinate da problemi di elettronica, pilota di sostanza su una moto iper veloce, sempre in lotta per il titolo; al 3° il poleman Arbolino a due decimi e un amen dal vincitore, più volte in testa alla corsa e nei primi giri impegnato al gancio in una bagarre senza esclusione di colpi con il compagno di squadra Fenati (alla fine ottavo a + 0.737), indubbiamente “turbolino” è l’italiano con il migliore potenziale, oggi frenato nel finale da problemi della gomma anteriore; al 5° Antonelli (+0.499) che dopo il patatrac della moto spentasi nel giro di ricognizione e lo start dalla pit lane, si è prodigato in un inseguimento da leggenda fino a battersi per il podio, perso per i contatti con gli avversari. Tante cadute, vuoi per la bagarre vuoi per le cattive condizioni della pista dopo la pioggia di ieri. Il resto in cronaca.

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