MotoGP, Quartararo: "Ho imparato velocemente"

La vera rivelazione della MotoGP 2019 punta sempre più in alto: "Ma non ho ancora avuto la possibilità di duellare con Marquez e Rossi..."

Innegabilmente, la vera sorpresa della prima metà stagione della MotoGP 2019 è stata il 20enne francese Fabio Quartararo, approdato in inverno da rookie nel neonato team Petronas SRT Yamaha e capace di strabiliare tutto il paddock della Premier Class con delle prestazioni di assoluto rilievo, che hanno subito messo in ombra quella che - almeno teoricamente - sarebbe dovuta essere la "prima guida" del ricco team malese, il ben più esperto italiano Franco Morbidelli.

Quando il nuovo team satellite della Yamaha in MotoGP annunciò la sua line-up piloti per il 2019, il nome del talento transalpino aveva destato qualche perplessità, sia per la giovane età, sia per una precedente carriera nel Motomondiale fatta di poche luci e molte ombre, con la prima e unica vittoria conquistata in Moto2 lo scorso anno al Montmelò con il team Speed Up Racing capitanato da Luca Boscoscuro.

Tuttavia, il talento di Nizza ci ha messo molto poco a mettere a tacere i critici e a ripagare la fiducia riposta in lui dal Team Director Wilco Zeelenberg e dal Team Principal Johann Stigefelt, conquistando nelle sue prime 9 gare in MotoGP ben 2 podi (2° al Montmelò; 3° ad Assen) e addirittura 3 pole positions (Jerez, Montmelò e Assen), facendosi inoltre trovare molto spesso nelle posizioni altissime delle graduatorie tempi.

Quartararo è attualmente 8° nel Mondiale con 67 punti, in coabitazione con Cal Crutchlow (LCR Honda), con 15 punti di vantaggio su Morbidelli e 28 lunghezze sul secondo miglior rookie in classifica, lo spagnolo Joan Mir (Ecstar Suzuki). Difficilmente il transalpino avrebbe potuto augurarsi un miglior inizio della sua carriera in MotoGP.

In alcune dichiarazioni rilanciate da BikeSPortNews.com, "El Diablo" Quartararo si è infatti detto contento del suo stellare esordio nella classe regina, ma anche rammaricato per non essersi ancora misurato in un autentico "corpo-a-corpo" con i piloti più blasonati della categoria:

"Non ho ancora avuto la possibilità di confrontarmi in duello con piloti come Marquez e Rossi, e spero davvero che questa possibilità si presenti nelle prossime gare. La prima metà della stagione è stata veramente positiva: credo di aver imparato molto velocemente e sono molto felice del lavoro che abbiamo svolto."

"Le lezioni più importanti, finora, sono state su come fare i "time-attack" - perché [in MotoGP] è completamente diverso rispetto alla Moto2 - su come ottenere il massimo dalle gomme e su come superare in staccata con così tanta velocità. Sono cose che ho imparato dai più forti, ma ci sono ancora molte aree in cui posso migliorare."

A fronte delle lezioni "già imparate", il 20enne francese sembra già sapere dove concentrare gli sforzi per migliorarsi ulteriormente in sella alla sua Yamaha YZR-M1 "satellite":

"Devo riuscire ad essere più calmo in moto. Devo essere più paziente durante le gare, e ho anche bisogno di lavorare più approfonditamente sulla gestione delle gomme, perché è un qualcosa che non sono ancora riuscito a fare come si deve quest'anno."

"Anche per questo non vedo l'ora di fare una gara in mezzo a un bel gruppo e ad imparare qualcosa dalla situazione, perché non ho ancora avuto la possibilità di farlo fino ad ora."

  • shares
  • Mail