Moto3, Le Mans: show-caos, festa Ktm. La prima di Arenas. Bezzecchi e “Diggia” in vetta al mondiale

E’ la solita Moto3 dei colpi di scena e se è vero che vince chi taglia per primo il traguardo giù il cappello di fronte al 21enne spagnolo Albert Arenas.

Moto3, Le Mans: show-caos, festa Ktm. La prima di Arenas. Bezzecchi e “Diggia” in vetta al mondiale
La corsa dei “giovani leoni” non si smentisce proponendo anche nel quinto round stagionale di Le Mans un rocambolesco show-caos che fa trattenere il fiato dall’inizio alla fine. E’ la solita Moto3 dei colpi di scena e se è vero che vince chi taglia per primo il traguardo giù il cappello di fronte al 21enne spagnolo Albert Arenas, al suo primo centro iridato, capace di... andare forte rimanendo in piedi e alla fine regolare in volata un quartetto di indiavolati composto dal sorprendente Migno (per il Team Nieto una doppietta!), dal sempre presente Ramirez (nuovo podio), dal retrocesso Di Giannnatonio (dal 1° al 4° posto!), da Antonelli, Kornfeil (+5.487), entrambi penalizzati di 1.3 secondi per taglio di chicane.

A seguire, il sempre più convincente e concreto Arbolino 7° (+7.577), 8° Canet (+11.190) costretto a partire ultimo per la nota penalizzazione di Jerez e a inseguire ma alla fine capace di un bel recupero precedendo per un soffio Suzuki e Masia a loro volta per mezzo metro davanti a MC Phee, Yurcenko, Foggia (14°), Oettl, Sasaki.

Il dato tecnico rilevante è il podio dominato ancora da KTM: 1°, 2°,3° posto come già due settimane fa a Jerez, pur in una situazione assai diversa, là con Oettl, Bezzecchi, Ramirez. Certo, sui risultati incidono le burrascose vicende di corse con tante cadute e tanti protagonisti tolti di mezzo anche da penalità che alimentano dubbi e polemiche.

Il patatrac che ha cambiato volto alla classifica avviene proprio nel rush finale con Bezzecchi in highside sopra… Martin, entrambi gambe all’aria. Buon per l’italiano che resta comunque leader in classifica generale. Nel giro finale il guaio all’altro protagonista della corsa, Bastianini, ancora ko, terzo zero 2018. Così Di Giannantonio taglia per primo il traguardo ma la festa dura poco: ecco la penalità di tre secondi per taglio della curva 8 e la conseguente retrocessione in quarta piazza. Tant’è.

Fra i tanti ritirati, oltre ai già citati, c’è Rodrigo (caduto), Norrodin, Bulega, Dalla Porta (problemi tecnici). Hic Rhodus hic salta e i rischi sono gli stessi per tutti: chi sbaglia paga e chi non sbaglia (ed è nel posto giusto) raccoglie i frutti. Ribadiamo, cioè, che chi vince (Arenas) gare come queste non ruba niente e chi sale sul podio (Migno e Ramirez) idem. Fatto sta che KTM ha ridotto il gap che nel 2017 aveva nei confronti di Honda, moto comunque assai competitiva cui non manca nulla – se non la fortuna – per conquistare podi e vittorie.

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