Home Moto3, Martin mette in fila i “giovani leoni” italiani e sale in vetta al mondiale

Moto3, Martin mette in fila i “giovani leoni” italiani e sale in vetta al mondiale

E’ lo spagnolo Jorge Martin a tagliare con autorevolezza per primo la bandiera a scacchi agguantando anche la testa del mondiale.

Un nugolo di “giovani leoni” italiani detta le danze nella avvincente classe cadetta del Cota baciato dal sole ma alla fine è lo spagnolo Jorge Martin a tagliare con autorevolezza per primo la bandiera a scacchi agguantando anche la testa del mondiale. Più che una beffa, quella del portacolori del Team Gresini scattato dalla pole, è la conferma di una superiorità già sancita in precedenza sul campo.

Con Canet oggi in difficoltà, solo ottavo, Martin ha dosato gas e testa in un mix dimostratosi vincente: ha fatto sfogare il plotone degli italiani – illudendoli e illudendoci – per poi contrattaccare inesorabilmente a cinque giri dalla fine e volando via in solitario fino al trionfo mettendo nella propria bisaccia la seconda vittoria 2018.

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Il 2017 è davvero lontano quando grazie allo “sceriffo” Romano Fenati il tricolore sventolava sui cieli del Texas. Qui siamo oggi, con la “stella” cucita d’autorità sulla giubba di Martin. Dietro allo spagnolo, un “affare” fra italiani, risolto alla fine da Bastianini (Honda +1.451), ottimo secondo davanti al sempre combattente Bezzecchi (Ktm +4.112) che a sua volta regola super Migno 4°, districatosi bene dalla baraonda iniziale con caduta di Masia, Toba, Norrodin, Ramirez, Rodrigo. Poi Di Giannantonio 5°- gran protagonista per tutta la gara ma fuori dalla lotta del podio per una sbavatura nella penultima curva – Oettl e Kornfeil.

Più staccati Canet, come già detto, ottavo (+7.171), Suzuki e Loi. Grande prestazione nella parte inziale di Foggia, capace anche di farsi vedere con i big e prendere addirittura la testa della corsa, poi defilatosi per usura di gomma, alla fine 16°. Delusione per l’atteso compagno di squadra di Bastianini, Dalla Porta 18° e per Antonelli caduto nel match con Lopez; ancora buio pesto per Bulega, a terra a 11 giri dalla fine, quando viaggiava nelle retrovie, 21esimo; 20° Arbolino sfilatosi via via (per problemi che al momento di scrivere non conosciamo) non senza buoni sprazzi iniziali.

Insomma, gli italiani ci sono, ma per vincere la corsa e soprattutto per portare a casa un mondiale serve quella costanza di prestazioni e quel quid che fa la differenza, qualità e valori tutt’ora insufficienti. Lo stesso discorso vale per i rookie e i super giovani capaci di apprezzabili sprazzi da show ma deboli nel contenere il passo e la determinazione degli avversari più esperti.

Certo, qui contano i supporti di moto e Team, per assetti e strategie di gara ma anche oggi si è visto un sostanziale equilibrio sul piano tecnico. Ciò vuol dire che vince chi ci mette un pizzico in più di manico, di esperienza e capacità di interpretare la corsa. Classifica quindi con Martin davanti (55 punti) su Canet (48) e Bezzecchi (43). Poi Di Giannantonio (37), Bastianini (33), Dalla Porta (25), Migno (22), 9° Antonelli (21), 18° Arbolino (6), 25° Foggia. La lotta resta aperta anche se o si cambia musica o già si comincia a capire come andrà a finire anche quest’anno.

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