Quanto "vale" il Mondiale Supersport dopo l’exploit del vecchio leone Anthony West?

Qual è il reale valore del Mondiale Supersport dopo il podio di Anthony West e la vittoria di Roberto Rolfo?

anthony_west_2017-2.jpg

Campionato Mondiale Supersport 2017 - Fa notizia la campagna di crowdfunding sul web di Anthony West, il quasi 36enne pilota australiano impegnato a cercare 150 mila dollari per proseguire il mondiale Supersport che nel primo round di Phillip Island lo ha visto sul podio dopo una corsa rocambolesca e da incorniciare. Anthony è uno di quei piloti di cui la storia del motociclismo è piena: lunga carriera, grande talento, grandi errori in pista e fuori, magri risultati.

Il funambolico West corre da oramai 20 anni saltando di categoria in categoria, passando da un Team all’altro, da una moto all’altra e dalle piccole alle grosse cilindrate, nel Motomondiale in tutte le categorie e nel mondiale delle derivate di serie, dalla SBK alle Supersport. E’ la classica grande promessa che tale resta.

Un “manico” tosto e ruvido, corridore da baionetta, straordinario sul bagnato e sui circuiti da pelo, ma sfrenato e sempre nel posto sbagliato nel momento sbagliato. E’ noto per aver illuso combattendo con lampi di gloria anche con Rossi in qualche gara iridata 250 e anche 500 ma soprattutto per aver subito nel 2012 una squalifica (di un mese) per doping, dopo essere stato trovato positivo alla metilexaneamina.

Non solo, il 28 novembre 2013 veniva comunicato che, per doping, erano annullati tutti i risultati ottenuti tra il 20 maggio 2012 e il 19 ottobre 2013... Amen. Dopo rientri e uscite fra pochi alti e molti bassi, nel 2016 rientra dopo sette anni nel mondiale Supersport esordendo anche nel mondiale Sbk come sostituto dell’infortunato Barrier (Kawasaki Team Pedercini) e schierandosi pure in Moto 2come wildcard su una Suter.

Infine, come detto, al via la settimana scorsa a Phillip Island come wild card nella Supersport con una Yamaha YZF-R6 del Team West Racing, terzo classificato (bis del 2016) partendo dall’ultima fila in... terzultima casella della griglia formata da 24 concorrenti. Per la cronaca la pole a Phillip Island del WorldSSP è stata 1’33.128 (Jacobsen MV), tre secondi e mezzo circa dalla pole della Sbk (1'29.573) di Rea.

anthony_west_2017-3.jpg

E qui sta il succo, o meglio, la nostra domanda (irriverente): qual è oggi effettivamente il livello qualitativo del WorldSSP, categoria che dovrebbe lanciare i “giovani” verso l’Olimpo della SBK? Se un “vecchio leone” dalla criniera sfoltita come West – su una Yamaha rabberciata con un motore preso a prestito da un Team del campionato nazionale australiano che sul dritto subiva un gap di oltre 15 Kmh – parte ultimo, si rende protagonista di una rimonta da “vado-l’ammazzo-torno”, raggiunge i battistrada, si batte per la vittoria, conquista il podio, il dubbio che i “giovani leoni” (eccezioni a parte) non siano poi così … parenti stretti del re della foresta non può non esserci. Tutto qui. Senza togliere di rispetto ai 24 corridori e tanto meno senza voler togliere valore ai tre del podio o infierire sul buon simpaticissimo West, pilota il cui talento non ha mai incontrato il treno giusto. Forza, Anthony!

anthony_west_2017-1.jpg

  • shares
  • Mail