La magistratura mette i sigilli al circuito di Maggiora

Sequestrato per presunti abusi edilizi l’impianto di Maggiora, nel Novarese

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Mentre gli organizzatori hanno messo in vendita online i biglietti per round di Maggiora Campionato Mondiale di Motocross del prossimo 25 giugno 2017, la magistratura ha messo sotto sequestro il circuito perché realizzato abusivamente. Lo ritiene il Tribunale del Riesame di Novara che ha autorizzato il sequestro preventivo del circuito del Mottaccio del Balmone, gestito da due biellesi. Il provvedimento - come riportato da La Stampa - è stato eseguito dal Corpo Forestale nell'mbito di un'ndagine per reati quali abuso d’ufficio, abuso edilizio, falso e danneggiamento ambientale.

La questione risale all'estate scorsa quando il circuito rischiava di veder sfumare il famoso Motocross delle Nazioni. Manifestazione che si è svolta senza intoppi poichè il gip non aveva autorizzato il sequestro: riteneva sì presenti gli indizi di reato, ma escludeva il rischio di danno, essendo i lavori già conclusi. Il pm ha quindi fatto appello mettendo in evidenza che le opere abusive sono state modificate numerose volte negli ultimi anni e che il sequestro è necessario anche per i reati di abuso e falso.

Il tribunale del Riesame ha perciò accolto l'appello del pm e capovolto la decisione del gip inserendo nel registra degli indagati: il sindaco Giuseppe Fasola, il tecnico comunale Valter Fabrizio Curti, gli imprenditori biellese Paolo Schneider e Stefano Avandero della Schava srl, società che gestisce il Maggiora Park, e il progettista Massimiliano Vandoni. Nell’ipotesi accusatoria, l’amministrazione comunale avrebbe chiuso un occhio su alcune irregolarità presenti nei lavori con opere abusive in area coperta dal vincolo paesaggistico e avrebbe concesso autorizzazioni non rispettose delle norme. Gli imprenditori Schneider e Avandero, che hanno anche siglato un accordo fino al 2021 con YouthStream, società che detiene i diritti del Mondiale di motocross, hanno respinto al mittente le accuse: "sono tutte diffamazioni".

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