Moto3, il CEV “Mondialino” brilla ma non è ancora un vero campionato continentale

Il CEV Moto3 è di alto profilo ma non … sbarca in Europa

Il calendario 2017 del FIM CEV REPSOL (Moto3 e Moto2) comunicato da DORNA dieci giorni fa non ha destato, specie in Italia, particolare interesse. Il motivo principale di questa disattenzione è dato dal fatto che, a parte la novità dell’Estoril in sostituzione di Portimao, tutto il resto è di fatto la fotocopia del 2016. Fra l’altro non è stato neppure comunicato il numero di gare/weekend per ciascuna classe al via di un campionato che scatterà il 30 aprile 2017 ad Albacete proseguendo il 20 maggio a Le Mans (solo Moto3), il 18 giugno a Montmelò, il 2 luglio a Valencia, il 3 settembre all’Estoril, l’8 ottobre ad Aragon, il 5 novembre a Jerez, terminando il 19 novembre a Valencia.

Insomma, 8 trasferte (nel CIV tricolore 2017 sono 6 con 12 round), di cui 6 in Spagna, una in Portogallo e sola una fuori dalla penisola iberica, in Francia, e solo per la Moto3 cui pomposamente va riproposta la dicitura di FIM CEV Moto3 Junior World Championship, cioè il cosiddetto “Mondialino”. Qualcosa non torna perché il CEV rimane CEV, con due appendici fuori confine che non ne cambiano la sostanza di campionato disputato in terra spagnola. Alle ripetute promesse di trasformare il campionato spagnolo (CEV) in un vero e proprio campionato continentale con gare da disputarsi in diverse nazioni non seguono ancora i fatti, con un calendario – come abbiamo visto – quasi totalmente Made in Spagna (dove già si fa il pieno del motomondiale con ben quattro tappe oltre la SBK) e zone limitrofe. Perché? Non è dato sapere.

La Spagna, si sa, rappresenta da anni il “paradiso” del motociclismo disponendo non solo di numerosi circuiti e di strutture tecnico-agonistiche nonché finanziarie e di marketing di primissimo livello ma soprattutto di quella “cultura” a 360° che ha permesso di seminare e poi di raccogliere grandi risultati a livello internazionale. Il tutto gestito, in una logica monopolistica, da DORNA, multinazionale ma con le radici e il management Made in Spagna. Evidentemente, Dorna, oltre ad avere un occhio di riguardo per tutto quello che è spagnolo, non riesce ad arrivare dappertutto con la stessa attenzione, tempestività e “potenza di tiro” con cui gestisce il Motomondiale. Ciò è dimostrato anche dalle difficoltà della SBK e, soprattutto, da questa Moto3 di cui si annuncia sempre il salto di qualità con l’ampliamento in vari paesi europei, ma poi tutto resta come prima.

La Moto3 è cresciuta molto in queste ultime due-tre stagioni e sta conquistando l’interesse dei media e degli appassionati: ciò vale per il mondiale ma anche per il Cev e per il Civ – pur diversi fra loro anche per qualità – i due storici campionati trampolino di lancio internazionale per le nuove leve. Proprio per stare al passo con questa crescita la Moto3 extra mondiale merita un campionato Jinior adeguato che non sia un CEV un po’ più largo nobilitato dalla presenza di piloti di più nazioni, ma un campionato vero e proprio, autonomo e sganciato dal contesto nazionale, davvero internazionale, disputato anche altrove, a cominciare dall’Italia che – almeno sotto questo profilo – non ha nulla da invidiare a nessuno, Spagna compresa.

Abbiamo fior di autodromi dove già si disputa – oltre il mondiale – anche il CIV e il “mondialino” potrebbe addirittura disputarsi anche in qualche circuito cosiddetto “minore”, magari al Sud o fuori dal solito giro. E’ una questione economica? Se così fosse non si capisce perché non si agganciano, a una operazione del genere, autodromi dove – vedi Mugello e Misano – il Motomondiale già produce gran business e il “mondialino” sarebbe un investimento non certo privo di senso, quanto meno utile per il futuro.

Evidentemente né DORNA né la FIM e le federazioni nazionali, né i singoli autodromi dedicano l’attenzione adeguata per sciogliere i nodi che evidentemente non sono facili da sciogliere. Forse che agli spagnoli fa ombra la folta e qualificata presenza degli italiani trionfatori con Nicolò Bulega (2015) e con Lorenzo Dalla Porta (2016) del CEV-Mondialino?

Se non si semina non si raccoglie. Servono idee e alleanze. Non resta che sperare in una immediata svolta per un 2018 che non sia solo il replay del passato.

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