Yamaha XSR700 Otokomae by Ad Hoc Cafè Racers

Un po' streetfighter, un po' tracker... è la Otokomae, un'appariscente Yamaha XSR700 modificata dai catalani di Ad Hoc Cafè Racers

"Bella" non è certo la definizione più indicata per questa special, ma non si può dire che ai catalani di Ad Hoc Cafè Racers sia mancato il coraggio di osare: sicuramente, in sella alla Otokomae è difficile passare inosservati, vista la forte personalità del mezzo che vi presentiamo quest'oggi.

La base di partenza è la Yamaha XSR700, la naked retrò nata da una costola della best seller MT-07. Di vintage, in questo Frankenstein motociclistico, c'è rimasto davvero poco, a partire dalla vivida livrea giallo-azzurra: un po' street-tracker, un po' moto post-atomica, un po' street fighter, la Oktomae è solo l'ultimo esempio di quante declinazioni nel campo della personalizzazione possa avere la fortunata serie delle bicilindriche parallele dei Tre Diapason.

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Il notevole impatto estetico di questa special non deve però far pensare che la guidabilità sia stata sacrificata a favore del look: l'intenzione di David Gonzalez, patron di Ad Hoc, è stata fin da subito quella di coniugare un aspetto accattivante e provocatorio al piacere di guida garantito da componentistica di prima scelta.

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A questo proposito, all'anteriore troviamo numerosi elementi presi in prestito niente meno dalla media supersportiva di casa Yamaha, la YZF-R6: ereditata dalla 600cc di Iwata è ad esempio la forcella anteriore, che stringe la ruota a raggi Borrani (storico fornitore milanese della Ferrari negli anni '60).

Ma di meneghino, in questa appariscente special, c'è dell'altro: a vestire la coppia di Borrani ci sono infatti pneumatici Pirelli Anakee 3, mentre l'impianto di scarico è un SC Project con un look decisamente racing.

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Il faro anteriore è un must della personalizzazione: si tratta del fanale della MT-01, mastodontica muscle-bike costruita a metà degli anni 2000 ed equipaggiata con un V-Twin da 1700cc. Al posteriore, invece, trova spazio solo minimalisti LED.
La sella lascia poco spazio alla possibilità di portare un passeggero: la Otokomae è una motocicletta da godersi in solitudine, sfoggiando tutto il suo animo ribelle.

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