Moto3, italiani in gran spolvero. Ma “non dire gatto...”

Ottimo avvio dei piloti italiani nel Test Moto3 di Jerez de La Frontera

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Se “una rondine non fa primavera”, un test non anticipa quella che sarà la griglia di partenza del primo GP stagionale Moto3 né tanto meno indica chi sarà il campione stagionale della “entry class”. Questo per dire che da un po’ di tempo si tende a “pompare” le prime prove (invernali) di ogni categoria di ogni campionato, specialmente la MotoGP e – ultimamente – in modo particolare la Moto3 perché i piloti italiani sono dati (finalmente!) per favoriti.

Corridori e Team conoscono bene pregi e limiti di questi test, non ne fanno un dramma quando tutto non gira ancora come dovrebbe e non brindano quando il cronometro dimostra che la strada intrapresa è quella giusta. Insomma, c’è già che suona le campane a festa perché i nostri portacolori della Moto3, dopo la due giorni di prove a Jerez terminata ieri, sono in testa (Fenati) alla classifica virtuale pro tempore e sono in quattro (oltre a Fenati, Antonelli, Bulega, Bastianini) nelle prime sei posizioni e ci sono altri della brigata “tricolore” molto ben messi (Migno, Bagnaia, Locatelli, Di Giannantonio, Pizzoli ecc.).

E’ bene che – seppur in ritardo – finalmente c’è (anche fra i media) chi si accorge della Moto3 e “scopre” il valore dei nostri giovani leoni. Ma – vivaddio! – un conto è una prova per affinare il feeling pilota-moto-team e per verificare l’iter dello sviluppo del mezzo e un altro conto è stabilire la classifica della nuova competitività stagionale. I nostri “puledri” (ragazzini dai 16 ai 20 anni) destano oggi interesse all’alba di questa nuova attesissima stagione iridata ma fin qui sono tati lasciati totalmente in ombra, isolati, non degni di menzione, poco o niente considerando le gare di provenienza di questi (ex) campioncini (per lo più il CIV, Campionato Italiano di Velocità) come se il fiore nasce da solo, senza il sema e senza il dovuto impegno per tirarlo su.

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Motoblog è stato in questi anni quasi “solo” nel fare luce sul nostro vivaio indicando via via quelle promesse che oggi sono una realtà di altissimo livello degna del motomondiale. Ben sappiamo che i piloti italiani sono protagonisti (anche per il livello delle moto e dei team a disposizione) del mondiale Moto3 2016, decisi a battersi per il podio in ogni gara e per il titolo finale. Poi, fra il dire e il fare c’è sempre di mezzo il mare e nel motociclismo vale sempre il detto: “Mai dire gatto fin che non ce l’hai nel sacco”.

La consapevolezza dei propri (notevoli) mezzi non guasta, anzi! Ma il mondiale è “lungo e polveroso” e non si può essere bollati fra i “gufi” se si richiama al senso della misura e, soprattutto, al valore dell’umiltà, troppo poco coltivata. Presto, il cronometro farà più luce sugli interrogativi ancora presenti in questa fortissima Moto3 ricca sul piano tecnico e agonistico, e saranno le prime qualifiche e soprattutto le prime gare a stabilire i reali valori in campo. Il tricolore salirà spesso sul pennone e le note dell’inno di Mameli inonderanno i cieli dei circuiti iridati. Si spera.

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