Yamaha MT-09 Tracer 2015: la prova su strada

Presentata a EICMA, la nuova Yamaha MT-09 Tracer mantiene il DNA della MT-09, modificato in chiave crossover, aggiungendo doti di versatilità e granturistiche. La famiglia MT è formata dalla MT-09, potente e leggera tre cilindri, a cui si affiancano la bicilindrica entry level MT-07 e la piccola MT-125.

Derivata dalla MT-09 la Tracer unisce il divertimento della sua progenitrice con doti di versatilità

Yamaha MT-09 2015 - Con la Tracer la famiglia si amplia con un prodotto ancora più sfruttabile. A oggi MT-09 ha totalizzato ottimi numeri, con 1.800 unità vendute in Italia da settembre 2013 ad agosto 2014, e 12.000 in Europa, in cui il mercato più forte per questo modello è quello francese, con 3.700 pezzi. Sempre guardando il mercato europeo, MT-07 ed MT-09 si pongono al secondo e terzo posto tra le best seller nel periodo gennaio-ottobre 2014, rispettivamente con 15.437 e 10.372 unità vendute.

Con questa versione Tracer Yamaha si affaccia su un mercato dove sono presenti concorrenti appena rinnovate come Honda VFR800X Crossrunner, Triumph Tiger XR, Ducati Multistrada, tutte con caratteristiche molti diverse: quelle della Tracer si possono riassumere in versatilità e divertimento di guida, ossia le due anime del “Dark Side of Japan”, ma come vedremo durante la prova, sono molte di più, compreso un prezzo interessante di 9.590 euro e tre colorazioni: la sobria ma elegante Matt Grey, la più vivace Lava Red e la sportiva Race Blu, con cerchi e forcella anodizzati in blu.

Disponibili numerosi accessori, alcuni dei quali raggruppati nei pacchetti Sport e Touring: il primo comprende scarico Akrapovic, pedane e leve billet, portatarga sportivo, indicatori di direzione a led, una lunga serie di cover e molto altro ancora, mentre il pacchetto Touring include parabrezza più alto, fendinebbia, manopole riscaldabili, sella comfort, borse laterali morbide e top case, borsa da serbatoio, porta GPS, presa di corrente da 12 V e pedane più larghe.

Estetica, design e dotazione


Derivata dalla MT-09 la Tracer unisce il divertimento della sua progenitrice con doti di versatilità

Project leader della nuova tracer è Yoshiaki Yamamoto, che è riuscito a utilizzare il 70% della componentistica di MT-09 tirando fuori una moto dalle linee inedite. Vista in foto sconcerta con quel cupolino molto spiovente in avanti che la fa sembrare sgraziata rispetto alla MT-09. Sembra un pezzo messo lì a coprire qualcosa.

Dal vivo e ”in 3D” le cose cambiano radicalmente. Le linee sono molto spigolose ma tutt’altro che sgraziate. Il cupolino in materiale composito multistrato con doppio faro integrato dotato di luci a LED sottolinea la natura eclettica della Tracer ed è progettato per migliorare la penetrazione aerodinamica, ridurre le turbolenze e aumentare la protezione sulle lunghe distanze, grazie anche a un parabrezza regolabile su tre posizioni su un range di 30 mm di escursione.

Il nuovo serbatoio da 18 litri enfatizza l’immagine proiettata in avanti della moto e consente un’autonomia di circa 300 km. Bella la forma del terminale di scarico, che spunta sul lato destro proprio sotto alla curva del forcellone.

La strumentazione digitale, ereditata dalla Super Ténéré, comprende molte funzioni selezionabili tutte dal manubrio. Il display di sinistra ospita un contagiri a barre e un tachimetro digitale, mentre sul display di destra appaiono diversi dati sul funzionamento della moto, selezionabili con differenti sottomenu.

Di serie paramani, cavalletto centrale e sella regolabile in due posizioni: 845 e 860 mm. Quest’ultima è più ampia e più imbottita di quella della MT-09. Disponibile anche un kit di abbassamento che pone la sella della Tracer alla stessa altezza di quella di MT-09: 815 mm. Anche il manubrio dispone di una regolazione: può essere infatti spostato di 10 mm in avanti invertendo la posizione dei riser.

Tecnica


Derivata dalla MT-09 la Tracer unisce il divertimento della sua progenitrice con doti di versatilità

Il motore da 847 cc a 3 cilindri “crossplane filosofy” è lo stesso della MT-09 ma è stato rivisto nelle mappature. A questo proposito, la Tracer è dotata di una centralina D-Mode che offre tre possibili mappe: standard, che è quella che si ritrova ogni volta che si gira la chiave di avviamento, la più sportiva A e la più morbida B, commutabili anche in marcia, purché a gas chiuso, con un comodo comando sul lato destro del manubrio.

Ancora più semplice è il funzionamento del controllo di trazione TCS: un pulsante sulla strumentazione lo disattiva; il sistema si riattiva poi a una seconda pressione oppure automaticamente quando si riaccende la moto. In più, Tracer mette a disposizione YCC-T (Yamaha Chip Controlled Throttle) che assicura una risposta pronta all’apertura del gas.

Tornando al motore, è realizzato con componenti avanzate come le bielle ottenute per frattura, i pistoni forgiati e l’offset dei cilindri. È inclinato in avanti di 42,5 gradi, molto compatto, e dispone di 115 CV di potenza a 10.000 giri e 87,5 Nm a 8.500 giri.

La ciclistica utilizza invece lo stesso telaio della MT-09 ma dotato di un telaietto posteriore completamente riprogettato per accogliere una sella più ampia, oltre a passeggero e bagagli per lunghi trasferimenti. È infatti più lungo di 13 cm e più robusto L’interasse è di 1.440 mm, mentre il peso in ordine di marcia è di 210 kg.

Le sospensioni sono entrambe regolabili in precarico ed estensione e assicurano un’escursione di 137 mm davanti e 130 mm dietro. L’impianto frenante, coadiuvato dall’ABS non disinseribile come su tutte le Yamaha, utilizza dischi da 298 e 245mm. Infine i cerchi da 17” montano pneumatici 120/70 e 180/55.

Guida


Derivata dalla MT-09 la Tracer unisce il divertimento della sua progenitrice con doti di versatilità

In sella si assume subito una posizione avanzata ma questa risulta tutt’altro che scomoda o troppo sportiva. Più per curiosità che per una reale esigenza, dopo pochi chilometri optiamo per la seduta più alta, adatta a chi supera il metro e ottanta. Con questa opzione la posizione in sella è più precisa e non dobbiamo più cercare una postura adatta scivolando avanti e indietro sulla sella.

Di contro il manubrio in questo caso risulta un filo troppo basso, ma si più ovviare spostandolo in avanti di 1 cm, più che sufficiente per ritrovare una posizione confortevole ma più adatta a chi ha misure XL. La posizione delle gambe, anche per quelle più lunghe, è ottimale grazie anche alla compattezza del motore e alla forma del serbatoio.

La sella non è troppo morbida ma risulta confortevole, anche quella del passeggero che dispone di due ampie maniglie. Il primo tratto veloce evidenzia una protezione aerodinamica discreta per questo tipo di moto. Ovviamente l’aria si sente, non è una granturismo, ma il parabrezza evita gli “schiaffi” d’aria fastidiosi e fa il suo dovere.

Anche le vibrazioni sono contenute, si avvertono in maniera alquanto anomala tra i 90 e i 110 km/h nel rapporto più alto, ma sono praticamente assenti in tutte le altre condizioni di guida. Con le prime curve arriva il divertimento: la Tracer scende in piega precisa, con una lieve tendenza al sottosterzo se si è poco decisi, ma può essere condotta in modo sportivo senza mandare in crisi la ciclistica.

Sulle curve delle strade andaluse abbiamo alternato la guida tranquilla da turista a quella aggressiva, ottenendo in entrambi i casi un’ottima risposta, grazie anche alla posizione di guida avanzata ma con un manubrio sufficientemente largo da non affaticare. L’accelerazione è pronta senza essere troppo rabbiosa, ma mette in luce il carattere del motore tricilindrico.

Il motore riprende bene fin dai bassi ma anche grazie all’ottima spaziatura del cambio è possibile ottenere un’ottima ripresa in qualsiasi rapporto. Il proverbiale ottimo asfalto spagnolo, in questa occasione si è rivelato un po’ troppo scivoloso.

Nelle prime ore del mattino e nei tratti d’ombra è anche ghiacciato ma anche quando la temperatura si alza, la strada da noi percorsa è un mix di bitumi talvolta ottimi e talvolta molto consumati e scivolosi. In questi tratti le scodate in uscita dai tornanti sono inevitabili.

In questi frangenti il TCS interviene in maniera poco invasiva, un difetto forse per i neofiti ma un grande pregio per i piloti più esperti, che possono destreggiarsi in queste situazioni in totale sicurezza ma con tanto divertimento in più rispetto a quanto avviene con controlli di trazione più incisivi. Disinserendolo completamente è meglio iniziare con la mappatura B che imprima al motore un comportamento più dolce.

Ottima la frenata con un anteriore discretamente modulabile e un posteriore ancora migliora come comportamento e sensibilità. Anche in questo caso l’intervento dell’ABS non è molto invasivo, si attiva solo quando serve e soprattutto sui fondi sconnessi evita i fastidiosi saltellamenti non appena si sfiorano leva o pedale. Insomma si questa Tracer l'elettronica c'è ma non dà mai fastidio.

I difetti si trovano a voler essere pignoli: gli specchietti retrovisori potrebbero offrire una visuale più ampia e manca un “gadget” fino a pochi anni fa considerato automobilistico ma oggi presente su molte moto: il ritorno automatico degli indicatori di direzione. Non ci siamo trovati benissimo neppure con gli pneumatici di primo equipaggiamento Dunlop Sportmax D214, troppo sensibili alle escursioni termiche che abbiamo trovato, da 1 a 23 gradi. Sarebbe interessante provare nuovamente la Tracer con i Bridgestone Battlax S20 proposti da Yamaha in alternativa o eventualmente con i Pirelli Scorpion Trail.

Solo per i più sportivi poi, le sospensioni potrebbero risultare un po’ troppo morbide, ma si tratta comunque di un ottimo compromesso per l’uso a cui è destinata la Tracer. Più evidente la mancanza del pomello di regolazione del precarico.

A meno di 10.000 euro su strada Yamaha offre un prodotto crossover che senza puntare troppo sulla tecnologia, offre invece una moto divertente e sfruttabile, in città, nei lunghi viaggi e nelle brevi trasferte domenicali. Disponibile da marzo 2015.

Pregi e difetti


Derivata dalla MT-09 la Tracer unisce il divertimento della sua progenitrice con doti di versatilità

Piace

Prestazioni
Carattere motore
Comfort
Consumi
Elettronica poco invasiva

Non piace
Pneumatici primo equipaggiamento
Mancanza ritorno automatico indicatori di direzione
Regolazione specchietti retrovisori
Sospensioni un po’ morbide per uso sportivo

Scheda tecnica


Derivata dalla MT-09 la Tracer unisce il divertimento della sua progenitrice con doti di versatilità

MOTORE

Tipo: 3 cilindri in linea, raffreddato a liquido, 4 tempi, 4 valvole, DOHC
Cilindrata: 847 cc
Alesaggio x corsa: 78,0 x 59,1 mm
Rapporto di compressione: 11,5:1
Potenza massima: 84,6 kW (115CV) @ 10.000 giri/minuto
Coppia massima: 87,5 Nm (8,9 kg-m) @ 8.500 giri/minuto
Lubrificazione: forzata, bagno d'olio
Alimentazione: Iniezione elettronica
Accensione: TCI
Avviamento: elettrico
Consumi: 19 km/l su percorso misto

TRASMISSIONE
Primaria: a ingranaggi
Rapporto di trasmissione primaria: 79/47 (1,681)
Finale: a catena
Rapporto di trasmissione finale: 45/16 (2,813)
Frizione: multidisco in bagno d’olio
Cambio: a 6 rapporti

CICLISTICA
Telaio: a diamante, doppia trave in alluminio
Sospensione anteriore: forcella telescopica USD da 41 mm, regolabile nel precarico e in estensione
Escursione ruota anteriore: 137 mm
Sospensione posteriore: forcellone oscillante con monoammortizzatore regolabile nel precarico e in estensione
Escursione ruota posteriore: 130 mm
Inclinazione cannotto sterzo: 24°
Avancorsa: 100 mm
Cerchi: in lega d’alluminio a 10 razze da 17x3.5” e 17x5.5”
Freni: anteriore doppio disco idraulico, Ø 298 mm con pinze radiali a 4 pistoncini; posteriore disco idraulico Ø 245 mm con pinza a 2 pistoncini, ABS
Pneumatico anteriore: 120/70 ZR17M/C (58W)
Pneumatico posteriore: 180/55 ZR17M/C (73W)

DIMENSIONI
Lunghezza: 2.160 mm
Larghezza: 950 mm
Altezza: 1.345/1.375 mm
Altezza sella: 845/860 mm
Interasse: 1.440 mm
Altezza minima da terra: 135 mm
Peso in ordine di marcia: 210 kg
Capacità serbatoio carburante: 18 litri
Capacità serbatoio lubrificante: 3,4 litri

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