Silverstone, Checa (Ducati): doppietta da … mondiale. Melandri e Biaggi da … baionetta. Macho piega il “corsaro”

Nono round iridato con i fuochi d’artificio: motociclismo reale, certamente da ricordare. Innanzi tutto per lo spettacolo, specie in gara due, che esalta la Sbk sul piano agonistico (giri infuocati e di alta scuola) e sul piano tecnico (come dimostrano i tempi sul giro e il passo gara). Poi per il valore dei piloti di


Nono round iridato con i fuochi d’artificio: motociclismo reale, certamente da ricordare. Innanzi tutto per lo spettacolo, specie in gara due, che esalta la Sbk sul piano agonistico (giri infuocati e di alta scuola) e sul piano tecnico (come dimostrano i tempi sul giro e il passo gara).

Poi per il valore dei piloti di testa, che solo una scellerata e autolesionista campagna mediatica non riconosce e sminuisce. Quindi per la straordinaria doppietta di Carlos Checa, che ipoteca il titolo e regala alla Ducati la … 301esima vittoria in Sbk. Infine per le notevoli prestazioni dei piloti italiani, Melandri e Biaggi su tutti (ma anche Fabrizio e Badovini), con il ravennate che oggi esce vincente sul romano.

Genesio Bevilacqua, cui vanno anche i complimenti di Motoblog.it., afferma a fine gara: “Abbiamo il pilota più forte di tutti”. Sicuramente Checa è in gran forma, fin qui il pilota più redditizio, meritevole di vincere il titolo mondiale. Ma il promoter del Team Althea non convince quando dice: “Abbiamo la moto meno potente di tutte”.

La Ducati, ufficiale a tutti gli effetti e gestita da un grande Team, ha dimostrato di sapersi ben difendere sui (pochi) tracciati non favorevoli al bicilindrico e di trasformare i tracciati potenzialmente sfavorevoli come quello di Silverstone in terreno di “facile” conquista. Ciò esalta la bontà del progetto Ducati. Pilota, moto, gomme, team fanno il risultato: e il trionfo di Checa e della Ducati a Silverstone dimostrano senza equivoci chi è oggi il più forte. Tanto di cappello.

Tornando ai “nostri”, onore a Biaggi e a Melandri. Entrambi non si sono risparmiati, usando fioretto, sciabola e baionetta, ma nella assoluta correttezza. Ma va ribadito con altrettanta franchezza, senza nulla togliere alla classe e alla determinazione del “corsaro” (fra l’altro frenato in gara uno dalla rottura della leva del frena anteriore e dai guai della frizione) che l’italiano della Yamaha è stato più forte.

Mancano ancora quattro appuntamenti iridati: fra Melandri e Biaggi la battaglia continua. Quindi continua lo show. Ma sarà quasi certamente la lotta per il secondo posto.

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