Triumph Bonneville SE by Maccomotors

Nell’officina spagnola Maccomotors si spazia da moto come la Kawasaki Z1100 ST del 1982, la prima moto da loro realizzata e trasformata prima nella Big Z e poi nella sua versione Racer, passando per una Montesa Enduro 75L del 1976, la seconda opera denominata “Monty”, per arrivare a questa Bonneville, il progetto N° 3, a cui sono seguite la citata Big Z Racer e la Macco N° 5: una Yamaha XS650. Basi semplici e piuttosto vecchiotte sembra quindi essere il loro leitmotiv, a cui fa eccezione appunto questa Modern Classic Triumph Bonneville SE, di proprietà di Juan Manuel, uno che di moto customizzate non voleva sentir parlare prima di conoscere José e Tito di Maccomotors, giovane officina con sede in Andalucia, tra Malaga e Cadice.

Una Triumph Bonneville SE realizzata dall�officina spagnola Maccomotors

Ammaliato dalla Macco N° 1 Big Z contatta di due per alcune modifiche non troppo radicali, volendo mantenere il look da moto di serie con alcuni tocchi rétro, partendo solo dall’idea di sostituire le ruote in lega con quelle a raggi e lasciare il resto all’inventiva dei due. La filosofia di Maccomotors è che quando ci si mette a fare modifiche a una moto, queste devono essere esteticamente indovinate ma anche funzionali all’uso. Può sembrare banale e ovvio ma vedendo certi lavori in giro, non sempre questo binomio viene rispettato.

Prima di mettersi all’opera sulla moto di un cliente tanto restio prima di quel momento alle modifiche, è d’obbligo presentare un progetto su carta, cosa che fanno tra l’altro con tutti i clienti. Il progetto viene approvato ma con una modifica rispetto al disegno originario: Juan vuole che la sua Bonnie mantenga la sella originale, e non solo quella più corta disegnata, per poter continuare a portare a spasso sua moglie.

La cosa sembra più complicata del previsto fino a che non viene in mente ai due customizzatori iberici di montare due telaietti alternativamente, che consentano di sostituire le selle con facilità. La parte posteriore viene modificata in modo da poter accogliere il telaietto reggisella e la relativa seduta originali e quello artigianale per la sella singola “da sparo”.

Una Triumph Bonneville SE realizzata dall�officina spagnola Maccomotors
Una Triumph Bonneville SE realizzata dall�officina spagnola Maccomotors
Una Triumph Bonneville SE realizzata dall�officina spagnola Maccomotors
Una Triumph Bonneville SE realizzata dall�officina spagnola Maccomotors
Una Triumph Bonneville SE realizzata dall�officina spagnola Maccomotors
Una Triumph Bonneville SE realizzata dall�officina spagnola Maccomotors
Una Triumph Bonneville SE realizzata dall�officina spagnola Maccomotors
Una Triumph Bonneville SE realizzata dall�officina spagnola Maccomotors

Il lavoro è semplice quanto ingegnoso e la Bonneville di Juan diventa è la prima in versione “convertible”. Sulla Dusty Pearl, questo il nome che ormai hanno dato alla loro creazione, vengono anche utilizzati dei fianchetti laterali artigianali che lasciano a vista la pompa freno posteriore.

I lavori quindi procedono, con l’adozione anche di un manubrio Rizoma da 22 mm, completato con leve corte in alluminio lucidato, manopole Tomaselli e specchietto con attacco “bar end”, strumentazione ridotta al solo tachimetro, serbatoio olio freni Rizoma, faro Bates da 5¾" headlight, fanalino posteriore “mongrel”, parafanghi e relativi supporti artigianali by Maccomotors, i tanto desiderati cerchi a raggi da 18 e 17 pollici con pneumatici rispettivamente da 110 e 140 mm, pedane racing, sospensioni progressive con una coppia di ammortizzatori Bitubo WME dietro e una forcella Wilbers davanti.

La sella artigianale è intercambiabile con quelle di serie, come voluto da Juan, mentre l’opera è completata da una verniciatura bicolore nero/argento, con il serbatoio che reca lo stesso logo che si trova sulla Street Triple. Infine lo scarico viene sostituito con un Supertrapp dopo aver fasciato i collettori. La Dusty Pearl alla fine è un’opera tutto sommato non difficile da realizzare e soprattutto le modifiche sono tutte reversibili.

foto | Foto Sergio Ibarra, studio Semimate

Una Triumph Bonneville SE realizzata dall�officina spagnola Maccomotors
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Una Triumph Bonneville SE realizzata dall�officina spagnola Maccomotors
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