Confederate Satan's Whiff 66 by Oberdan Bezzi

Confederate Satan's Whiff 66 by Oberdan Bezzi

Oberdan non risparmia nessuno. L'ultimo suo lavoro non sappiamo se definirlo un'altro ottimo spunto o un sacrilegio, essendo fatto su una base tanto elitaria ed esclusiva da non ammettere divagazioni sul tema, essendo essa già abbastanza osata nelle forme e nella sostanza.

Parliamo di Confederate, e della sua P120 Fighter Combat, ripresa da Obiboi e reinterpretata in chiave vintage racing, per un risultato dai toni retrofuturistici e un'impostazion ciclistica e d estetica più classica della originale creazione. Vediamo comparire un accenno di codino e un simil serbatoio, assieme ad un'unghia aerodinamica in plexiglass proprio sopra la particolare forcella a parallelogramma, rimasta invariata come il forcellone posteriore.

Il nome, Satan's Whiff 66, significa il "soffio di satana" e c'entra davvero poco con la storia recente del marchio americano, che per i nomi delle sue moto si ispira di solito all'aviazione militare. Il numero 66, identifica le ipotetiche unità prodotte, con richiamo sulle tabelle numeriche ricavate nei pochi centimetri di superficie libera.

Il risultato finale? non ci sentiamo di promuoverlo, nè come riuscita estetica nè come concetto. Il lavoro di Oberdan, seppure molto accurato e di sicuro interessante, aggiunge elementi che stonano, togliendo il fascino tipico delle Confederate, che sta tutto nell'essenzialità delle forme scheletriche e semplici.

La seduta raccordata al servatoio a goccia, copre la caratteristica più bella della Fighter Combat, ovvero il suo massiccio e monolitico telaio monotrave, che nella versione rielaborata perde la continuità estetica con i due elementi tondi. Noi abbiamo detto la nostra, voi cosa ne pensate?

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