Sicurezza stradale: da un progetto del Politecnico di Milano, buche colorate per renderle più evidenti.


Sicurezza sulle strade: un tema mai sempre all'ordine del giorno e sempre più sotto gli occhi degli utenti della strada, grazie anche all'ampliarsi dei canali di comunicazione e la sempre maggiore sensibilità delle persone verso certi temi "caldi". Se la sicurezza su 4 ruote è da sempre regolamentata e considerata al 100%, i motociclisti e gli scooteristi sono spesso vittime della poca attenzione che le istituzioni gli rivolgono.

Dal Politecnico di Milano arriva l'idea di un gruppo di studenti, atta a cercare di limitare le cadute dei motociclisti a causa del fondo stradale dissestato. Il progetto si chiama "The street that lives", ovvero La strada che vive e prende in considerazione un metodo semplice ma dal sicuro impatto estetico e funzionale: "L’ispirazione ci è venuta paragonando l’architettura a livelli dell’asfalto alla pelle umana. Se l’epidermide si rompe la ferita sanguina", spiega Domenico Diego, ideatore dell’iniziativa insieme a Cristina Corradini, Dario De Meo e Alessio De Nicolo Volpe.

"L’idea è quella di inserire, prima della stesura del tappetino finale, uno strato di asfalto giallo. Così quando la superficie a contatto con le ruote si rompe, il colore sottostante viene allo scoperto e, grazie all’elevato contrasto cromatico, la buca è visibile da grande distanza".

Che dire, l'idea è interessante, e in fase di test nei pressi di Rho. Chissà se verrà presa in considerazione per un'applicazione futura, sempre che le istituzioni capiscano veramente quale sia l'importanza di avere un manto stradale sempre in ordine, o per lo meno prevedibile.

via | Repubblica e Twowheelsblog

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