
Non solo titolo piloti, ma anche il Costruttori è entrato in casa Honda durante il magnifico weekend australiano. Per il 2011 hanno lavorato sodo mettendo su la squadra più forte del campionato, con ben 4 moto ufficiali in griglia, tre delle quali marchiate HRC Repsol. Non poteva andare diversamente con uno Stoner così competitivo e seconde guide di qualità come Pedrosa, Dovizioso e Simoncelli. Se quest’ultimo non avesse commesso troppi errori e Pedrosa non si fosse infortunato, il titolo riservato alle marche sarebbe arrivato già da tempo.
Il Titolo Costruttori per il Campionato del Mondo MotoGP 2011 è per Honda il 18esimo nella classe regina: di cui cinque conquistati in MotoGP e tredici in 500cc. A questi si aggiungono sei titoli nella classe 350cc, diciannove in 250cc, quindici in 125cc e due nella categoria 50cc. In tutto sono 60 titoli, il primo fu conseguito nel 1961, esattamente 50 anni fa, sul circuito del Montjuich con Tom Phillis alla guida di una 125. Con il nono successo stagionale, Stoner porta a 646 le vittorie conquistate da Honda.
Tetsuo Suzuki, presidente HRC: “E’ con grande onore che sono qui oggi nel giorno del 60esimo Titolo Costruttori della Honda. Abbiamo una lunga e gloriosa storia da quando Soichiro Honda dichiarò per la prima volta l’intenzione di partecipare alle competizioni motoristiche nel 1954, lavorando con serietà e impegno per sviluppare e produrre le moto più innovative.
Continua a leggere: MotoGP: Honda conquista anche il titolo costruttori in Australia

Per la prima volta nella storia, Honda Racing Corporation schiererà otto piloti nella classe MotoGP 4 tempi in occasione della prova al Twin Ring Motegi, in programma domenica 2 ottobre: oltre ai piloti Honda che partecipano regolarmente al Campionato del Mondo 2011, ci saranno anche i due collaudatori HRC.
Shinichi Ito correrà come wild card con un Team HRC, mentre Kosuke Akiyoshi sarà a fianco di Toni Elias nel Team LCR. Con la loro partecipazione al round del GP del Giappone, HRC spera di infondere coraggio e portare supporto alle aree del Giappone orientale, maggiormente colpite dal terremoto.

Su Marco Simoncelli se ne sono dette tante, forse anche troppe, ma alla fine sembra che tutto l’astio nei suoi confronti dimostrato inizialmente da HRC e dai piloti spagnoli, si riassuma in un nuovo contratto ufficiale per il capellone, sempre con moto gestita da Fausto Gresini. Carlo Pernat, suo manager, conferma quanto sopra, dando per conclusa la trattativa con i vertici giapponesi:
“La situazione di Marco è ormai definita: con Nakamoto abbiamo parlato domenica sera, siamo a posto su una grandissima parte degli aspetti, specie quelli economici. Mancano solo alcuni dettagli, ma all’85, 90% Marco correrà ancora una stagione del Team Gresini con assistenza ufficiale Hrc: contratto annuale, secco, senza alcuna opzione”.
Come sempre il buon Carlo è schietto e preciso nelle sue dichiarazioni, e anche lui ha fatto un’ottimo lavoro di mediazione per poter tenere il pilota più incostante del paddock, ma dalle grandi potenzialità che nemmeno Honda vuole lasciarsi sfuggire. Lo scopo della casa giapponese, dopotutto, è quello di vincere il più possibile e di portarsi dietro i migliori piloti della categoria.
Ma Pernat ha qualcosa da dire pure su Valentino Rossi e sui problemi con la Ducati: “Questa moto attualmente non funziona, qualunque modifica si apporti. Valentino non ha avuto il feeling con questa moto e quindi ha avuto problemi. Il telaio Deltabox è necessario. La Ducati è la prima volta nella sua storia che si trova costretta a ricredersi, cambiando così tanto. Domenica ho visto ottimismo nel duo Rossi-Ducati, ma non è comprensibile se si vede Rossi giungere settimo al traguardo con 23 secondi di ritardo dal vincitore. Valentino se ha la moto giusta se la batte ancora con tutti per vincere, è un animale in gabbia, e quando potrà uscire se li mangerà tutti di nuovo”.
via | Yahoo.sport

Shuhei Nakamoto è il vice presidente di HRC, e non può che dirsi soddisfatto dell’andamento della stagione MotoGP in corso da parte del team Repsol Honda, che sta svolgendo la sua più bella stagione fin dai tempi di Mick Doohan. Dopo anni di sforzi e tentativi, finalmente la moto è arrivata ad un livello di competitività superiore rispetto agli avversari, e con piloti di prim’ordine sta comandando il mondiale.
Il prossimo anno, però, cambieranno molte cose, con il cambio di regolamento che porterò la massima cilindrata a 1000cc. Per lo sviluppo della nuova moto, HRC si sta avvalendo del supporto in ricerca e sviluppo da parte del main sponsor Repsol, la grande compagnia petrolifera spagnola, poichè lo scoglio più grande il prossimo anno è proprio la lotta contro l’eccessivo consumo di carburante.
Sia chiaro, nella MotoGP i consumi sono direttamente proporzionali all’aumento di cilindrata. Dimenticatevi quelle belle turistiche stradali dalla cilindrata over 1000 che consumano come una 600, qui si parla di motori che girano a 18.000 giri, con corsa molto corta e rapporti di compressione altissimi. Con il passaggio da 800 a 1000 però non verrà aumentata la capienza massima dei serbatoi, che da regolamento dovrà rimanere di 21 litri. Come far rendere al meglio una moto che consuma di più con lo stesso quantitativo di carburante?
Aggiornamento: La HRC (Honda Racing Corporation) ha confermato che Dani Pedrosa non prenderà parte al TT Assen. Il pilota spagnolo sarà sostituito da Hiroshi Aoyama del San Carlo Honda Gresini Team. Il collaudatore HRC Kousuke Akiyoshi salirà in sella alla RC212V di Aoyama e correrà a fianco di Marco Simoncelli nel San Carlo Honda Gresini Team.
Il weekend semitragico di Silverstone ha ammazzato lo spettacolo con una gara noiosa e troppo bagnata. Casey Stoner e Andrea Dovizioso sono i piloti che possono lamentarsi di meno, visto il risultato che ha messo Casey sul gradino più alto del podio e il suo compagno sulla piazza d’onore. Con il risultato inglese il Canguro Mannaro totalizza 4 vittorie su 6 gare disputate.
Andrea Dovizioso sembra in uno stato di forma invidiabile, ma ancora gli manca quel guizzo che lo possa portare a vincere qualche gara. Dani Pedrosa salterà il terzo GP di fila, ma questa volta a sostituirlo ci sarà Hiroshi Aoyama, in prestito dal team Gresini. L’università del motociclismo porterà la laurea in casa Repsol HRC?
Il missile australiano non può essere più tranquillo: “Silverstone è stato un week end molto impegnativo ed una gara difficilissima. È stato fantastico centrare la terza vittoria consecutiva e balzare in testa del Campionato. Non vedo l’ora di correre ad Assen, è una pista interessante, la prima parte è un po’ lenta e non mi dice molto, mentre la seconda è davvero divertente. Credo che la RC212V si esprimerà bene anche su questa pista, come è stato in tutti gli altri circuiti questa stagione. Lavoreremo per trovare il giusto set up, e continueremo a fare tutto il nostro meglio in ogni gara. Mi dispiace molto per Dani, ha dovuto subire una nuova operazione, non merita tanta sfortuna e spero che si rimetta presto”.
Questo pomeriggio il pilota Repsol Honda Dani Pedrosa si è sottoposto ad un nuovo intervento chirurgico alla clavicola destra lesionata nell’incidente del GP di Francia. L’operazione è stata effettuata presso l’USP Institut Universitari Dexeus dal Dr. Xavier Mir, Primario della Unità delle patologie alla mano del Dexeus USP e dal Dr. Cesar Garcia Madrid, specialista vascolare dell’ Istituto Sala Planell del Teknon Medical Center.
L’intervento ha avuto lo scopo di fissare, mediante un’osteosintesi a compressione, un piccolo frammento di osso che si era staccato durante il processo di riabilitazione. Questa tecnica permette un consolidamento più rapido dell’osso, riducendo il tempo di riposo post operatorio.
Al termine dell’operazione il Dr. Javier Mir ha affermato: “Crediamo che l’operazione abbia permesso di fissare in modo molto stabile il frammento di osso intermedio della clavicola. Tra 48 ore pensiamo che il paziente potrà iniziare la riabilitazione”. Nei prossimi giorni, Dani Pedrosa valuterà insieme all’equipe medica la sua partecipazione al Gran Premio di Olanda la prossima settimana.
Il weekend della MotoGP a Barcellona è cornice per la presentazione ufficiale della NSF250R, la moto che Honda farà debuttare dal prossimo campionato nella nuova categoria Moto3, sostituta della 125 ma sempre fucina per i nuovi campioni e terreno aperto alla partecipazione di più case motociclistiche. Honda parte in prima fila per spezzare il dominio che da anni vede Aprilia in testa alla categoria, e lo fa con una moto tutta nuova, ma solo nel cuore.
Rispetto ai prototipi visti negli scorsi mesi, la NSF continua a mantenere la carena della RS125R del 2004, così come il telaio sembra uguale, mentre il forcellone è l’unico elemento inedito distinguibile ad occhio nudo. Non una novità al 100% quindi, ma moto di sicuro interesse se si rivelerà competitiva. All’unveiling erano presenti Shuhei Nakamoto, Vice Presidente Esecutivo HRC, Yoshiyuki Kurayoshi, capo progetto NSF che commenta:
“Il concetto della NSF250R rappresenta per Honda un importante passo in avanti nella creazione del nuovo standard delle corse motoristiche. È una moto leggera, compatta, con una potenza elevata, studiata per rilanciare la popolarità delle corse di velocità. La NSF250R pesa 84 chili, ha una potenza massima di 35,5 Kw a 13.000 giri ed un serbatoio con una capacità di 11 litri”.
HRC venderà la NSF250R completa, il motore e le parti di ricambio in Europa e nei restanti paesi attraverso le filiali Honda e GEO Technology, in qualità di Partner ufficiale. Alex Crivillé, ex Campione del Mondo con la NSR500 Honda, farà alcuni giri in pista qui a Barcellona in sella alla NSF250R oggi alle 18.30 e domenica alle 13.15 prima della partenza della gara MotoGP.
La HRC (Honda Racing Corporation) ha comunicato oggi che presenterà la nuova Moto3 in Catalogna. La nuova NSF250R 4 tempi che parteciperà al Campionato del Mondo Moto3 2012 verrà quindi presentata il prossimo 2 giugno presso il circuito di Catalogna e sarà la moto ufficiale. E’ in programma anche il giro dimostrativo della NSF250R, guidata da Alex Crivillé, venerdì 3 giugno alle ore 17 e domenica 5 dopo il warm-up.
La NSF250R - una moto dalle alte prestazioni, leggera e compatta - eredita dalla RS125R importanti elementi che consentiranno ai giovani piloti di crescere agonisticamente alla guida di una moto competitiva, che darà loro le basi necessarie per il passaggio alle classi superiori, ottimo trampolino di lancio per formare futuri campioni della MotoGP. Dal 1976, anno di nascita della prima versione di questa moto, la MT125R, al 2009, anno di fine commercializzazione dell’ultima RS125R, la Honda ha prodotto in totale 15.000 moto da corsa della ottavo di litro.
In questi 34 anni, ha contribuito alla promozione dello sport motociclistico in Giappone e nel mondo, grazie ad una moto sem plice e competitiva, che ha formato intere generazioni di piloti. In questi anni, Honda ha conquistato 29 titoli della classe 125 nel campionato All Japan, centrando 130 vittorie nel Mondiale GP, 11 titoli costruttori e 9 piloti con la RS125R. Anche Dani Pedrosa e Andrea Dovizioso, attuali piloti Honda HRC in MotoGP si sono laureati Campioni del Mondo proprio in sella alla Honda RS125R, maturando una preziosa esperienza che ha permesso loro di diventare protagonisti nelle classi superiori.
Weekend alle porte, e squadra HRC più gasata che mai. Il round francese della MotoGP potrebbe significare molto per il marchio giapponese, poichè Dani Pedrosa (vincitore della scorsa gara all’Estoril) si trova ad appena 4 punti dietro Jorge Lorenzo. Un risultato simile a quello della settimana scorsa potrebbe significare il sorpasso in cima alla classifica piloti. Uno scavalcamento che varrebbe doppio se consideriamo le condizioni fisice non eccellenti del piccolo spagnolo e la minaccia interna di nome Casey Stoner (del quale abbiamo già riportato le dichiarazioni qui)
Come Valentino Rossi, anche Dani ha tre vittorie all’attivo su questo tracciato: 2003 (125), 2004 e 2005 (250), manca la classe regina: “E’ stata la prima settimana dopo un lungo periodo in cui sono stato tranquillo e fiducioso, soprattutto dopo la bella gara disputata in Portogallo. Dopo l’operazione, è stato un grande sollievo sentirsi bene sulla moto e questo mi fa vedere le cose in modo diverso. Dopo la corsa e il test del lunedì ero molto stanco e dolorante. Ho trascorso tre giorni in completo riposo per rilassare i muscoli, prima di riprendere la fisioterapia e un leggero allenamento con il trainer.
Sono contento di tonare in moto. Le Mans sarà, come sempre, un weekend impegnativo e difficile. Ho fatto sempre bene su questa pista, ho un buon feeling, ma non ho ancora vinto in MotoGP, cosa che mi piacerebbe molto. Simile a Estoril, il Bugatti è un tracciato “stop and go” dove in passato la Yamaha è sempre stata forte. Dobbiamo sfruttare al meglio le sessioni di prove per preparare bene la moto e trovare una buona stabilità, trazione e accelerazione. Non solo, bisogna esser pronti a qualsiasi condizione di pista data l’incertezza del meteo. Sarà importante mantenere la concentrazione, la gara sarà lunga ed è fondamentale non commettere errori”.

La tragedia che ha colpito il Giappone qualche settimana fa si sta pian piano ripercuotendo sull’economia delle aziende con sede nel Sol Levante, e in tutte le attività ad esse correlate; la MotoGP non è da meno. Inizialmente si è subito pensato tenere in piedi la produzione ma a distanza di qualche tempo i reparti sportivi potrebbero accusare maggiormente le perdite dovute alle ultime vicende.
“Sono stati consegnati i pezzi necessari per le prime due gare in Qatar e Jerez. Se la situazione in Giappone non cambia, saremo costretti a rivedere i nostri programmi”. Lascia tutti nel dubbio la dichiarazione di Shuhei Nakamoto, che sembra non avere la certezza della disponibilità di fondi per continuare l’oneroso progetto Repsol Honda. Ricordiamo che quest’anno il team è stato organizzato senza badare a spese, con ben 3 moto in pista e tra i più forti piloti sulla piazza.
In Yamaha le cose vanno leggermente meglio: “Nel nostro reparto corse in Giappone l’attività è quasi normale. In questo momento non ci aspettiamo che l’attività in MotoGP venga in qualche modo colpita dalla situazione”, rassicura William Favero, PR di Yamaha Racing. La Yamaha, come la Suzuki, riceve la maggior parte del suo materiale Racing dall’Europa, mentre Honda è totalmente made in Japan.
Un’altro grande e indispensabile nome giapponese del mondiale, Bridgestone, ha dichiarato che la fornitura è assicurata per le prossime 6 gare, cosa succederà dopo è un mistero: “Ciò di cui abbiamo bisogno per le prime sei gare dell’anno è stato consegnato o è in viaggio via nave”. La produzione delle mescole da gara avviene a Tokyo: “Per questi pneumatici speciali usiamo mescole lavorate con macchine che abbiamo solo nella capitale”, sottolinea Thomas Scholz, che cura la logistica e la fornitura delle gomme.