Dovizioso: "Rossi ha fatto bene a rivoluzionare la Ducati"

Il forlivese si prepara ad una nuova stagione in MotoGP con il team italiano dopo un primo anno al di sotto delle attese.

Andrea Dovizioso - MotoGP Team Ducati 2013

Quando, a fine 2012, Andrea Dovizioso firmò il contratto biennale per legarsi al Ducati Team MotoGP, il forlivese sapeva bene che il divario della Desmosedici dai protitipi giapponesi era piuttosto consistente, ma la speranza era quella di iniziare un processo di risalita che consentisse alle moto di Borgo Panigale di 'avvicinare' Honda e Yamaha. Dopo i deludenti 2 anni con Valentino Rossi e l'addio di quest'ultimo per tornare con la mai dimenticata YZR-M1, nella scuderia italiana si respirava aria di grande rinnovamento, con una nuova proprietà (Audi), un nuovo organigramma ed un nuovo responsabile del reparto Corse (Bernhard Gobmeier al posto di Filippo Preziosi), ma le cose non sono poi andate come auspicato.

Il 2013 è stato probabilmente l'anno peggiore per Ducati in MotoGP sin dal debutto della casa bolognese nella serie nel 2003. Per la prima volta infatti, il team italiano ha chiuso la stagione con zero podi al suo attivo, con il 'Dovi' autore del miglior piazzamento stagionale del team con il 4° posto di Le Mans (al round 4) ed il compagno di squadra Nicky Hayden autore di un 5° posto nella stessa gara. Se nella prima parte della stagione 2013 i due alfieri Ducati erano riusciti ad inserirsi occasionalmente nella lotta per le prime posizioni, la seconda metà dell'anno è stata ben più malinconica, con le due GP13 costantemente ai margini della Top 10 e spesso impegnate in un duello solitario e fratricida per le posizioni di rincalzo.

In vista della stagione 2014, alla luce di risultati così deludenti, in casa Ducati si è registrata l'ennesima rivoluzione. Via Gobmeier (rispedito in Volkswagen), il posto di numero 1 di Ducati Corse è stato affidato a Gigi Dall'Igna, l'uomo responsabile dei successi dell'Aprilia RSV4, mentre Nicky Hayden è stato lasciato partire per far spazio al britannico Cal Crutchlow, che aveva già fatto coppia con Dovizioso nel 2012 in Yamaha Tech 3. L'obiettivo per il 2014 rimane lo stesso dello scorso anno, ossia ricucire il gap dai bolidi del Sol Levante, ma il 'Dovi' sa bene che l'impresa non sarà facile perchè il divario è notevole e Dall'Igna - per quanto abile - non dispone della 'bacchetta magica' per trasformare la scorbutica Desmosedici in un bolide di razza nel giro di qualche mese.

Come riportato nell'intervista pubblicata oggi su 'La Gazzetta dello Sport', per Dovizioso la nuova stagione sarà probabilmente un anno di transizione, in cui si preparerà il terreno per più grandi e significativi cambiamenti nel 2015 e durante il quale Dall'Igna potrà fare le sue valutazioni sulla strada da seguire per il futuro. L'esperienza maturata finora in Ducati ha però spinto Dovizioso a rivalutare il lavoro fatto da Valentino Rossi in Ducati.

Interrogato sui risultati diametralmente opposti ottenuti da Stoner e Rossi in Ducati, Dovizioso ha per così dire 'rivalutato' il lavoro del pesarese:

"La moto di Stoner non l'ho mai guidata e sarebbe un paragone ignorante da fare, però da fuori non trasmetteva 'feeling'. Rossi ha fatto benissimo a rivoluzionarla, solo che si è andati nella direzione sbagliata."

Per quanto riguarda la prossima stagione, il 'Dovi' non esclude un ritorno in auge del Dottore:

"Non so quanto potrà avvicinarsi ai primi. Visto da fuori, però, lui è andato molto forte [nel 2013], solo che il livello è iper-alto. [...] Marquez potrà migliorare ancora. Da fuori trasmette la sensazione di uno che si butta, che rischia e basta, ma per me è molto maturo. e migliorerà nella gestione della gara."

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