Logo Blogo

Test: in pista con Yamaha R125 e R125 Cup 2010

Pubblicato: 08 mar 2010 da Michele Lallai

Test R125 e R125 Cup

Mentre ci avvicinavamo al circuito di Adria, il termometro indicava un terrificante -2° e una fitta nebbia avvolgeva le campagne del rovigino: questo weekend non pareva il più adatto per un test in pista, ma nel giro di poche ore un il sole ha alzato la nebbia e ha consentito l’ingresso sul tracciato, ormai asciutto, delle piccole sportive Yamaha R125 in configurazione standard e Cup.

Il primo approccio, dopo il doveroso Briefing, è di titubante curiosità: il sottoscritto non è un peso piuma come i giovanissimi partecipanti alla R125 Cup (dai 14 ai 18 anni per la categoria Rookies e da 14 in sù per la Open), ma la sella accoglie bene anche coloro che superano abbondantemente l’1.70, garantendo una posizione rannicchiata ma mai troppo costrittiva, simile alle più recenti 600 supersportive.

Partire con il piede giusto, ovvero senza sentirsi Giuliano Ferrara su una minimoto, ha consentito di avvicinarci subito alla piccola monocilindrica di serie come ad una moto vera, cosa che in effetti è. Lo stretto telaio a doppio trave stringe il monocilindrico 4 tempi da 125cc e 15cv della versione standard, che nel giro di lancio si rivela particolarmente intuitiva e stabile, tanto che nel giro seguente siamo già in grado di ottenere le prime sensazioni:

Test R125 e R125 CupTest R125 e R125 CupTest R125 e R125 CupTest R125 e R125 Cup

il motore di serie, ovviamente, nell’utilizzo in pista è spremuto al massimo; siamo lontani dalle folli performances delle care vecchie 125 a due tempi e spesso e volentieri il limitatore si fa sentire in uscita di curva (benchè si trovi a 10.000 g/min). Le vibrazioni assenti e dei mezzi manubri posizionati non troppo in basso ci lasciano intuire che la guida su strada, in città, può essere affrontata con scioltezza.

La moto è leggerissima e la ciclistica è dimensionata ad un 125 di questa categoria: troviamo una forcella tradizionale anteriore ed uno stretto telaio sul quale si appende il bel forcellone, sorretto dal monoammortizzatore posteriore. Interasse ridotto e gomme di sezione limitata sono la carta che Yamaha gioca per avere un mezzo estremamente reattivo ma ben equilibrato e con le proporzioni ciclistiche di una moto più grande. La triangolazione sella/pedane/manubrio consente la guida spinta e se la si governa in modo morbido, accompagnandola con movimenti progressivi e puliti, il divertimento è assicurato.

Scesi dalla versione Standard, saliamo sulla versione Cup, in configurazione Rookies, e si comincia ragionare in quanto a verve motoristica. Se bene o male le caratteristiche ciclistiche rimangano le stesse (nella versione open abbiamo in più le pedane arretrate e il mono completamente regolabile) il motore riceve il 50% in più di potenza, dato dal guppo termico 180cc, filtro, centralina e scarico + kit trasmissione finale. I cavalli salgono fino a quota 22-23 (26-27 per la Open, con lavorazione teste e lucidatura condotti) e il limitatore si sposta di oltre 1000 giri verso l’alto.

Test R125 e R125 CupTest R125 e R125 CupTest R125 e R125 CupTest R125 e R125 Cup

Con questa, il divertimento fra i cordoli di Adria è decisamente maggiore: guidata pulita, come la precedente versione di serie, godiamo nell’affrontare i tornanti con maggior grinta e vediamo la zona rossa del contagiri allontanarsi dal nostro polso destro. La spinta in uscita di curva è più consistente e finalmente le traiettorie si definiscono maggiormente.

Il reparto frenante, non subisce variazioni da quello di serie: un grosso disco anteriore stretto da una pinza Brembo Serie Oro è quanto di più adatto ci possa essere per un peso piuma così e le staccate con il posteriore che si alleggerisce, come su una qualsiasi supersportiva di cilindrata maggiore, ci fa apprezzare l’equilibrio globale della ciclistica, che è probabilmente la caratteristica più interessante di entrambe le versioni. I Pneumatici Pirelli Diablo Supercorsa ci hanno consentito pieghe e velocità di percorrenza degne di nota, tanto che un inaspettato confronto con un T-Max 500 da trofeo ha evidenziato questa caratteristica a centro curva, dove eravamo decisamente più veloci!

In conclusione, e ragionando in termini di R125 Cup, la piccola supersportiva può davvero considerarsi un ottimo punto di partenza per le competizioni, e il campionato che le porta in pista è una reale fucina di giovani campioni che si affacciano per la prima volta al mondo delle corse. Le ciclistiche sovradimensionate di rivali come Aprilia RS 125 e Cagiva Mito sono di un’altra categoria rispetto a questa, ma l’equilibrio complessivo del mezzo ha lasciato divertire non poco anche noi, che 16 anni non li abbiamo più da un pezzo.

Come al solito, per tutti i nostri test, vi diamo la possibilità di farci le vostre domande. Avete qualche domanda sulle R125 Standard e Cup?

Test R125 e R125 CupTest R125 e R125 CupTest R125 e R125 CupTest R125 e R125 Cup

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (2 Voti | Media: 5 su 5)
condividi condividi
13 commenti

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • Profilo di biasion

    biasion

    08 mar 2010 - 15:06 - #1
    0 punti
    Up Down

    qual è il costo per elaborare una moto simile, più quello della moto ovviamente, e qual è il limite di età per questa categoria?

  • Profilo di 1000cvlitro

    1000cvlitro

    08 mar 2010 - 16:58 - #2
    0 punti
    Up Down

    questa moto ha speranze contro una qualunque 125 2t pronta per la pista?(cagiva mito sp docet)
    L’erogazione del 4t aiuta nella guidabilità o è ancora preferbile una 2t?
    emoziona più di una vecchia 2t?
    ha una ciclistica degna di essere chiamata tale?

  • htyhgfhgfj

    08 mar 2010 - 18:19 - #3
    0 punti
    Up Down

    volevo chiedervi se la R125 nella versione cup apporta delle modifiche nelle forcelle anteriori della moto e si quali?

  • Profilo di VicoLudo

    VicoLudo

    08 mar 2010 - 19:51 - #4
    1 punto
    Up Down

    Va meno della metà di una mito o di una aprilia RS, la moto costa 3mila e qualcosa, elaborarla costa uno sporposito e guadagni pochissimi.
    Ciclistica adeguata alla moto che è, nulla a che fare con le concorrenti 2t.
    Non c’è erogazione che tenga, ha 13 CV la moto, e quello va!

  • Profilo di mh

    mh

    08 mar 2010 - 20:23 - #5
    -1 punto
    Up Down

    un confronto con un TMax da trofeo???? ma mi faccia il piacere …

  • Profilo di mito-evo

    mito-evo

    08 mar 2010 - 21:26 - #6
    0 punti
    Up Down

    Meglio la Mito o la Rs…

  • paolo vfr

    08 mar 2010 - 22:46 - #7
    0 punti
    Up Down

    RS125 apparecchiata bene ha ben piu di 30 cavalli.
    non c’è confronto.

  • Profilo di enjoyash

    enjoyash

    08 mar 2010 - 23:26 - #8
    0 punti
    Up Down

    si dice rodigino con la D ignoranti come caproni.

  • Profilo di tassellato

    tassellato

    08 mar 2010 - 23:54 - #9
    0 punti
    Up Down

    Rs 125 c’ha 35 e passa cavalli…
    Non c’è storia…

  • Profilo di puculpino

    puculpino

    09 mar 2010 - 15:02 - #10
    0 punti
    Up Down

    ci fanno vedere sta moto per abituarci all’idea di avere 125 schifosi…ma io no! io non ci sto! le 2t vanno il doppio senza modificarle (ricordiamo che per far andare di più -di più per modo di dire- la r125 bisogna cambiare cilindro portandola a 180cc ecc…mentre la rs e la mito basta ripotenzia restando a 125cc…e se ci metti il 180 diventa un razzo)

  • LauraRGV

    09 mar 2010 - 15:05 - #11
    0 punti
    Up Down

    Provata sia in versione di serie che da trofeo…lasciate che ve lo dica, la moto di serie non va, tantomeno l’erogazione aiuta visto che va tenuta su come un 2T. Sospensioni molliccie, in tutte le staccate arrivavo a pacco. La moto di serie va bene come moto da città e per i giretti il fine settimana, visto anche che non consuma nulla. Cambio e frizione di burro. La moto da trofeo è un altra storia, non va molto di più come velocità massima ma il motore è parecchio più veloce a prendere giri, se poi montate le sospensioni della Malossi il comportamento in frenata migliora di molto. Considerate comunque che la moto da trofeo in versione più “spinta” arriva più o meno a 26cv, per cui basterebbe un 2T a potenza piena per darvi un bel po’ di filo da torcere, con un 2T preparato non avreste speranze. E’ una soluzione divertente ed economica per iniziare a gareggiare, visto che consuma un terzo dei 2T e soprattutto non ha bisogno di grossa manutenzione…

  • RobMachado

    10 mar 2010 - 18:22 - #12
    0 punti
    Up Down

    sei sicura?
    Un piccolo 4t spremuto cosí non lo so quanto regge..
    é la stessa regola dei motori enduro piccoli

  • LauraRGV

    10 mar 2010 - 21:42 - #13
    0 punti
    Up Down

    In effetti quello può essere un problema…io te l’ho detto l’ho solo provata, per cui non so come si può comportare sotto sforzo prolungato. Comunque non rischi di andare incontro a grippaggi come coi 2T, e questo è un grosso vantaggio…

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito su tutti i blog di Blogo e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No
I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.

Anteprima del commento