Motoskijoring: lo sport invernale che unisce Sci e Motocicletta

Il motoskijoring, sport invernale che unisce sci e motocicletta, ha potenzialità negli USA ma è frenato da rischi, assicurazioni e normative. Red Bull potrebbe fare da catalizzatore.

Motoskijoring: lo sport invernale che unisce Sci e Motocicletta
M V
Massimiliano Vetrone
Pubblicato il 8 gen 2026

Adrenalina, velocità e neve: la combinazione perfetta per chi cerca emozioni forti durante l’inverno. Eppure, nonostante la sua popolarità crescente nel Vecchio Continente, il motoskijoring rimane ancora un sogno irrealizzato negli Stati Uniti. In Europa, questa disciplina nata dall’incontro tra motocicletta e sci ha saputo conquistare una nicchia di appassionati e sta rapidamente ampliando i propri orizzonti, soprattutto nelle regioni scandinave e dell’Europa dell’Est. Tuttavia, la sua diffusione oltreoceano è ostacolata da una serie di fattori che ne complicano l’approdo sulle piste americane.

Le ragioni di questo ritardo sono molteplici e affondano le radici sia nella cultura sportiva statunitense che nelle peculiarità del sistema normativo locale. Da una parte, le condizioni naturali per ospitare eventi di motoskijoring non mancano: il Minnesota, il Wisconsin, la penisola superiore del Michigan, così come stati come il Colorado, il Montana e l’Alaska, vantano paesaggi innevati, laghi ghiacciati e ampi spazi controllabili. Questi territori potrebbero diventare l’epicentro di competizioni spettacolari, capaci di attrarre pubblico, media e sponsor internazionali.

Dall’altra parte, però, si erge una barriera quasi insormontabile: la questione della assicurazione e della responsabilità legale. Gli Stati Uniti sono noti per la rigidità delle normative in materia di sicurezza e per la facilità con cui, in caso di incidenti, si arriva a cause civili milionarie. Il motoskijoring, per sua natura, comporta rischi elevati: cadute ad alta velocità, collisioni tra atleti e danni fisici anche gravi sono tutt’altro che rari. In un contesto dove la tutela dei partecipanti è una priorità assoluta, la riluttanza delle compagnie assicurative a coprire eventi così pericolosi si traduce in un ostacolo quasi insormontabile per gli organizzatori.

Non sorprende, quindi, che le società di gestione degli impianti e i promotori locali preferiscano adottare un approccio prudente. L’immagine pubblica di una location può essere irrimediabilmente compromessa da un singolo incidente grave, mentre i costi per stipulare una assicurazione adeguata rischiano di superare di gran lunga i possibili ricavi derivanti dall’organizzazione di una gara di motoskijoring. Questo freno è aggravato dalla mancanza di regolamentazioni specifiche e di protocolli standardizzati che possano rassicurare sia gli atleti che le autorità.

Per sbloccare questa situazione di stallo, gli esperti del settore individuano tre elementi chiave. In primo luogo, è necessario sviluppare regolamenti tecnici dettagliati e rigorosi: le protezioni obbligatorie per gli atleti, l’adozione di materiali omologati e la presenza costante di squadre di soccorso medico sono condizioni imprescindibili. In secondo luogo, occorre il supporto di sponsor di rilievo internazionale, in grado di gestire il rischio e di fornire le risorse necessarie per affrontare le sfide organizzative. In questo senso, realtà come Red Bull rappresentano un modello ideale, grazie alla loro esperienza pluriennale nella promozione di sport estremi e alla capacità di dialogare con le istituzioni locali per trovare soluzioni condivise.

Infine, il coinvolgimento delle autorità pubbliche è fondamentale per la stesura di normative ad hoc, che tengano conto delle specificità del territorio e delle esigenze di sicurezza. La collaborazione tra enti locali, federazioni sportive e compagnie assicurative può creare un quadro normativo chiaro e trasparente, capace di incentivare gli investimenti e di rassicurare tutti gli attori coinvolti.

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