MotoGP, KTM lancia l'allarme: "C'è qualcosa che non va nei motori"

Dopo i problemi emersi in stagione, KTM vuole intervenire sui motori MotoGP durante la pausa estiva. Per il regolamento serve però l'approvazione degli altri costruttori presenti nel Mondiale.

MotoGP, KTM lancia l'allarme: "C'è qualcosa che non va nei motori"
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Massimo Schimperla
Pubblicato il 13 lug 2026

La pausa estiva della MotoGP potrebbe rivelarsi decisiva per KTM, chiamata a risolvere un problema tecnico che rischia di influenzare il resto della stagione. La Casa austriaca ha infatti confermato l’esistenza di un difetto all’interno di alcune unità motrici già omologate e ha avviato la procedura prevista dal regolamento per poter intervenire sui propulsori sigillati.

L’obiettivo è eliminare un’anomalia che, secondo il management KTM, rappresenta prima di tutto un tema di sicurezza per i piloti. Una situazione che ha riportato al centro dell’attenzione l’affidabilità dei motori nel Mondiale MotoGP.

KTM conferma il problema: “C’è qualcosa che non va”

A rendere pubblica la situazione è stato Pit Beirer, responsabile di KTM Motorsports, che durante il weekend del Sachsenring ha spiegato come gli ingegneri abbiano individuato un’anomalia presente in alcune unità motrici.

Secondo il dirigente austriaco, il difetto è stato localizzato, ma non può essere corretto senza intervenire fisicamente sui propulsori già sigillati per effetto del regolamento tecnico.

Per questo motivo KTM ha scelto di non utilizzare alcuni motori potenzialmente interessati dal problema, preferendo limitarne l’impiego piuttosto che correre rischi in pista.

La decisione arriva dopo alcuni episodi che hanno acceso l’attenzione sull’affidabilità delle moto della Casa di Mattighofen, con la sicurezza dei piloti che è diventata la priorità assoluta del costruttore.

Per modificare i motori serve l’accordo degli altri costruttori

Il regolamento della MotoGP prevede che, una volta omologati, i motori vengano sigillati e non possano essere aperti durante la stagione. Per ottenere un’autorizzazione straordinaria è necessario il consenso degli altri costruttori che partecipano al campionato.

KTM ha quindi avviato i contatti con le altre Case per ottenere il via libera all’intervento tecnico. Secondo quanto emerso nelle ultime ore, Aprilia avrebbe già espresso parere favorevole alla richiesta, riconoscendo la natura del problema e l’importanza di garantire la sicurezza dei piloti. Al momento, tuttavia, manca ancora una decisione condivisa da parte di tutti i costruttori coinvolti.

Si tratta quindi di una procedura ancora in corso e non di un’autorizzazione definitiva.

Un precedente che riporta alla mente il caso Yamaha

La vicenda ricorda quanto accaduto a Yamaha nel 2020, quando la Casa giapponese dovette affrontare una grave crisi di affidabilità legata ai propri motori.

Anche in quel caso il costruttore cercò di ottenere il permesso per intervenire sui propulsori durante la stagione, ma la richiesta non venne accolta e Yamaha fu costretta a gestire il problema senza poter modificare le unità già omologate.

La situazione attuale presenta però alcune differenze importanti. Nel caso KTM, il dialogo con gli altri costruttori sembra essere partito in un clima più collaborativo e Aprilia ha già manifestato disponibilità a sostenere la richiesta.

Nelle prossime settimane sarà quindi fondamentale capire se anche gli altri marchi daranno il proprio consenso.

Per KTM il tempo a disposizione è limitato. La pausa estiva rappresenta infatti l’unica finestra utile per intervenire prima della ripresa del campionato. Una soluzione positiva consentirebbe alla Casa austriaca di affrontare la seconda parte della stagione con maggiore serenità, riducendo il rischio di nuovi problemi di affidabilità e garantendo condizioni di sicurezza più elevate per i propri piloti. Fino all’arrivo di un’autorizzazione ufficiale, però, il dossier resta ancora aperto.

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