Honda Motra, dal flop del 1982 a una nuova versione da 125 cc?

La Honda Motra potrebbe tornare dopo oltre 40 anni con un design fedele all'originale, un motore da 125 cc e una variante elettrica. Ma il progetto arriverà davvero sul mercato?

Honda Motra, dal flop del 1982 a una nuova versione da 125 cc?
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Massimo Schimperla
Pubblicato il 20 ott 2026

Certe moto sono talmente strane da diventare indimenticabili. Anche quando, sul mercato, non hanno avuto particolare fortuna. È il caso della Honda Motra, una piccola due ruote nata nel 1982, con l’aspetto di un mezzo militare in miniatura e una vocazione decisamente pratica. La sua carriera commerciale durò pochissimo, ma ora Honda potrebbe essere pronta a darle una seconda possibilità.

A suggerirlo sono alcuni disegni di progetto depositati in Australia, che mostrano una reinterpretazione della Motra originale. La sorpresa? Il costruttore giapponese starebbe valutando non una, ma due motorizzazioni: una tradizionale a benzina, probabilmente da 125 cc, e una completamente elettrica.

Per il momento non c’è un annuncio ufficiale sulla produzione. I documenti, però, permettono già di capire quale direzione potrebbe prendere il progetto.

Honda Motra, dal flop del 1982 al possibile ritorno

Per capire perché questa notizia incuriosisca tanto, bisogna tornare ai primi anni Ottanta. Nel 1982 Honda presentò la CT50 Motra, una moto che sembrava progettata più per trasportare attrezzi e affrontare strade sterrate che per parcheggiare davanti a un bar.

Il nome stesso raccontava la sua filosofia: un incrocio tra motorcycle e torakku, termine giapponese derivato dall’inglese truck, cioè camion.

E in effetti la Motra aveva qualcosa di un piccolo camion su due ruote. Telaio robusto, pneumatici larghi, grandi portapacchi anteriori e posteriori e un’impostazione essenziale. Niente fronzoli, insomma. Tutto sembrava pensato per essere resistente e funzionale.

Sotto quella carrozzeria così particolare trovava posto un monocilindrico quattro tempi da 49 cc, capace di sviluppare 4,5 CV a 7.500 giri/min e 4,5 Nm di coppia a 5.500 giri/min.

La trasmissione era uno degli aspetti più curiosi: tre rapporti abbinati a un riduttore con gamme alte e basse. In pratica, sei combinazioni disponibili per adattarsi a percorsi differenti, privilegiando la forza alle basse velocità quando necessario.

Le prestazioni? Modeste, naturalmente. La velocità massima dichiarata era di 30 km/h, mentre il consumo medio omologato si fermava a circa 1 litro ogni 100 km. Il peso in ordine di marcia era di 76 kg.

Numeri che raccontano bene la natura del mezzo: non una moto pensata per correre, ma una piccola tuttofare.

Il pubblico, però, non si lasciò conquistare. Honda puntava a circa 45.000 esemplari all’anno, mentre le stime riportate sulle vendite effettive parlano di appena un decimo di quel volume complessivamente tra il 1982 e il 1983.

Dopo due stagioni, la Motra uscì di scena. Oggi, a distanza di oltre quarant’anni, proprio quel design fuori dagli schemi potrebbe diventare il suo punto di forza.

Nuova Honda Motra: 125 cc oppure elettrica

I disegni emersi dal registro australiano mostrano una moto che non sembra voler rinnegare le proprie origini. Anzi, il richiamo al modello del 1982 è piuttosto evidente.

Ritroviamo il telaio tubolare in acciaio, le forme squadrate, la forcella tradizionale, i due ammortizzatori posteriori e soprattutto gli immancabili portapacchi alle due estremità.

Un’impostazione semplice, quasi spartana, che potrebbe distinguere la nuova Motra dalle tante piccole moto urbane presenti sul mercato.

La novità più importante riguarderebbe naturalmente il motore.

Per la variante a benzina si parla di un monocilindrico da 125 cc, potenzialmente derivato dalla famiglia di propulsori utilizzati da Honda su modelli come Super Cub C125, Monkey e Grom.

Una scelta che avrebbe una sua logica: si tratta di meccaniche compatte, adatte a moto leggere e pensate per un utilizzo quotidiano. Resta comunque da verificare quale unità Honda potrebbe effettivamente scegliere e con quali caratteristiche tecniche.

Ma c’è anche una seconda ipotesi, forse ancora più interessante: la Honda e-Motra, completamente elettrica.

Nei disegni questa versione presenta una configurazione posteriore differente rispetto alla variante a benzina, con un sistema che integra il motore nel gruppo del forcellone.

La soluzione ricorda quella adottata sullo scooter elettrico Honda CUV e:, suggerendo la possibilità di utilizzare componenti già sviluppati dal costruttore giapponese.

Per ora non sono disponibili dati ufficiali su capacità delle batterie, autonomia, tempi di ricarica o potenza.

L’idea di una Motra elettrica, comunque, appare coerente con la filosofia originale del modello. Una moto compatta, facile da utilizzare e adatta agli spostamenti brevi, con in più la possibilità di muoversi senza emissioni allo scarico.

E i portapacchi? Potrebbero tornare utili nella vita di tutti i giorni, dalla spesa agli spostamenti per lavoro. Naturalmente, molto dipenderà dalla capacità di carico effettivamente prevista per l’eventuale modello definitivo.

Quando arriva la Honda Motra e quanto potrebbe costare

Qui bisogna frenare gli entusiasmi. Honda non ha ancora confermato il ritorno della Motra, né comunicato una data di presentazione o l’avvio della produzione.

I disegni depositati rappresentano un indizio concreto dell’interesse per questa configurazione, ma non garantiscono che la moto arriverà nelle concessionarie.

Anche il possibile debutto nel 2027 resta, al momento, un’ipotesi senza conferme ufficiali.

Stesso discorso per i prezzi. Non esiste ancora un listino e sarebbe prematuro indicare cifre precise.

Se Honda decidesse di sviluppare entrambe le varianti, sarebbe interessante capire quanto costerebbe la versione elettrica rispetto alla 125 a benzina. L’eventuale condivisione di componenti con modelli già in produzione potrebbe aiutare a contenere i costi, ma non basta per prevedere il prezzo finale.

Resta poi un’altra domanda: la nuova Honda Motra arriverà anche in Europa?

Il deposito australiano non fornisce indicazioni sui mercati di destinazione. E per un eventuale arrivo in Italia bisognerebbe verificare anche l’omologazione e le specifiche tecniche delle versioni destinate al nostro mercato.

Di certo, il contesto è diverso rispetto al 1982. Oggi le piccole moto dal carattere originale hanno una loro identità, come dimostrano modelli Honda quali Monkey e Dax.

La Motra potrebbe inserirsi proprio in questa famiglia, puntando però maggiormente sulla praticità e su un’estetica quasi da veicolo da lavoro.

Per adesso rimane un progetto da seguire. Ma l’idea di rivedere una delle Honda più insolite della storia, magari anche in versione elettrica, è già abbastanza per attirare l’attenzione degli appassionati. Soprattutto perché, questa volta, quella sua aria da piccolo camion potrebbe essere un pregio anziché un limite.

 

 

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