Ecobonus 2026: incentivi per moto e scooter, cosa cambia dal 2027

Ecobonus 2026: fondo 30M, fino a 4.000€ con rottamazione. Dal 2027 previsti tagli e nuove esclusioni; attesa per il DPCM e aperture del portale Invitalia.

Ecobonus 2026: incentivi per moto e scooter, cosa cambia dal 2027
M S
Massimo Schimperla
Pubblicato il 24 feb 2026

Nel panorama della mobilità sostenibile italiana, il 2026 si profila come un anno cruciale per chi desidera investire nelle moto elettriche, negli scooter elettrici e nei quadricicli a zero emissioni. Le nuove disposizioni in materia di incentivi pubblici, infatti, offrono ancora condizioni estremamente vantaggiose, ma il tempo per approfittarne si restringe sempre di più. Il mercato delle due ruote elettriche è in rapida espansione e la convenienza economica garantita dalle agevolazioni rappresenta un fattore decisivo nella scelta di abbandonare i veicoli tradizionali a favore di soluzioni più ecologiche.

Nel dettaglio, il Ecobonus previsto per il 2026 mantiene i parametri già conosciuti: il contributo copre il 30% della spesa sostenuta per l’acquisto di un nuovo veicolo elettrico, fino a un massimo di 3.000 euro, se non si procede alla rottamazione di un mezzo precedente. In caso contrario, ovvero se si decide di rottamare un’auto o una moto con omologazione Euro 3 o inferiore, il contributo sale al 40% del prezzo di acquisto, con un tetto massimo di 4.000 euro. Questo sistema incentivante è accessibile sia ai privati cittadini che alle persone giuridiche, ma con una limitazione importante: ogni codice fiscale o partita IVA può beneficiare degli incentivi per un massimo di 500 unità.

La gestione delle risorse avviene tramite la piattaforma di Invitalia, che tuttavia non è ancora operativa. Per questo motivo, è fondamentale che chi è interessato all’acquisto inizi già ora a raccogliere la documentazione necessaria e monitori con attenzione i canali ufficiali, così da non farsi cogliere impreparato all’apertura delle prenotazioni. Agire tempestivamente sarà la chiave per assicurarsi le condizioni più favorevoli prima che il quadro normativo cambi radicalmente.

A partire dal 2027 e fino al 2030, infatti, lo scenario muterà sensibilmente. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha annunciato uno stanziamento complessivo di 90 milioni di euro, ma le soglie di agevolazione subiranno una significativa riduzione. L’incentivo scenderà al 20% del costo di acquisto, con un massimale di 2.000 euro senza rottamazione, mentre chi rottama un veicolo termico potrà beneficiare di un contributo pari al 30% del prezzo, ma con un tetto di 3.000 euro. In entrambi i casi, si tratta di una diminuzione di 1.000 euro rispetto alle condizioni del 2026, una scelta che rispecchia la volontà di modulare il sostegno pubblico in base all’evoluzione della domanda.

Va sottolineato che questa riforma non è ancora definitiva: la sua effettiva applicazione è subordinata all’approvazione di uno specifico DPCM attualmente in fase di esame presso gli uffici ministeriali competenti. Gli operatori del settore e i consumatori dovranno quindi restare aggiornati sull’iter normativo per cogliere eventuali cambiamenti che potrebbero influire sull’accesso agli incentivi.

La normativa emergente introduce inoltre alcune esclusioni e meccanismi di controllo stringenti. Sono escluse dal perimetro dei benefici le imprese attive nella catena distributiva del settore, ovvero case costruttrici, grossisti, concessionari e rivenditori, per prevenire possibili conflitti di interesse e pratiche scorrette. Un ulteriore elemento di tutela riguarda la rivendita dei veicoli acquistati con incentivo: chi beneficia dell’agevolazione dovrà mantenere il possesso del mezzo per almeno dodici mesi prima di poterlo cedere a terzi, così da arginare fenomeni speculativi.

Queste misure riflettono le tensioni presenti nel comparto delle due ruote elettriche. I commercianti temono una riduzione dei volumi di vendita a seguito della diminuzione degli importi incentivanti, mentre i costruttori auspicano politiche che stimolino la domanda senza gravare eccessivamente sulle finanze pubbliche. In questo contesto, l’associazione di categoria ANCMA si è già detta pronta a seguire da vicino l’evoluzione normativa e a informare tempestivamente sia gli operatori che i consumatori sugli sviluppi futuri.

Per chi sta pianificando un acquisto nel breve termine, il 2026 rappresenta indubbiamente il momento più favorevole per sfruttare le condizioni ancora generose. La strategia migliore prevede di confrontare le offerte dei diversi costruttori, richiedere preventivi presso i concessionari, verificare la disponibilità effettiva dei modelli desiderati e prepararsi a inoltrare la domanda di incentivo non appena la piattaforma di Invitalia sarà attiva. Le aziende, dal canto loro, dovrebbero valutare attentamente gli impatti fiscali e organizzativi di eventuali acquisizioni in grandi volumi, tenendo sempre presente il limite massimo di 500 veicoli per partita IVA.

Il futuro del segmento delle due ruote elettriche, tuttavia, dipenderà anche da altri fattori determinanti: la diffusione capillare delle infrastrutture di ricarica, l’ampliamento dell’offerta produttiva e le iniziative di mobilità sostenibile promosse a livello locale e nazionale saranno elementi chiave per incrementare la penetrazione di questa tecnologia. In un contesto in rapida evoluzione, resta essenziale mantenersi informati consultando regolarmente i canali istituzionali e la piattaforma di Invitalia, così da cogliere tempestivamente tutte le opportunità offerte dagli incentivi, prima che eventuali esaurimenti di fondi o modifiche normative ne limitino l’accesso.

Ti potrebbe interessare: