Ducati Monster 900ie diventa una café racer anni '70 da premio

Una Ducati Monster 900ie del 2000 si trasforma in una café racer ispirata alla Ducati 750 GT degli anni Settanta. Carrozzeria in alluminio, cerchi su misura da 18 pollici e due premi conquistati a Roma

Ducati Monster 900ie diventa una café racer anni '70 da premio
M V
Massimiliano Vetrone
Pubblicato il 13 ott 2026

Una Ducati Monster 900ie del 2000 trasformata in una café racer che sembra arrivare direttamente dagli anni Settanta. È questo il progetto realizzato da Massimo Rinchiuso di Fuchs Workshop, che ha reinterpretato una delle naked più conosciute della Casa di Borgo Panigale prendendo ispirazione dalla storica Ducati 750 GT. Il risultato è una special completamente ripensata, con carrozzeria in alluminio costruita su misura, telaio modificato, cerchi da 18 pollici e numerosi componenti artigianali. Una moto che ha già ottenuto due importanti riconoscimenti all’Eternal City Moto Show di Roma e che il proprietario ha deciso di chiamare proprio “Massimo”, in omaggio al suo creatore.

Ducati Monster 900ie, dalla naked del 2000 a una café racer

La Ducati Monster 900 è una di quelle motociclette che hanno segnato un’epoca. Nata all’inizio degli anni Novanta, ha contribuito a rendere popolare il concetto di naked sportiva, puntando su una meccanica essenziale e su un design immediatamente riconoscibile.

Il progetto originale metteva insieme componenti già presenti nella gamma Ducati, tra cui il telaio di derivazione 851, la forcella della 750 SS e il bicilindrico della 900 SS.

Una formula relativamente semplice, ma capace di ottenere un enorme successo commerciale.

Nel 2000 arrivò la Monster 900ie, dove la sigla finale indicava l’introduzione dell’iniezione elettronica. Il bicilindrico raffreddato ad aria sviluppava circa 78 CV, mantenendo il carattere delle precedenti versioni ma con un’erogazione più regolare.

È proprio un esemplare di quell’anno ad aver fatto da base per la trasformazione di Fuchs Workshop.

L’idea nasce dalla richiesta di un amico del preparatore, appassionato di café racer italiane e britanniche.

Il riferimento principale non era però una generica moto da corsa vintage, bensì la Ducati 750 GT degli anni Settanta.

Da qui la scelta di recuperare alcuni elementi stilistici ben precisi: la verniciatura arancione, i cerchi da 18 pollici, le prese d’aria laterali con feritoie e la strumentazione composta da due quadranti.

L’obiettivo era ottenere una moto che richiamasse chiaramente quel periodo, senza rinunciare ai vantaggi meccanici e ciclistici di una base più recente.

E osservando il risultato, è evidente che il lavoro non si è limitato alla sostituzione di serbatoio, sella e manubrio.

La Monster è stata infatti ridisegnata e ricostruita in maniera approfondita, fino a ottenere proporzioni molto differenti da quelle del modello originale.

Il risultato conserva il carattere meccanico Ducati, ma cambia completamente il modo in cui la moto si presenta.

Telaio modificato, alluminio e cerchi da 18 pollici su misura

La parte più interessante di questa Ducati Monster 900ie café racer riguarda la quantità di interventi necessari per arrivare al risultato finale.

Massimo Rinchiuso ha lavorato in modo significativo sul telaio, modificandone la struttura per adattarla alle nuove linee della moto.

Anche la carrozzeria è stata realizzata appositamente, utilizzando componenti in alluminio costruiti su misura.

Si tratta di una scelta che permette di ottenere forme difficilmente replicabili con i normali accessori aftermarket e che richiede un lavoro artigianale particolarmente accurato.

L’attenzione è stata concentrata soprattutto sulle proporzioni.

La moto appare stretta, filante e compatta, con una continuità visiva tra serbatoio, sella e parte posteriore che richiama le café racer classiche.

Le superfici sono pulite e non ci sono elementi decorativi superflui.

Un’impostazione che permette alla meccanica di rimanere protagonista, senza appesantire l’insieme.

Diversi particolari sono stati inoltre progettati internamente e ricavati dal pieno, attraverso lavorazioni meccaniche di precisione.

Altri componenti sono stati realizzati mediante stampa 3D, una tecnologia che consente di produrre elementi specifici per un progetto senza dover ricorrere a parti standard.

È proprio questa combinazione tra lavorazioni tradizionali e strumenti moderni a caratterizzare la special.

Uno degli elementi più particolari è rappresentato dai cerchi.

Per rispettare il riferimento alla Ducati 750 GT, il preparatore ha scelto ruote da 18 pollici, costruite appositamente da Jonich Wheels.

Non si tratta quindi di cerchi semplicemente recuperati da un’altra moto, ma di componenti unici sviluppati per questa trasformazione.

La scelta delle ruote influisce anche sull’impostazione generale della moto.

Rispetto a molte café racer moderne, che privilegiano un’estetica sportiva contemporanea, questa Ducati cerca volutamente un collegamento con il comportamento e le proporzioni delle motociclette degli anni Settanta.

Secondo il suo costruttore, la posizione di guida e le ruote da 18 pollici restituiscono sensazioni vicine a quelle di una moto d’epoca.

Allo stesso tempo, però, la special risulta più facile ed efficace da guidare rispetto alle motociclette originali di quel periodo, anche grazie al peso inferiore e all’interasse più corto.

Un aspetto importante, perché una trasformazione di questo tipo non deve necessariamente essere soltanto bella da osservare.

L’intenzione era creare una moto utilizzabile su strada, capace di conservare il fascino delle café racer classiche senza riprodurne tutti i limiti.

Non sono stati comunicati dati precisi sul peso finale, sulla nuova geometria del telaio o su eventuali modifiche interne al motore.

Per questo non è possibile attribuire alla special una potenza o prestazioni differenti rispetto alla Monster 900ie utilizzata come base.

Una special chiamata Massimo che conquista due premi a Roma

Il progetto ha ottenuto un riconoscimento particolarmente significativo durante l’Eternal City Moto Show di Roma, dove la Ducati Monster 900ie ha attirato l’attenzione degli appassionati e degli addetti ai lavori.

La special ha conquistato l’Eternal Iron Prize, uno dei premi assegnati durante la manifestazione.

Ma non è stato l’unico risultato.

La moto ha ricevuto anche il riconoscimento Rough Crafts, assegnato da Winston Yeh, preparatore conosciuto a livello internazionale per le sue realizzazioni custom.

Due premi che confermano l’attenzione suscitata da una trasformazione capace di distinguersi soprattutto per l’equilibrio delle forme e per la qualità delle lavorazioni.

Anche il proprietario è rimasto particolarmente soddisfatto del risultato.

Al punto da decidere di chiamare la moto “Massimo”, utilizzando il nome del preparatore che l’ha costruita.

Un gesto che racconta il rapporto personale dietro questa realizzazione.

Non siamo infatti davanti a un prodotto destinato alla vendita in serie o a un semplice esercizio stilistico, ma a una motocicletta costruita per rispondere ai gusti di una persona precisa.

Per Massimo Rinchiuso, l’aspetto più riuscito del progetto è proprio l’insieme delle proporzioni.

La linea è sottile, la carrozzeria appare compatta e ogni elemento sembra essere stato pensato per dialogare con gli altri.

Una qualità tutt’altro che scontata quando si interviene così profondamente su una moto esistente.

La Ducati Monster 900ie café racer di Fuchs Workshop dimostra anche quanto possa essere versatile una piattaforma nata oltre venticinque anni fa.

La Monster originale aveva già una struttura meccanica relativamente essenziale, caratteristica che l’ha resa una base interessante per numerose preparazioni.

In questo caso, però, il progetto va oltre il classico intervento estetico.

Telaio, carrozzeria, ruote e numerosi dettagli sono stati ripensati per costruire una moto con una propria identità.

E forse è proprio questo l’aspetto più interessante della special: non cerca di trasformare la Monster in una copia esatta della Ducati 750 GT, ma utilizza quella motocicletta come riferimento per creare qualcosa di nuovo.

Una café racer che recupera il colore, le proporzioni e alcuni dettagli delle Ducati degli anni Settanta, mantenendo una base tecnica più moderna.

Il risultato è una special che riesce a far convivere due epoche differenti senza sembrare un compromesso.

E i due premi conquistati a Roma rappresentano un riconoscimento concreto per un lavoro nel quale il design non è stato separato dalla meccanica, ma sviluppato insieme a essa.

 

 

Ti potrebbe interessare: