Differenza tra ABS e CBS: obblighi di legge e consigli pratici

Confronto dettagliato tra ABS e CBS: come funzionano, vantaggi, limiti e cosa dice la normativa europea per la sicurezza delle motociclette.

Differenza tra ABS e CBS: obblighi di legge e consigli pratici
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Massimiliano Vetrone
Pubblicato il 29 gen 2026

Nel mondo delle motociclette, la scelta tra ABS e CBS rappresenta uno dei temi più discussi tra appassionati, neofiti e addetti ai lavori. Si tratta di due sistemi di frenata profondamente diversi, ciascuno con una propria filosofia e un impatto significativo sulla sicurezza su strada. Oggi, però, non è solo una questione di preferenze personali: la normativa europea ha già tracciato la strada, stabilendo regole precise che orientano il mercato e, di conseguenza, le scelte dei motociclisti.

Negli ultimi anni, il dibattito tra chi predilige la semplicità del freno combinato e chi invece non rinuncerebbe mai al sistema antibloccaggio si è fatto sempre più acceso. Tuttavia, le regole sono chiare: per le moto e gli scooter oltre i 125 cc, l’ABS è ormai obbligatorio, mentre per i veicoli tra i 50 e i 125 cc è sufficiente il CBS. Questa distinzione nasce da valutazioni approfondite sui rischi connessi alle diverse potenze e sulla necessità di intervento elettronico per garantire un adeguato livello di sicurezza.

Ma come funzionano davvero questi due sistemi? L’ABS (Anti-lock Braking System) si basa su una tecnologia sofisticata: sensori installati sulle ruote monitorano costantemente la velocità di rotazione. Nel momento in cui rilevano che una ruota sta per bloccarsi durante la frenata, il sistema interviene modulando istantaneamente la pressione idraulica, evitando così lo stallo e permettendo al pilota di mantenere il controllo della direzionalità. Le versioni più avanzate di ABS sono persino in grado di considerare l’inclinazione della moto, offrendo un intervento efficace anche nelle curve, dove la gestione della frenata diventa ancora più delicata.

Il CBS (Combined Braking System), invece, segue una logica completamente diversa. Non si occupa di prevenire il blocco delle ruote, ma distribuisce la forza frenante tra l’anteriore e il posteriore in modo equilibrato. In pratica, quando il pilota aziona una leva del freno, il sistema ripartisce la decelerazione tra i due assi, rendendo la gestione della frenata più semplice e intuitiva, soprattutto per chi è alle prime armi. Tuttavia, il CBS non offre una protezione attiva contro il rischio di bloccaggio: se si supera il limite di aderenza, le ruote possono comunque scivolare, con tutte le conseguenze del caso.

I vantaggi dell’ABS sono evidenti: riduce drasticamente il rischio di perdita di controllo, mantiene la stabilità anche in caso di frenata improvvisa e offre un margine di sicurezza superiore su superfici scivolose o irregolari. Alcuni motociclisti sportivi, però, lamentano che l’intervento del sistema possa risultare troppo invasivo nelle frenate più decise, limitando la possibilità di modulare la leva a proprio piacimento. D’altro canto, il CBS si distingue per la sua economicità e facilità d’uso, rivelandosi la soluzione ideale per l’ambiente urbano e per chi sta imparando a guidare. Tuttavia, la mancanza di una funzione di antibloccaggio resta un limite importante in situazioni di emergenza o su fondi a bassa aderenza.

Non è un caso che produttori e legislatori stiano lavorando per estendere l’obbligo dell’ABS anche alle cilindrate più basse, puntando ad alzare ulteriormente gli standard di sicurezza per tutti gli utenti della strada. I motociclisti meno esperti tendono ad apprezzare la rassicurazione offerta dal CBS, mentre i più esperti preferiscono un sistema antibloccaggio ben tarato, magari con la possibilità di disattivarlo in modalità sportiva per non rinunciare al feeling con la leva del freno.

La scelta, in fondo, è meno complicata di quanto sembri: se il budget e la categoria della moto lo consentono, l’ABS rappresenta senza dubbio la soluzione più sicura. In ambito urbano o per chi si avvicina per la prima volta alle due ruote, il freno combinato rimane un’opzione valida, ma è fondamentale ricevere una formazione adeguata sulla gestione dei trasferimenti di carico e sulle tecniche di frenata in condizioni di scarsa aderenza.

Va comunque sottolineato che nessun sistema elettronico può sostituire la preparazione del pilota: una corretta tecnica di frenata, esercitazioni in ambienti controllati e una piena consapevolezza dei propri limiti restano elementi imprescindibili per la sicurezza di chi guida una moto. Video dimostrativi e prove pratiche sono strumenti preziosi per comprendere a fondo il comportamento di ABS e CBS, permettendo a ogni motociclista di fare una scelta consapevole e informata.

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