Dakar 2025: il caos dei roadbook elettronici riapre il dibattito

Nel Dakar la navigazione su moto dipende da roadbook e odometri. Il passaggio al roadbook elettronico ha sollevato problemi.

Dakar 2025: il caos dei roadbook elettronici riapre il dibattito
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Massimiliano Vetrone
Pubblicato il 12 gen 2026

Nel cuore del deserto, dove la resistenza fisica e la precisione mentale sono messe a dura prova, una delle sfide più attuali del Dakar Rally non riguarda solo la sabbia o le dune, ma la scelta dello strumento di navigazione: affidarsi alla tecnologia del roadbook elettronico o restare fedeli all’intramontabile versione cartacea? L’edizione 2025 ha portato questo dilemma all’attenzione di piloti e team, dopo che numerosi concorrenti in moto si sono trovati alle prese con malfunzionamenti improvvisi del dispositivo ERTF Unik 4, obbligando molti a improvvisare soluzioni di emergenza e riaccendendo un acceso dibattito tra innovazione e affidabilità.

Fin dagli albori della competizione, il roadbook rappresenta il compagno inseparabile di ogni pilota che affronta la Dakar Rally: una sequenza dettagliata di simboli, distanze e note che guida attraverso i paesaggi più estremi del pianeta. Questo documento, solitamente fissato sul cruscotto, viene fatto scorrere manualmente tramite comandi posizionati sul manubrio, in costante sincronizzazione con l’odometro. È proprio la precisione nella lettura e nell’interpretazione di queste informazioni che spesso segna la differenza tra una tappa di successo e il ritiro dalla gara.

L’avvento del roadbook elettronico aveva promesso una rivoluzione per la disciplina: aggiornamenti istantanei, una maggiore sostenibilità ambientale grazie all’eliminazione della carta, e una logistica più snella per organizzatori e team. Tuttavia, la realtà del deserto ha evidenziato una serie di criticità inaspettate. I test sul campo hanno messo in luce problemi di leggibilità sotto il sole cocente, interfacce talvolta poco intuitive e, soprattutto, malfunzionamenti tecnici che hanno portato alcuni concorrenti a smarrire la rotta o a perdere minuti preziosi nella risoluzione dei problemi.

Questi episodi hanno scatenato un acceso confronto generazionale all’interno della comunità del Dakar Rally. I piloti più esperti, cresciuti con il roadbook cartaceo, sottolineano la robustezza e l’affidabilità di un sistema che resiste a cadute, infiltrazioni di sabbia e acqua, condizioni in cui l’elettronica mostra ancora limiti evidenti. Per loro, il foglio di carta rappresenta una sicurezza ineguagliabile, un punto fermo anche nelle situazioni più critiche.

Dall’altra parte, le nuove generazioni di piloti guardano al futuro con ottimismo e intravedono nel roadbook elettronico un alleato destinato a diventare sempre più performante e integrato. Secondo i giovani, i problemi attuali sono fisiologici di ogni innovazione tecnologica e saranno progressivamente superati grazie allo sviluppo di soluzioni più affidabili e resistenti alle condizioni estreme del deserto.

Nel frattempo, gli sviluppatori del ERTF Unik 4 sono già al lavoro per rilasciare aggiornamenti firmware e potenziare la robustezza del dispositivo, rispondendo alle criticità emerse durante la gara. I team, invece, si stanno organizzando con strategie ibride: il roadbook elettronico rimane la fonte primaria di navigazione, ma non mancano copie cartacee pronte all’uso e procedure manuali per la sincronizzazione dell’odometro, così da garantire un backup immediato in caso di guasti.

Ciò che emerge con chiarezza, nonostante le differenze di opinione, è la consapevolezza che la transizione verso la digitalizzazione sia ormai inevitabile per il Dakar Rally. Tuttavia, questa evoluzione deve necessariamente passare attraverso una fase di collaudo rigoroso, perché in una competizione dove ogni secondo e ogni chilometro possono determinare il destino di un’intera stagione, la tecnologia non può rappresentare un rischio calcolato. Deve diventare un alleato affidabile, capace di supportare piloti e team nelle condizioni più estreme, senza mai tradire la fiducia riposta nella sua precisione e nella sua efficienza.

La sfida tra roadbook cartaceo ed elettronico è tutt’altro che conclusa: la tradizione e l’innovazione continueranno a dialogare e scontrarsi ancora a lungo sulle piste della Dakar Rally. Ma una cosa è certa: il futuro della navigazione passa dalla capacità di coniugare affidabilità, sicurezza e progresso tecnologico, senza mai perdere di vista le esigenze reali di chi, ogni giorno, affronta il deserto a tutta velocità.

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