TT2016, due di fila per un super Hutchinson. Dunlop squalificato

Uno Ian Hutchison dominatore assoluto della seconda giornata di gare si è portato a casa sia la Supersport che la Superstock. Una svista tecnica beffa Michael Dunlop: squalificato per irregolarità al motore

ISOLA DI MAN - Giornata strepitosa quella di ieri per Ian Hutchinson, che dopo la splendida vittoria di Michael Dunlop nella gara Superbike di sabato ha deciso di tirare fuori gli artigli e rimettere un po' a posto gli equilibri. Il pilota del team Tyco BMW, prima di mettere in riga tutti in Superstock, si è imposto anche in Supersport alla guida della Yamaha R6 del team Traction Control, di proprietà dell'eccentrico Keith Flint, frontman dei Prodigy e grande appassionato di moto.

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SUPERSPORT


La Yamaha 600 numero 4 è scattata fin da subito come un missile, imponendo un ritmo che già alle prime battute è apparso difficilmente eguagliabile dagli avversari. Il diretto inseguitore, Michael Dunlop su R6 MD Racing, si dimostra in grande difficoltà nell'arginare lo strapotere di un Hutchinson che sembra davvero danzare tra le curve del Mountain Course: tra i due si consolida un vantaggio di 13 secondi, con il leader che pare potersi anche concedere il lusso di controllare l'avversario a distanza.

Tuttavia, al terzo passaggio la situazione inizia a ribaltarsi: il vincitore della Superbike inanella due intertempi da urlo e comincia ad avvicinarsi minacciosamente alla "lepre" là davanti, che vede svanire nel nulla ben 4 secondi del suo gap in pochissimi chilometri. Tuttavia durante l'ultimo passaggio Hutchy ricorre alla riserva di gas che conserva nel polso destro e ristabilisce le gerarchie con un giro strepitoso che vanifica gli sforzi del portacolori MD Racing, relegato a fine gara in seconda posizione.

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Terza piazza per Dean Harrison, che sulla ZX-6R del team Silicone Engineering ha concretizzato l'ottimo lavoro fatto durante le prove di questi giorni, in cui è sempre stato protagonista. La verdona di Harrison fa una gara praticamente in solitaria, lasciando che a contendersi il quarto posto in una battaglia senza esclusione di colpi siano James Hiller (Kawasaki Quattro Plant), il mannese Conor Cummins (Honda Padgett's) e un John McGuinness un po' sottotono sulla CBR600RR Jackson Racing. A spuntarla sarà proprio Hiller, con un Cummins che riuscirà a piegare il 23 volte vincitore del TT.

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Ma le sorprese non finiscono con la bandiera a scacchi: subito dopo le verifiche tecniche a fine gara, arriva come un fulmine a ciel sereno la notizia che la Yamaha R6 di Michael Dunlop è stata dichiarata irregolare. Sotto accusa il propulsore: un set di bicchierini valvole non conforme al regolamento costa quindi la squalifica al secondo classificato, una vera doccia fredda per il pilota di Ballymoney.

Il quattro cilindri 600 usato da Dunlop in gara è stato fornito a MD Racing dal team Mar-Train, assente in quest'edizione 2016 a causa di un infortunio del proprio pilota: il motore incriminato era un motore di scorta di due anni fa, preparato in vista dell'edizione 2014 e aggiornato per essere montato sulla Yamaha di Dunlop. Tuttavia, le modifiche regolamentari introdotte in questi due anni hanno reso il quattro in linea così configurato non conforme al regolamento attuale, sebbene perfettamente regolare al momento della preparazione.

Una dimenticanza che MD Racing ha pagato molto cara, e di cui il team Mar-Train si è assunto la piena responsabilità: "Siamo totalmente dispiaciuti che Michael e il Team MD Racing siano stati squalificati per una nostra svista". Anche l'ACU (Auto-Cycle Union), organizzatore della corsa, ha dichiarato di non sospettare un deliberato tentativo di aggirare il regolamento ma di ritenere che si tratti di un errore non voluto: "Non crediamo che si sia trattato di un gesto volontario per acquisire un vantaggio". Nonostante ciò, la squalifica è arrivata per la Yamaha n°6 e il risultato finale è stato opportunamente riscalato, con sommo rammarico per Michael e la sua squadra.

PACEMAKER, BELFAST, 6/6/2016: Michael Dunlop (MD Racing Yamaha), Supersport race 1 at Isle of Man TT. PICTURE BY STEPHEN DAVISON

SUPERSTOCK


Nella successiva gara delle Superstock, la musica non è cambiata. Anche qui, uno Ian Hutchinson in forma straordinaria ha suonato un assolo che ha lasciato agli avversari ancor meno speranze di quelle, ridotte all'osso, che Hucthy aveva concesso nelle 600. In sella alla sua S1000RR by Tyco, il numero 4 ha messo da subito in chiaro che avrebbe lasciato agli inseguitori solo le briciole: a Ramsey, il leader incontrastato della corsa è arrivato con già 7 secondi di vantaggio, un chiaro ammonimento per chiunque avesse avuto la vaga di idea di provare a inseguirlo.

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La gara di Hutchy diventa una vera e propria sfilata trionfale quando un problema al cambio della BMW del team Hawk costringe l'inseguitore Michael Dunlop a dare forfait, in una giornata davvero nera per il 27enne nord-irlandese. Con il ritiro di Dunlop Jr si infiamma la lotta per la seconda posizione, che alla fine vede un Dean Harrison (Kawasaki Silicone Engineering) riuscire a piegare non senza fatica uno scatenato James Hillier che con la ZX-10R del team Quattro Plant passa sotto la bandiera a scacchi a meno di due secondi dal pilota che lo precede.

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Un'altra sesta piazza per un John McGuinness abituato certamente ad altri risultati, mentre gli sfortunati Hickman (Kawasaki) e Anstey (Honda) hanno condiviso l'amara sorte di Michael Dunlop. Nella gara che ha consegnato il 13° successo al Tourist Trophy a Ian Hutchinson, anche gli italiani si sono difesi con onore: chiuso nel panino di Stefano Bonetti (26°) e Marco Pagani (28°), nientemeno che Danny Webb, poleman in 125 al GP di Valencia 2011, il che rende bene la misura della prestazione maiuscola dei nostri due portacolori. 40^ piazza per un Alex Polita che, ancora alle prese con l'opportuno apprendistato dei newcomer, riesce ad abbattere la barriera delle 120 mph di media: niente male per un rookie!

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Via RoadRacingCore

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