Carmelo Ezpeleta nei guai col fisco per la gestione del tracciato di Jerez

L'AD dell'organizzatore di Motomondiale e SBK sarebbe nel mirino dell'Agenzia delle Entrate iberica per una presunta frode legata all'impianto andaluso: "Fondi neri fatti sparire in sacchi della spazzatura..."

MotoGp of Italy - Free Practice

Secondo quanto riportato dallo spagnolo DiarioDeJerez.es, il circuito spagnolo di Jerez de La Frontera (che proprio in questi giorni sta ospitando i test pre-stagionali di Moto2 e Moto3) sarebbe al centro di un'indagine da parte delle autorità spagnole per una presunta frode fiscale nel quale sarebbe coinvolto anche Carmelo Ezpeleta, 'Numero 1' di Dorna (la società organizzatrice di motomondiale e Campionato del Mondo SBK).

L'inchiesta sarebbe iniziata circa un anno fa e riguarderebbe il periodo dal 1996-2011, quando l'autodromo andaluso - inserito anche nel calendario dell Formula 1 - era gestito dalla società GCJ (Gestión Circuito de Jerez). L'Agencia Tributaria (l'agenzia delle entrate spagnola) sospetta infatti che in tale periodo l'impianto spagnolo avesse una specie di 'doppia contabilità' per quanto riguarda le entrate del circuito, e questa ipotesi avrebbe trovato riscontro dai primi interrogatori, nei quali - secondo 'fonti vicine all'indagine' citate da DiarioDeJerez - diversi dipendenti della GCJ avrebbero ammesso che "denaro in nero sarebbe stato fatto uscire del circuito nascosto in sacchi della spazzatura". Le ispezioni, effettuate dall'Agencia Tributaria e dalla Udyco (il corpo di Polizia nazionale), avrebbero portato al sequestro di tutta la documentazione contabile e messo nel mirino altri beni intestati a GCJ.

I personaggi principali attorno ai quali ruoterebbe questo presunto sistema di frode sono l'ex-amministratore unico di GCJ José Ramón García, ed il CEO di Dorna Carmelo Ezpeleta. Sempre secondo quanto rivelato da DiarioDeJerez, sarebbe inoltre emerso che in certi ambienti finanziari di Jerez era risaputo che i fondi neri 'fatti sparire' con il sistema dei sacchi della pattumiera fossero destinati a delle cassette di sicurezza presso banche del centro città. Al momento, l'obiettivo principale degli inquirenti sarebbe quindi quello di scoprire chi ha beneficiato della distribuzione di questi soldi e quantificare il danno subito dall'erario. Ci sono comunque pochi dubbi sul fatto che si tratti di diversi milioni di Euro.

Le autorità locali di Jerez non dispongono di una propria documentazione precisa sulle attività di GCJ in quanto la gestione dell'intero impianto era ad essa totalmente delegata dietro un affitto annuale - francamente risibile - di 600.000 Euro.

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