Nella serata di domenica, Barcellona ha fatto da cornice al terzo e ultimo round del Campionato Mondiale FIM SuperEnduro 2011-2012. La gara si è disputata su un percorso artificiale arduo e pieno di ostacoli, che ha messo a dura prova il talento dei piloti partecipanti. Ma tra di loro, c’è un pilota che non smette mai di stupirci e che, in sella al suo destriero arancione, ha conquistato il terzo titolo mondiale SuperEnduro. Stiamo parlando di Taddy Blazusiak, il polacco della KTM che ha stupito il pubblico di Barcellona trionfando davanti al suo compagno di squadra, Johnny Walker.
Per Taddy, questa è l’ennesima vittoria di una lunga serie. Ricordiamo che il polacco ha già conquistato la medaglia d’oro negli X-Games 2011, vinto l’Endurocross 2011 e il suo quinto Erzberg Red Bull Hare Scramble, tutto in sella alla sua KTM. Ma torniamo al SuperEnduro. Già durante il primo round di Genova, Taddy aveva dimostrato ancora una volta il suo talento e si è ripetuto durante il secondo round disputato in casa, nella sua Polonia. Ottima la performance del compagno di squadra, Johnny Walker. Il pilota inglese ha guadagnato il secondo posto assoluto nel Campionato e nella gara di Barcellona si è piazzato alle spalle del nostro Alex Salvini, che ha chiuso quarto in Campionato. Nella squadra KTM troviamo anche Cristobal Guerrero che, a causa di un problema al braccio, non ha potuto gareggiare al 100%, finendo il Campionato in quinta posizione. Terza posizione nella classifica generale per il pilota Joakim Ljunggren in sella alla Husaberg.
Alex Doringer, Team Mangaer del Team KTM, ha dichiarato: “Taddy è stato incredibile. Tutto ciò che faceva era perfetto. Ha fatto delle partenze spettacolari e ha tenuto un ottimo ritmo per tutta la sera. Ha un modo tutto suo di gareggiare ed è imbattibile!” Taddy ha dedicato la vittoria alla memoria del pluri-Campione del Mondo Enduro Mika Ahola, tristemente scomparso da poco e, durante la gara, il pilota polacco ha indossato un ricordo come tributo al Campione Finlandese. Blazusiak, Walker e il team KTM torneranno in Inghilterra per il prossimo campionato Enduro Sprint.
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Nei giorni scorsi siamo stati a Barcellona per la presentazione internazionale del nuovo Xenter 125, lo scooter a ruota alta con il quale Yamaha attacca la categoria dei piccoli targati che si affianca al già conosciuto (e testato) Xenter 150. La sostanza non cambia dal fratello maggiore, e la casa di Iwata propone lo stesso prodotto ma con una cilindrata ideale per chi non possiede la patente A3 o per chi si approccia per la prima volta al mondo delle due ruote.
Per sfidare Honda SH125, Yamaha propone uno scooter che punta sulla massima ergonomia e sulla stabilità, e lo fa con un telaio a doppio trave che passa esternamente alla pedana piatta, in modo a vere un grande spazio per le gambe e al contempo una maggiore stabilità del mezzo. A contribuire a quest’aspetto ci pensa la sospensione posteriore orizzontale che ricorda il mono cantilever da moto.
Con la versione 150 condivide anche la frenata di tipo integrale UBS (Unified Braking System) e le caratteristiche estetiche e funzionali come i faro posteriore a LED, la strumentazione completa totalmente digitale e il vano portaoggetti sotto quest’ultima. Il motore 4 tempi SOHC, 4 valvole, raffreddato a liquido di 125 cc è stato rivisto nelle quote interne al cilindro, così da avere 11,7CV di potenza massima e 12Nm di coppia, principalmente spalmata nei medi regimi. Ma di prestazioni vi parleremo presto con la nostra prova.
L’Xenter 125 entra nel mercato italiano a febbraio con un prezzo di 2.890€ f.c. e come nella versione 150 il bauletto in tinta e il parabrezza con paramani integrato sono di serie. I colori sono disponibili sono Sky Blue, Avalanche White e Midnight Black.
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Conosciamo bene Julien Dupont, è quel mago del trial che con il “Ride The World” ha fatto un po’ di sano teppismo motoristico in alcune delle più importanti città del mondo, questa volta però ha lasciato da parte la sua trial per mettersi a fare qualche numero con qualcosa di più grosso.
Si tratta della KTM Freeride E, l’elettrica da cross del marchio austriaco che sta convincendo sempre più fuoristradisti a considerare anche la propulsione a batterie. Se qualcuno non fosse ancora convinto di questo progetto, dia un’occhiata a questa gallery: foto fantastiche e numeri degni del rider che la cavalca, nello scenario della periferia di Barcellona.
Da Caserta a Barcellona in 8 gg attravensando Italia, Francia e Spagna. 4800 km di sole curve in sella ad una Ducati Monster 1100 S. Per le belle immagini ringraziamo Angelo.
Inviateci le vostre “Foto del giorno”, foto bizzarre, che avete scattato voi o un amico oppure che avete semplicemente trovato su internet, che riguardi ovviamente il mondo motociclistico, all’indirizzo fotodelgiorno@motoblog.it. Le più interessanti, particolari, simpatiche o curiose, saranno pubblicate a vostro nome. Molte ne sono arrivate fino ad oggi… continuate a seguirci e le vedrete pubblicate.
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Non è di certo passata inosservata la mostruosa Akrapovič Morsus all’H.O.G. Rally Europeo in Croazia, dove è stata proclamata “Best in Show” e “Radical”. La Morsus ha riscosso lo stesso successo anche all’Harley Days di Barcellona. Un grande risultato dunque per uno dei maggiori brand produttori di scarichi per moto, che esporrà all’Harley Days di Morzine (Francia) la nuova linea aftermarket di sistemi personalizzati di scarico moto.
Insieme ai prodotti Akrapovič, sarà possibile ammirare la strana Morsus, una moto dalle linee sinuosissime in grado di catturare l’attenzione degli appassionati. Sarà forse la luce che riflette sul cerchione pieno a “ipnotizzare” i tanti ammiratori?
via | Akrapovič
E se nn vi fosse bastato il primo “assaggio”, eccovi anche la 2a parte delle chicas più calienti del Circuit de Catalunya. Sempre sorridenti, con la battuta pronta e i loro vestitini succinti che lasciavano ben poco all’immaginazione, le girls iberiche vi accompagneranno anche per questo altro giro: pronti? via!
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Ieri sono andate in scena le tre gare del Motomondiale sul circuito del Montmelò. I tre vincitori di categoria sono stati Terol, Bradl e Stoner, ovvero i candidati principali per la vittoria del titolo, secondo le stime della prima parte di campionato. Da questo lato, ovviamente, nessuna delusione e tanta sostanza, ma spostando lo sguardo, c’è stata qualche delusione di troppo, a partire dalla gara MotoGP.
Delusione 1: Gara noiosa, un trenino fra i meno emozionanti visti da qualche tempo a questa parte. Dopo l’ovvia bagarre delle prime curve, le posizioni dei piloti di testa si sono concretizzate in un trenino con distanza di 2 secondi fra un vagone e l’altro. Mettici le nuvole a incupire le immagini TV, ed ecco confezionato un GP soporifero. Noia tale da aver gasato più di un appassionato appena sono state annunciate quelle poche gocce sul tracciato e la direzione gara ha dato la possibilità di cambiare la moto in caso di forte pioggia. Nulla di tutto ciò è accaduto.
In una gara MotoGP deludente alla radice, è inoltre difficile trovare prestazioni davvero deludenti (a parte quella del Sic). Lo scarso spettacolo è un lavoro di squadra, tutti ci mettono del loro e la situazione non offre spunti per giudicare azioni particolarmente negative o positive. Speriamo che a Silverstone cambi la musica, altrimenti servirà della caffeina per via endovenosa.
Delusione 2: Marco Simoncelli. E’ lui il vero protagonista del weekend. Arrivato con la compagnia della gendarmeria catalana, salito in sella e conquistata la pole position tra i fischi, sembrava l’unico in grado di contrastare lo strapotere australiano ma una partenza scarsissima e una gara anonima a ridosso della top5 hanno vanificato tutta l’atmosfera da film d’azione che l’ha accompagnato lungo questo weekend. I capelloni, l’accento, le parolacce dette con nonchalance: tutti atteggiamenti che l’hanno portato ad essere uno dei più semplici e apprezzati talenti emergenti della MotoGP. Ora però concretizziamo qualche risultato.
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Dopo la pole position di ieri, forse da “Super Sic” ci si aspettava il podio. Purtroppo una partenza difficile e le condizioni metereologiche non certo favorevoli non gli hanno consentito di girare con i tempi delle prove che gli avrebbero sicuramente consentito di recuperare il terreno perso in avvio di gara.
Marco Simoncelli - 6° - “In partenza non so se ho tenuto troppo la frizione ho pure mi è slittata e così diversi piloti mi hanno superato ed ho perso terreno. Questo è l’aspetto negativo della gara di oggi perché dopo non sono più riuscito ad avere il ritmo che riuscivo a tenere nelle prove ed ero abbastanza in difficoltà. Ma ho visto che un po’ tutti giravano più piano che nelle prove. Il problema è stato che ho accumulato un ritardo di oltre un secondo rispetto ai piloti che erano davanti a me, ho recuperato fino ad arrivare a tre decimi da Valentino ma poi a pochi giri dal termine “ho preso un rischio” in un punto della pista che era leggermente bagnato ed allora ho deciso di tirare i remi in barca e portare almeno a termine la gara. Nel complesso vaulto comunque il fine settimana positivamente anche se dopo la pole un sesto posto lascia un po’ l’amaro in bocca però se penso allo stato d’animo con il quale sono arrivato a Barcellona c’è da essere soddisfatti. I tre obiettivi di ieri che il primo era arrivare lo abbiamo raggiunto e per gli altri due, podio e vittoria ci proveremo nei prossimi Gran Premi.”
Fausto Gresini: “Cerchiamo di valutare positivamente questo fine settimana perché così è stato e le fantastiche emozioni non sono certamente mancate. Certamente il sesto posto di Marco ci stà un po’ stretto ma se facciamo un passo indietro e pensiamo alla vigilia di questo Gran Premio ed allo stato d’animo con il quale Marco è arrivato a Barcellona c’è da essere ampiamente soddisfatti. Ci ha regalato una pole, che con un nostro pilota mancava dal 2005 ed ha dato una meravigliosa risposta sportiva a tutte le parole riversate nei giorni precedenti. Siamo orgogliosi di avere con noi Marco e siamo certi che ci regalerà molte gioie. Mi dispiace per Hiroshi per lui il fine sttimana è stato difficile e lo ha concluso nel peggiore dei modi con una caduta. Avrà modo di rifarsi tra una settimana a Silverstone”.
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Il Gran Premio di Barcellona ha visto Valentino Rossi e Nicky Hayden rispettivamente quinto e ottavo al traguardo, in una giornata dalle condizioni “miste” con warm-up bagnato e gara asciutta, salvo qualche goccia di pioggia a tredici giri dalla fine che ha portato all’esposizione delle bandiere bianche per consentire il cambio moto, in assetto “rain”, in caso di peggioramento delle condizioni. Cosa mai avvenuta, fino alla bandiera a scacchi.
Valentino Rossi - 5° - “La gara di oggi ha degli aspetti positivi e negativi. Di buono c’è che abbiamo dimezzato il distacco dal primo e anche gli altri che ci sono stati davanti non sono lontani. Quello che non ci piace, chiaramente, è il quinto posto, perché l’obiettivo è fare molto più di così. A dire il vero oggi avremmo anche potuto fare un po’ meglio, non avessimo tentato una regolazione di set up che andava provata nel warm-up che però è stato bagnato. In quelle condizioni è andata molto bene e quindi ci siamo trovati davanti ad un bivio, se usarla o meno, alla cieca, in gara. Ci abbiamo provato e forse abbiamo sbagliato perché la moto si muoveva tanto in entrata di curva, scivolava, non avevo abbastanza “grip”. Comunque non siamo troppo lontani e stiamo lavorando bene. Bisogna continuare così, il campionato è lungo e noi siamo ancora completamente concentrati sullo sviluppo della GP11 oltre che pensare al 2012, e non abbiamo nessuna intenzione di mollare”.
Nicky Hayden - 8° - “Credevo di poter far meglio di ottavo. Sono partito bene e le gomme sono state subito efficaci e per questo, nei primi due giri, ho pensato che oggi avremmo ottenuto un buon risultato. Invece abbiamo consumato velocemente le gomme e la moto ha cominciato a scivolare molto presto, specialmente nei curvoni lunghi. Avevamo alcune cose che avremmo voluto provare nel warm-up ma è piovuto e abbiamo preferito non rischiarle in gara. Per il resto invece la moto andava davvero bene quindi non siamo entusiasti del risultato. La prossima gara è domenica prossima quindi cercheremo di far tesoro dell’esperienza e di far meglio a Silverstone”
Doppia celebrazione oggi a Montmelò per Yamaha Factory con Jorge Lorenzo e Ben Spies che hanno conquistato rispettivamente il secondo e terzo gradino del podio nel Gran Premi de Catalunya. Partito alla grande, il campione del mondo doveva cedere la prima posizione a Casey Stoner alla fine del primo giro, per poi mantenere la seconda piazza fino al termine della gara. Il texano invece si posizionava in terza posizione, lasciandosi gli inseguitori alle spalle e mantenendo un ritmo costante che gli permetteva di procurarsi un vantaggio di circa un secondo su Andrea Dovizioso e di aggiudicarsi in tal modo il primo podio stagionale.
Jorge Lorenzo - 2° - “Sono davvero soddisfatto del risultato di oggi, ho dato il massimo! Ho superato Casey subito al via ma sapevo che mi avrebbe risorpassato. Ho provato a stare in gara con lui e a non allontanarmi dalla sua ruota posteriore… alla fine non ce l’ho fatta perché ha cominciato a piovere un po’ ed è stata dura mantenere la concentrazione. Siamo ancora in testa al campionato! Vediamo cosa succederà a Silverstone“.
Ben Spies - 3° - “Non ho mai smesso di spingere, oggi. Alla fine sono riuscito a recuperare terreno su Jorge, non necessariamente per cercare di prenderlo quanto per lasciarmi dietro Andrea. La moto andava bene e avevo bisogno di conquistare un buon risultato. Dopo i primi giri mi sono reso conto che potevo puntare al podio così ho girato più forte che potevo. Oggi abbiamo scelto la gomma giusta e anche tutto il lavoro svolto qui a Montmelò si è dimostrato valido. Un grazie enorme al team che ha lavorato molto per rendere possibile questo risultato. Ci riproveremo a Silverstone!“.