E' davvero tutto merito delle Bridgestone?

Bridgestone Casey Stoner Ducati"Basta osannare solo le gomme!". Questo è il pensiero di Max Temporali, noto giornalista e pilota di ottimo livello, protagonista con Franco Bobbiese di tante puntate della trasmissione "Griglia di Partenza".
Dopo la spaventosa dimostrazione di forza di Laguna Seca da parte del "pacchetto" Stoner-Ducati-Bridgestone, si pensa ad esultare (come avviene giustamente in Formula 1) per i colori italiani motoristicamente (scusate il neologismo) al top anche nelle due ruote, non si pensa a festeggiare il podio di un ottimo Melandri sceso in pista in condizioni fisiche a dir poco precarie, ma solo a ritirar fuori il fattore "G", il fattore gomme.
Certamente buona parte dei meriti dei recenti successi di casa Ducati possono essere attribuiti ai notevoli progressi fatti nell'ultima stagione dalla Bridgestone. Ma se poi andiamo ad analizzare più da vicino l'andamento di questo prima metà (e oltre) di stagione, verrà fuori che il vero protagonista è uno solo, Casey Stoner.
Temporali scrive: "Bridgestone è sulla bocca di tutti, fa parlare più di Ducati e di Stoner che anche in America sono stati fenomenali. Ogni tre per due salta fuori la parola magica, dalle telecronache piuttosto che dai titoloni di giornale. Quando Michelin imperava, mai una volta fu messa davanti al nome di Valentino Rossi."

E ancora: "In MotoGP ha sempre vinto Michelin, ma alle gomme si è sempre data un’importanza bilanciata tra pilota e moto perché c’era un italiano che vinceva. Mi piacerebbe che anche oggi si desse merito all’opera perfetta di Casey e la sua Desmo, senza cercare forzatamente l’argomento Bridgestone alla minima occasione.
E poi parliamoci chiaro: si è sempre detto (dimostrato anche dai fatti) che Valentino Rossi ha quei sette-otto decimi nel polso che gli hanno sempre permesso di fare la differenza, pur guidando una moto sottotono.

Io proverei una volta tanto a ipotizzare che Valentino non ha più la chiave magica per la soluzione dei problemi. Sembra sempre impossibile che uno Stoner o un Vermeulen possano arrivargli davanti così brutalmente, ma perché?
A Laguna Seca sappiamo che i piloti americani fanno la differenza eccome. Invece, vince Stoner, che con l’America non centra proprio niente, e le gomme non bastano a farlo arrivare ai piani alti della classifica, se no Miguel Duhamel (anche lui Bridgestone) che ci faceva in fondo alla griglia?"
Eppure al Sechsenring le "gomme magiche" hanno ceduto alla distanza lasciando Dani Pedrosa libero di vincere in solitario con un Rossi che, un po per sfortuna un po per troppa voglia di rimontare, è scivolato in malo modo in stile Valencia 2006.
La Bridgestone è migliorata notevolmente rispetto allo scorso anno recuperando il gap che aveva costretto per anni i piloti gommati dalla casa giapponese (Capirossi in primis) a lottare nelle retrovie per accaparrarsi qualche punticino. OK, quest'anno sarà lotta tra piloti Bridgestone e piloti Michelin, ma se dobbiamo essere obiettivi fino in fondo, ai "poveri" piloti Dunlop non ci pensa nessuno?

via | Tuttomoto.com

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