Mores - La nuovissima Nuda made in Husqvarna, si propone come una delle moto più attese e interessanti di questo inverno, spigolosa e aggressiva, ben curata in ogni dettaglio e capace di mantenere e rafforzare quella identità tipicamente Husqvarna nonostante la recente acquisizione da parte di BMW.
La Nuda non solo rappresenta la prima moto stradale di grande scala prodotta dalla neonata sinergia Husqvarna-BMW, ma è anche la prima Husky stradale di grande cilindrata che si propone in un segmento finora mai battuto. Un cuore bavarese ben rimaneggiato in funzione delle diverse esigenze della Nuda italiana, il tutto racchiuso in una ciclistica molto valida e che si declina tra due modelli la standard e la R che si arricchisce di sospensioni più professionali, un impianto frenante derivato dalle corse e particolari specialistici che la rendono più idonea anche all’utilizzo in pista.
A metà strada tra una naked e un supermotard la Nuda si propone ad un prezzo di 9.900 euro in tutta la sua essnza, Nuda come il nome che porta in dote ma comunque ben ancorata alla tradizione della sua Casa di origine da sempre legata a doppio filo con il mondo dell’enduro e del supermotard.
Test Husqvarna Nuda 900 e 900R
Partendo dall’ottimo motore bicilindrico della BMW 800 R (che abbiamo avuto modo di apprezzare sia per i consumi contenuti quanto per la sua leggerezza e per l’ottima erogazione) Husqvarna vi ha dedicato numerose modifiche prima di poterlo installare sualla nuova Nuda 900. In primis è stata incrementata la cilindrata da 798cc a 898cc mediante un alessagio di 84 mm (allargato quindi di 2 mm) ed è poi stata aumentata corsa di 5,4 mm rispetto al motore standard portandola a 81mm.
Il rapporto di compressione è stato aumentato a 13,0:1 utilizzando una nuova guarnizione a tre strati per la testa del cilindro e gli alberi a camme, i pistoni e le bielle sono stati modificati per alloggiare un albero motore di nuovo design. Per conferire a Nuda il carattere più sportivo e una diversa sonorità allo scarico, l’angolo di compensazione dell’albero motore di 0° del motore F 800 R è stato modificato a 315°, creando un nuovo motore brillante con un carattere e un comportamento dinamico unico nel suo genere.
Questa nuova configurazione non solo offre una sensazione di guida improntata alla massima performance, ma migliora notevolmente le caratteristiche di potenza e di coppia del motore rendolo più sportivo e divertente seppur sempre molto regolare nell’erogazione. Grazie al nuovo design del motore, con valvole di aspirazione di 33 mm (più larghe di 1 mm) e valvole di scarico di 28,5mm, Husqvarna ha portato la potenza a 105 cavalli e la coppia a 100Nm riuscendo a mantenere la l’erogazione fluida e lineare anche con lievi aperture del gas e a basso numero di giri.
LA gestione del motore BMW-KP è realizzata con due valvole a farfalla da 46 mm, che mantengono bassi i consumi così come ha sempre dimostrato già la unità da 800cc, con la Nuda le percorrenze, seppur inferiori rispetto all’800, si mantengono comunque intorno ai 20km/l, un valore importante se rapportato al piccolo serbatoio da soli 13 litri.
Una moto diversa che senza dubbio non lesina personalità e coraggio stilistico, del resto negli ultimi anni l’evoluzione estetica del marchio Husqvarna ha tradito quello spirito prettamente europeo carico di forza e originalità. Nuda di nome e di fatto la nuova bicilindrica di Husqvarna è stata concepita nelle linee e nel design all’interno di un centro stile situato a Nord Est di Milano da un gruppo di giovani disegnatori che hanno cercato di interpretare al meglio lo spirito del Marchio insieme alle esigenze dei motociclisti.
Il suo profilo spigoloso e audace, l’essenza minimalista e a tratti controcorrente, un incrocio di stili dalla nuda al supermotard, dall’impostazione un pò da scrambler ma con la coda rastremata e sfuggente che emula il codino di una moto sportiva. Il telaio a traliccio deriva da quello della F 800 GS seppur pesantemente rivisto nelle dimensioni, ingombri e quote ciclistiche, questo perchè la derivazione da una moto da enduro poteva agevolare l’installazione di sospensioni da supermotard.
L’evoluzione in chiave sportiva però passa attraverso una riduzione della lunghezza del telaio di ben 50mm e un aumento della rigidità nella zona del cannotto che ha ora un diametro di ben 80mm. Un cannotto tanto solido si nota in ogni situazione conferendo una grande precisione di guida ed un controllo direttissimo della ruota anteriore, a svantaggio del comfort e del filtraggio delle buche in direzione dello sterzo.
Le forcelle della versione stadard sono realizzate dalla Sachs con diametro di 48 mm e sono completamente regolabili mentre l’ammortizzatore posteriore è regolabile in compressione, estensione e precarico della molla è affidato allo specialista Öhlins. Il setting delle sospensioni di Nuda 900R è progettata per sollevare il baricentro della moto rispetto a Nuda 900, aumentando la distanza da terra, questo è possibile grazie al mono Ohlins che diventa in questo caso regolabile anche nell’interasse.
Una volta in sella alla nuova Nuda di Casa Husqvarna si avverte, sin dai primi metri, un comportamento ciclistico totalmente votato alla maneggevolezza e al piacere di guida. La posizione di guida a metà strada tra una naked ed un supermotard, con il manubrio veramente molto largo (decisamente oversize per qualsiasi naked e simile a quello di una moto da trial), ben bilanciata, e dotata di sospensioni dalla lunga escursione (di concezione fuoristradistica) ciò nonostante l’altezza da terra così come quella delle pedane sono in linea con quelle di una nuda stradale.
La sella è stretta e molto compatta, ottima per assecondare la ricerca di maneggevolezza e capace di migliorare anche la sensibilità di guida, meno valida invece per ciò che concerne il comfort e le lunghe percorrenze. Ma la Nuda punta a farsi ricordare più per la sua carica adrenalinica che non per le sue capacità nel turismo; veloce e divertente in ogni situazione riesce ad assecondare l’anima sportiva di qualsiasi motociclista.
Fulminei i suoi inserimenti, la Nuda si lascia condurre all’interno della curva anche con il posteriore che sbanda vistosamente, così come in uscita di curva sa mantenere la sua traiettoria anche quando il posteriore derepata verso l’esterno, merito del buon lavoro del forcellone e dell’erogazione sempre progressiva e ben controllabile. In fase di frenata la forcella si chiude correttamente e aiuta il pilota durante l’inserimento, diminuendo l’avancorsa.
L’azione della Sachs è molto scorrevole e ben tarata nella corsa, nell’utilizzo in circuito il nostro Ermanno Bastianini dopo una prima sessione di pista ha preferito indurire leggermente la compressione della forcella ottenendo benefici nel tempo sul giro, e attestandosi da subito su ottimi riscontri cronometrici. Per contro nell’utilizzo stradale la forcella paga un pò questa sua taratura tendenzialmente sportiva offrendo un filtraggio delle asperità più in linea con quello di una naked che non con quello di un supermotard di media cilindrata. La frenata è potentissima, aggressiva ed efficace sin dal primo tocco della leva, tanto da richiedere una fase di adattamento e una buona sensibilità soprattutto se si cerca il limite in staccata.
Le pedane toccano facilmente terra, soprattutto nell’utilizzo in pista, su strada invece per cercare il limite occorre veramente esagerare oltre ogni più sensata necessità. Ottimo il comportamento dei pneumatici di serie, le Metzeler Sportec M5 infatti offrono il giusto compromesso tra sportività e utilizzo stradale, con un anteriore stabile e molto rotondo e un posteriore che offre grande feeling ed un’ottima trazione.
Nell’utilizzo in pista, cercando il massimo della performance si è rilevato utile scendere con la pressione di gonfiaggio dai 2.8 bar consigliati per uso stradale a un valore di 2.2 bar, più adatto ad un uso in circuito. Il motore mostra una buona erogazione già ai bassi giri, per progredire verso gli alti con un aumento della potenza sempre progressivo e mai improvviso, questo facilità la trazione e anche il controllo della moto nelle marce basse, nelle quali resta comunque molto facile esibirsi in impennate di potenza.
Eccellente il comportamento del cambio, dotato di rapporti molto ravvicinati si rivela decisamente racing nella risposta della leva, con una grande rapidità e precisione degli innesti; manca invece la frizione antisaltellamento, tanto che nella guida al limite in fase di inserimento diventa utile (e saggio) tenere leggermente tirata la leva della frizione per evitare eccessivi scuotimenti provenienti dal posteriore che tenta di derapare. Il peso è di circa 175kg, un valore di tutto rispetto, seppure nella guida la Nuda appare ancor più leggera di quanto denunciato dalla bilancia, merito di una ottima disposizione dei pesi e di leve ampie e vantaggiose come il manubrio alto e largo e la sella stretta.
Se in pista apprezziamo la precisione di guida e la grande trazione (insieme ad un impianto di sospensioni molto reattivo alle regolazioni) su strada si fa notare per la maneggevolezza e anche per la facilità di guida. La moto cambia direzione in modo immediato rispondendo rapidamente ai comandi impartiti dal pilota. Su strada si evidenziano anche vibrazioni contenute e il poco calore proveniente dalla zona del motore verso le gambe del pilota.
La frenata invece può sembrare eccessiva nel caso della 900R soprattutto su fondi imperfetti o dalla bassa aderenza, la 900 standard invece (che utilizza pinze Brembo radiale standard e non le Racing monoblocco della R) si dimostra molto più gestibile e meno aggressiva nella risposta della leva del freno. Utilissimi infine gli accessori stradali come il parabrezza in plexiglass trasparente e le borse laterali, ampia inoltre la lista degli accessori già disponibili nel catalogo Husqvarna.
Piace
Reattività e maneggevolezza
Piacere di guida
Frenata potente
Ciclistica bilanciata
Estetica personale e accattivante
Frenata potentissima (versione R)
Non piace
Il comando del gas non ha la regolazione della corsa a vuoto
Sella un po’ dura
Manca frizione antisaltellamento
Tester: Ermanno Bastianini
Foto: Marco Campelli - Marco Zamponi - Thomas Maccabelli - Husqvarna press
Motore
Tipo Bicilindrico in linea, 4 tempi, raffreddato a liquido, 2 alberi a camme in testa, lubrificazione a carter secco B
Alesaggio / Corsa 84 mm x 81mm
Cilindrata 898 cc
Potenza massima 77 kW (105 CV) a 8.500 giri/min
Coppia massima 100 Nm a 7.000 giri/min
Rapporto di compressione 13,0:1
Alimentazione / gestione motore Iniezione elettronica, gestione elettronica digitale del motore, due mappe motore (selezionabili dal cliente)
Catalizzatore Catalizzatore a 3 vie regolato mediante sonda lambda, in conformità con le normative EU-3
Prestazioni / Consumo
Velocità massima Oltre 200 km/h
Consumo in 100 km a velocità costante (90 km/h) 3,9 l/ 100 km (4,3 l/ 100 km)
Consumo in 100 km a velocità costante (120 km/h) 5,3 l/ 100 km (5,95 l/ 100 km)
Tipo carburante Super senza piombo a 95 ottani min. Super senza piombo a 95 ottani min.
Impianto elettrico
Alternatore 390 W
Batteria 12V/ 14 Ah
Trasmissione
Frizione Dischi multipli a bagno d’olio ad azionamento meccanico
Cambio A 6 marce ad innesti frontali
Trasmissione secondaria Catena con O-ring
Ciclistica / freni
Telaio Telaio a traliccio in acciaio, pedane passeggero rimovibili
Sospensione anteriore Forcella Sachs Up Side Down, ø 48 mm (Forcella Sachs Up Side Down, ø 48 mm, regolazione del freno idraulico in compressione ed estensione; regolazione meccanica del precarico della molla)
Sospensione posteriore Forcellone doppio braccio in alluminio con monoammortizzatore Sachs, regolazione meccanica del precarico della molla, regolazione del freno idraulico in estensione
(ammortizzatore posteriore Öhlins, regolazione del freno idraulico in compressione ed estensione, regolazione meccanica del precarico della molla, regolazione lunghezza (Δ10 mm))
Escursione complessiva / ruota 210 mm/ 180 mm
Passo (in assetto normale) 1.495 mm
Avancorsa (in assetto normale) 101 mm
Inclinazione (in assetto normale) 65,5°
Ruote In lega di alluminio In lega di alluminio
Dimensioni cerchio anteriore 3,5″x17″
Dimensioni cerchio posteriore 5,5″x17″
Pneumatico anteriore 120/ 70 ZR 17
Pneumatico posteriore 180/ 55 ZR 17
Freno anteriore Sistema Brembo: doppi dischi flottanti, ø 320 mm, pinze ad attacco radiale a quattro pistoncini con pastiglie sinterizzate (Brembo: doppi dischi flottanti, ø 320 mm, pinze monoblocco ad attacco radiale a quattro pistoncini con pastiglie sinterizzate)
Freno posteriore Sistema Brembo: disco singolo, ø 265mm con pinza flottante
Dimensioni / pesi
Altezza sella, con peso a vuoto 870 mm (860 mm sella ribassata- accessorio) Versione R: 875 - 895 mm (lunghezza ammortizzatore regolabile)
Arco del cavallo, con peso a vuoto 1.910 mm (1.890 mm sella ribassata- accessorio) Versione R: 1.920 - 1.960 mm (lunghezza ammortizzatore regolabile)
Peso in ordine di marcia con peso di benzina 1) 195 kg
Peso a secco 174 kg
Peso totale ammesso 391 kg
Carico utile (con equipaggiamento di serie) 196 kg
Capacità utile del serbatoio 13 l
Di cui di riserva circa 3 l
Lunghezza 2.190 mm
Altezza (senza specchi) 1.220 mm Versione R: 1.225 - 1.245 mm
Larghezza (compresi specchi) 895 mm
Prezzo: da 9.990€ f.c.
niculasch
26 ott 2011 - 10:12 - #1La adoro!!! Quella che dovrebbero essere la moto d’oggi per divertirsi su strada in termini di peso e maneggevolezza… Una bella concorrente per l’hypermotard… Chissà che goduria da guidare sul misto… La classica da mono ruota in ogni circostanza… Le borse invece da usare rigorosamente in pista per non consumare le saponette ahah!! Promossa anche a livello estetico, “gnucca e ignorante”, ma in questo caso de gustibus, secondo me o la si ama o la si odia!!!
carlo370
26 ott 2011 - 10:36 - #2Siamo sinceri, 9000,00 euri sono tanti, con questa cifra il mercato offre molto di più.
hornettista
26 ott 2011 - 10:51 - #3Ad esempio Carlo370?
macinatore
26 ott 2011 - 10:55 - #4Peso a secco 174 kg sì però:
Peso totale ammesso 391 kg -
Carico utile (con equipaggiamento di serie) 196 kg =
peso reale 195kg!
e poi quel motore e quel prezzo…
niculasch
26 ott 2011 - 11:14 - #5Sicuramente… A quel prezzo la cocorrenza ( poca in questa nicchia di prodotto ) offre zero, soprattutto se si guarda il contenuto, la tecnologia, dotazione di serie, qualità, finiture e chi più ne ha ne metta… Se calcoli che con 9k euro non compri nemmeno un maxi scooter… ;)
GiolliJoker
26 ott 2011 - 11:30 - #6Macinatore, potevi risparmiarti il calcolo:
Peso in ordine di marcia con peso di benzina: 195 kg
è in tabella :-)
Comunque con 13 litri di serbatio significa che il peso dichiarato a secco non conta nemmeno gli altri liquidi e forse anche qualcos’altro… bah…
hornettista
26 ott 2011 - 11:39 - #7Tipo la batteria. E ho sentito dire che a volte tolgono le gomme. Non scherzo, è assurdo.
GiolliJoker
26 ott 2011 - 11:42 - #8P.S.: motoblog, per piacere, potete fare una rilettura di editing?
Dopo aver letto: nuna, ingobri, scrabler, ecc… m’è scappato da ridere ed ho smesso di leggere… :-)
pregno
26 ott 2011 - 12:53 - #9gran bel giocattolo..mi piace un casino!!!
mojito_si
26 ott 2011 - 13:11 - #10Bel giocattolone, ha ragione chi dice che esteticamente la ami o la odi.
Io la odio.
Mi sa di quei tentativi stilistici giapponesi che dopo 3 anni sono invecchiati irrimediabilmente.
Andreart
26 ott 2011 - 14:15 - #11Vi confesso che ho già avuto la fortuna di poterla provare in versione R sulle bellissime strade attorno al lago di Varese partendo dalla sede di Husqvarna.
A me è piaciuta davvero molto, perché è più trattabile di Hyper Motard e KTM Duke/SMR e nel contempo sensibilmente più leggera di Dorsoduro. Certo non ha la coppia strappabraccia di Ducati né l’allungo del Kappa 990, ma si lascia guidare benissimo e il motore (nonostante fosse una preserie non ancora perfettamente a punto) ha personalità e corpo.
Il cambio di fasatura gli ha dato carattere e un bel sound, nettamente diverso da quello del fratello minore BMW F800.
Insomma, brava Husqvarna! Coraggiosa, divertente e fuori dal coro.
Sarà da vedere quanto influirà l’estetica, che è davvero molto personale, anche se devo ammettere che vista dal vero ha il suo perché. Almeno per strada la distingui a colpo d’occhio ;-)
Per chi ha tempo e voglia merita un test-drive fra i tanti che ci saranno a primavera per farsi un’idea di persona di come va.
Andrea ‘Artù’ Artusi
valsy
26 ott 2011 - 15:20 - #12@GiolliJoker
Sarà stata la tarda notte. Può capitare qualche errore in oltre 2800 parole scritte per il post ;)
superclod
26 ott 2011 - 19:39 - #13Se non sapete guidare da motard, è inutile che proviate a fare i traversi dando un gran pestone sul freno post..
valsy
27 ott 2011 - 14:04 - #14@superclod
Il pilota nella foto, che dici non saper guidare il motard, è Ermanno Bastianini pluricampione italiano di numerose specialità, ha collezionato in passato centinaia di vittorie nell’europeo e nell’italiano velocità, dalla 125GP alla SBK e SS. Bastianini ha corso anche nel mondiale 500GP all’inizio degli anni ’90 risultando miglior pilota privato in gaa.
Nel Supermotard ha corso invece per 4 anni fino al 2008 vincendo decine di gare dell’italiano, ha vinto la Coppa Italia nel 2006, oltre che una gara del Mondiale Supermoto a cui si era iscritto come Wild Card.
Ti facciamo notare infine che la ruota posteriore fumante non è fatta frenando con il posteriore ma è relativa a una lunghissima derapata fatta ad alta velocità che fa fumare la ruota anche senza che sia bloccata.