
Se avete visto il primo appuntamento con il mondiale superbike, sapete già cosa intendo dicendo “tre fulmini giapponesi”.
Sto parlando di quei mostri di potenza messi in pista da Suzuki, Yamaha e Honda.
Tre moto che in entrata di curva seguono traiettorie sempre diverse, con apparente disinvoltura, e ridefiniscono ogni volta il concetto di staccata al limite.
Per non parlare dell’accelerazione in uscita di curva che sembra già impressionante guardandola dalla tv, figuriamoci ad essere in sella… pensate che scarica di adrenalina può dare!

Per quei pochi che ancora non lo sapessero, questi gioiellini sono la punta di diamante della produzione motociclistica delle varie case giapponesi e si chiamano GSX-R1000, R1 e CBR1000RR.
Sono le parenti (molto racing) delle moto che chiunque può acquistare nei concessionari, ma che pochi possono dire di sapere veramente guidare.
Corser, Haga e Toseland, sono tra i fortunati che se ne possono vantare.

Certo sono dei professionisti, ma vederli andare sempre più forte e sempre più al limite, stagione dopo stagione, m’impressiona ogni volta.
Oltre allo spettacolo della lotta in pista, questi ragazzi ci dispensano vere lezioni di guida e ci mostrano il vero potenziale delle loro moto, come nessun altro sà fare.
Avete visto come “buttavano giù” le moto in curva all’ultimo momento e come disegnavano nuove traiettorie d’entrata ad ogni passaggio?!
“Una roba pazzesca”, come direbbe il buon Beppe Grillo.
Se penso che la stagione è appena iniziata e l’evoluzione di questi mezzi è ancora tutta da fare, già mi viene l’acquolina in bocca in attesa di vedere i numeri che ci regaleranno nelle prossime gare.
Giulius999
01 mar 2006 - 11:12 - #1scusate, non ho capito molto questo articolo..
pinius
01 mar 2006 - 11:21 - #2giulius999 … il succo che avendo visto bayliss che combina in curva nel misto …hanno dovuto dare spicco alla moto giapponesi…se no dicevamo che vanno solo forte sul dritto … hihihiihih :-D
VAI POMPONE
Major Tom
01 mar 2006 - 11:48 - #3Beh, penso che quei piloti debbano ringraziare molto l’elettronica, perchè oggi anche in SBK i piloti di punta possono aprire il gas anche a centro curva senza troppi timori, togliendo un po’ di fascino alla buon vecchia “manetta” (ancora essenziale, comunque). In particolare mi impressiona la Honda Ten Kate all’ingresso della curva: parte larga, poi staccando si avvicina alla corda della curva rimanendo dritta, curva e riesce come se avesse fatto la curva più “rotonda” della storia…Era così anche con Vermeullen l’anno scorso, impressionante!
Giulius999
01 mar 2006 - 11:53 - #4Tom effettivamente è impressionante vedere come escono dalle curve senza sbacchettate o perdite di aderenza, escono tutte liscie come dei proiettili
Simone Zampini
01 mar 2006 - 12:34 - #5Il manico conta solo se si parla di Bayliss (e Valentino Rossi in MotoGP). All’infuori di lui (loro), conta molto di più la moto. Forza Troy!
Giulius999
01 mar 2006 - 12:41 - #6no dai.. secondo me anche Corser e Haga ono due gran manici
erman
01 mar 2006 - 12:43 - #7a me basterebbe avere il manico dell’ultimo in griglia della superstock durante il giro di ricognizione…
Major Tom
01 mar 2006 - 12:45 - #8Un po’ di parte il tuo commento, Simone! Anch’io sono tifosissimo di Troy, ed è chiaro che Sabato Troy ci ha messo molto del suo, ma guarda che l’elettronica (direttamente dalla moto gp) ce l’ha anche lui. Pagava molto in rettilineo e in uscita di curva, ma nel misto la sua Ducati era rapidissima, più delle jappo. I tempi in qualifica (suoi, ma anche di Lanzi e anche qualche altro non-ufficiale) lo dimostrano, poi però perdevano molto in rettilineo (dove si può sorpassare) e faceva ovviamente più fatica a passare nel misto, penalizzando un po’ la sua gara.
Giulius999
01 mar 2006 - 13:12 - #9erman mi sono chiuso in due come uno sdraio dal ridere!hahahah :)
desdemone
01 mar 2006 - 14:11 - #10Questo articolo non l’ho capito neanch’io. In effetti le moto giapponesi erano dei veri missili. Però il passo, il record sul giro, la superpole e il primo posto in classifica è Ducati … con la metà dei cilindri.
erman
01 mar 2006 - 14:57 - #11giulius ma io ero serio caspiterina…
Giulius999
01 mar 2006 - 15:04 - #12eh lo so, che eri serio, ma è vero quello che dici, a me basterebbe avere il manico del collaudatore dell’ultimo classificato nel monomarca derbi 125..
erman
01 mar 2006 - 15:11 - #13sono convinto però che se avessi una moto con gomme giuste e soprattutto corressi senza il timore di addossarmi la spesa se cadendo la distruggessi….limerei via un bel po’ dai miei tempi..
pinius
01 mar 2006 - 15:33 - #14erman mi sa che con le basi che hai esposto tutti… anch’io col lo scooter !! UAHUHUAHUHHUH :-D
Giulius999
01 mar 2006 - 15:38 - #15io limerei via solo il colore dalle carene…:..(
erman
01 mar 2006 - 15:39 - #16pinius era x dire che c’è cmq gente che va in pista con la propria moto e ci da dentro al 100% delle proprie capacità…io preferisco sempre darmi un po’ di margine.
pustola
01 mar 2006 - 22:15 - #17erman e’ proprio li’ anche il mio prb, per limare via il tempo rischio di dare una raspata al c/c, pensavo di autocostruirmi una carena in compensato.
erman
02 mar 2006 - 11:53 - #18pustola il problema è che una moto non è fatta solo di carene…una banale scivolata magari rovini solo quelle, ma ci sono leve al manubrio, pedane che costano care a cambiarle, se proprio ti va male ci sono semimanubri, forcella, telaio…a quel punto R.I.P.!